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22 febbraio 2017

NBA, Black "Jerseys" Matter: uno sguardo al look

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James Harden sfoggia la maglia nera da trasferta di Houston

Una novità assoluta in casa Rockets la maglia nera da trasferta (foto Getty)

Da Houston a Golden State, dai Lakers ai Clippers, negli ultimi anni sempre più squadre hanno puntato sul nero delle loro divise. Un trend che forse, però, è destinato a cambiare. E c'è un perché...

Il trend — dicono quelli informati — lo hanno lanciato i Detroit Lions nella NFL quasi 15 anni fa, inserendo il nero tra i colori della loro divisa, che tradizionalmente vedevano dominare il blu e l’argento. Ma prima ancora, sempre nella NFL, un personaggio bizzarro come il proprietario degli Atlanta Falcons Jerry Glanville — innamorato del nero e di Elvin Presley, cui lasciava sempre due biglietti alle casse dello stadio — aveva scelto il total-black come look preferito per Dion Sanders e compagni. Una scelta che poi, consapevolmente o meno, un sacco di altre squadre, in tutti gli sporti professionistici americani, hanno abbracciato con sempre più entusiasmo. Un trend giustificato dalle ragioni più svariate: semplice ritocco al look (per apparire più minacciosi e guadagnare in intimidazione), mera strategia di marketing (nuovo merchandising da vendere ai tifosi) o vera e propria costruzione di un’identità (si veda il caso dei Nets nella loro incarnazione brooklynese).

Il salto dello squalo — Ora però, dicono gli esperti, questo trend sta per cambiare. “Lo squalo è stato saltato”, per usare la famosa espressione di gergo americana che affonda le radici in una vecchia puntata di Happy Days (Fonzie in moto saltava una vasca popolata da squali: da quell’episodio in poi si ritiene che la famosa serie televisiva — toccato il picco di ascolti — abbia iniziato una lenta fase discendente). Il nero, cioè, non andrebbe più di moda. Con buona pace di tutte quelle franchigie NBA che hanno scelto negli anni più recenti di introdurre il black in almeno una versione alternativa (di solito da trasferta) delle loro divise.  

L’era digitale — Un cambio di rotta che riflette una normale saturazione del mercato, che accoglie una novità per poi stancarsene dopo un periodo iniziale, ma anche un’esigenza ben più pressante. L’ingresso a pieno titolo nell’era digitale, infatti, porta sempre più tifosi e appassionati a fruire del gioco attraverso lo streaming video e gli schermi di tablet e smartphone, spazi a volte ristretti dove a farla da padrone — nel catturare la nostra percezione — sono i colori, e non certo il nero. Le stesse arene NBA vibrano sempre più di colori e insegne sgargianti, e cercano di allontanarsi il più possibile dal nero che ha un impatto decisamente minore sull’occhio umano. Con buona pace dei Brooklyn Nets (che hanno fatto del nero il tratto distintivo del Barclays Center, oltre che delle loro divise…) e del loro ex proprietario di minoranza JAY Z: “Black cards / black cars / all black everything”, cantava insieme a Rihanna e Kanye West in Run this town. Ma ora i tempi sembrano essere cambiati…

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