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02 marzo 2017

NBA, Boston batte Cleveland grazie a Isaiah Thomas

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I 31 punti dell’All-Star dei Celtics decidono la sfida combattutissima con i Cavaliers, a cui non basta la tripla doppia di LeBron James e i 28 di Kyrie Irving

Bastano questi pochi dati per capire quanto sia stata combattuta la partita tra Boston Celtics e Cleveland Cavaliers: 24 avvicendamenti alla guida nel punteggio, 19 parità, nessuna delle due squadre in grado di costruire 10 punti di vantaggio nel corso della gara e mai sopra i 4 punti nell’intero secondo tempo. Ne è uscita una battaglia favolosa tra le due principali forze della Eastern Conference, decisa solo nell’ultimo minuto in cui Isaiah Thomas ha segnato 5 dei suoi 31 punti (una tripla e due tiri liberi) per dare ai suoi l’ultimo vantaggio, con il tiro della vittoria dall’angolo dell’esordiente Deron Williams a infrangersi sul ferro dopo l’ennesimo assist di un LeBron James in tripla doppia (28 punti, 13 rimbalzi e 10 assist) per la settima volta in stagione.

la tripla doppia di lebron james

Boston Crowd — Davanti al pubblico delle grandi occasioni che solo il TD Garden sa regalare -impreziosito dalla presenza a bordo campo di Bill Belichick, che ha rischiato di vedersi volare addosso LeBron James, e Floyd Mayweather - i Celtics hanno iniziato male chiudendo il primo quarto con 7/25 al tiro, ma hanno sfoderato una grande prestazione da lì in poi, con tutti i membri del roster a dare il loro contributo: Jae Crowder secondo miglior marcatore con 17 punti e 10 rimbalzi; Avery Bradley di nuovo in doppia cifra a quota 11 e la solita eccellente difesa perimetrale; Al Horford vicinissimo alla tripla doppia (9 punti, 10 rimbalzi e 10 assist); Marcus Smart decisivo in difesa con due sfondamenti subiti nel finale di gara e 8 assist. Inevitabile però che tutto sia passato dalle mani di Thomas, che nel post gara ha detto solo "Nessuno mi può tenere sotto controllo, segno 30 punti a partita per un motivo. La stella dei bianco-verdi prima ha assistito due triple fondamentali di Crowder e Bradley e poi ha segnato il suo unico canestro dal campo nell’ultimo quarto nel momento del bisogno, mandando i suoi sul 99-97 dopo una tripla di Kyle Korver e poi rispondendo con due liberi a un canestro incredibile di Kyrie Irving.

I 31 PUNTI DI ISAIAH THOMAS

Sperimentazione Cavs — La point guard dei Cavs ha pareggiato i punti segnati da LeBron James a quota 28, prendendosi le maggiori responsabilità realizzative nell’ultimo quarto chiuso con 7 punti e 2/6 al tiro realizzando conclusioni difficili, tanto è vero che tutti i suoi 10 tiri segnati sono stati comunque contestati dalla difesa dei Celtics. Meno bene è andata ai Cavs in generale, che hanno tirato solo con il 41% dal campo e il 30% da tre, perdendo anche la lotta a rimbalzo 47-41 nonostante i 12 catturati sotto il canestro dei Celtics per 17 punti da seconda opportunità. Tyronn Lue ha tenuto a lungo in campo i due ultimi arrivati, Derrick e Deron Williams, scegliendoli per chiudere la gara insieme a James, Irving e Thompson: una scelta sperimentale che non ha pagato, visti le due palle perse sanguinose del primo (terzo giocatore in doppia cifra con 13 punti dietro Kyrie e LeBron) e il 2/8 dal campo del secondo. È la prima volta in stagione che i Cavs perdono una partita in trasferta in cui erano stati in vantaggio nell’ultimo quarto: precedentemente erano arrivate 15 vittorie.

i 28 punti di kyrie irving

Antipasto di playoff? — Mancano ancora più di due mesi e mezzo alle finali di conference e molte partite devono essere giocate, ma se la regular season finisse oggi Cavs e Celtics sarebbero le due prime teste di serie della Eastern Conference e in quanto tali favorite a incontrarsi per decidere la sfidante dell’ovest nelle Finali NBA. Nonostante la sconfitta Cleveland mantiene tre partite di vantaggio sul secondo posto e cinque sul terzo, dove ora siedono gli Washington Wizards che hanno vinto lo “spareggio” sul campo dei Toronto Raptors. Inserendo nel discorso anche gli Atlanta Hawks (cui i Cavs faranno visita domani notte), le prime cinque teste di serie della conference sono già fissate: l’ultimo mese e mezzo di regular season ci dirà in quali posizioni si presenteranno ai playoff e se la sfida vista al TD Garden sarà solo un piccolo assaggio di quello che ci attende in primavera.

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