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26 febbraio 2017

NBA, rinforzi Cavs e Warriors: Williams e Calderon

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Deron Williams e José Calderón

Deron Williams e José Calderón avversari ai tempi di Brooklyn e Detroit (Foto Getty)

Le due finaliste dello scorso biennio si rinforzano con Deron Williams e José Calderón. E su Andrew Bogut è asta con San Antonio e Houston

Se a fine anno ci sarà la tanto attesa “bella” tra Cleveland Cavaliers e Golden State Warriors, ci saranno probabilmente due nuovi protagonisti in campo ad affrontarsi. Le due squadre campioni nell’ultimo biennio hanno infatti approfittato dei tagli delle altre squadre per aggiungere due point guard alle loro rotazioni, i Cavs con Deron Williams (il “f*****g playmaker” richiesto a gran voce da LeBron James) e gli Warriors con José Calderón (che ha già iniziato a parlare di buy-out con i Los Angeles Lakers). Due aggiunte di esperienza, visto che entrambi sono nella NBA dalla stagione 2005-06, e piene di motivazioni, visto che nessuno dei due è mai arrivato a giocarsi le finali NBA e vogliono aggiungere un titolo al proprio palmarès.

Grazie Kyle Korver — La sola presenza di LeBron James a roster è da sempre una grande attrattiva per dei veterani in cerca di anello, ma il fatto che nei Cavs fosse presente anche Kyle Korver ha sicuramente aiutato Williams a prendere la sua decisione dopo che il suo contratto non è stato acquisito da nessuno a seguito del buy-out concordato con Dallas. “Non che abbia dovuto vendergli chissà che”, ha dichiarato Korver a proposito dell’ex compagno ai tempi degli Utah Jazz. “Per tutto il tempo che sono stato qui, ho potuto osservare dove potevamo migliorare con le sue caratteristiche può inserirsi benissimo da noi. Può giocare con la palla e senza, è un buon tiratore e un giocatore intelligente, e in più può cambiare in difesa sui blocchi. Può davvero darci una mano”. Williams firmerà al minimo salariale e tra stipendio e luxury tax costerà ai Cavs circa 900mila dollari — decisamente meno rispetto a quanto avrebbero speso se lo avessero acquisito via trade o firmato in free agency come hanno cercato di fare nell’estate 2015. Korver non ha mancato di sottolineare una volta quanto Williams — che ha anche vinto l’oro a Londra in squadra con James e Kevin Love — possa aiutare la squadra: “Qui siamo in una grande situazione in cui si può vincere il titolo, lo spogliatoio è fantastico e tutti cercano di farti sentire a tuo agio. In più, abbiamo davvero bisogno di uno come lui. Cosa può esserci di meglio?”.

Deron Williams

 

Fuori Weber, dentro Calderon — Un po’ meno serena la situazione in casa Warriors, con vari reporter della squadra che hanno segnalato come l’atmosfera nello spogliatoio fosse più tesa di quanto ci si dovrebbe aspettare da una squadra già automaticamente ai playoff. Complice forse il rapporto mai idilliaco tra Steve Kerr e Draymond Green (in campo solo per 23 minuti in una serata da 1/10 al tiro, che stranamente non ha voluto commentare con la stampa) ma anche per il taglio di Briante Weber, che non verrà confermato dopo il secondo contratto da 10 giorni pur essendo diventato un personaggio amatissimo dal resto dei “Dubs”. Al suo posto infatti i campioni della Western Conference prenderanno con ogni probabilità José Calderón dopo il più che probabile taglio coi Lakers, aggiungendo un altro tiratore e trattatore della palla in vista dei playoff. Il playmaker spagnolo ha delle chiare mancanze a livello difensivo, ma nei giusti accoppiamenti può mettere a disposizione della squadra il suo eccellente 41% da tre in carriera. O almeno questo è ciò che sperano gli Warriors.

Tutti vogliono Bogut — A proposito di Warriors: un grande ex di Golden State come Andrew Bogut è il “tagliato” più richiesto sul mercato, con più di una squadra interessata ai suoi servigi. I Cavs seguono la sua situazione sin da inizio stagione aspettando il suo buy-out, ma per inserirlo a roster dovrebbero tagliare un giocatore (probabilmente Jordan McRae) e modificare un po’ i loro schemi per inserire un centro con caratteristiche diverse rispetto a quelli presenti a roster. Inoltre dovranno battere la concorrenza delle texane, tanto San Antonio quanto Houston, con la seconda che può offrire più di chiunque altro (3.5 milioni) grazie allo spazio salariale liberato cedendo K.J. McDaniels e Tyler Ennis alla deadline. Volendo, anche gli Warriors potrebbero firmarlo — pur avendolo scambiato durante l’estate per fare spazio a Kevin Durant — ma non sembra che un ritorno nella Baia sia negli interessi del campione NBA 2015.

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