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12 marzo 2017

NBA, i risultati della notte: Spurs quasi in vetta

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Anche con fuori i big, la vittoria di San Antonio conta e porta gli Spurs a mezza gara di distanza dagli Warriors e dal miglior record di lega. Russell Westbrook e LeBron James firmano due triple doppie, mentre Devin Booker dà allo scadere la vittoria ai Suns 

San Antonio Spurs-Golden State Warriors 107-85 – La grande sfida diventata partitella tra riserve (Leonard e Aldridge fuori per gli Spurs, Curry, Thompson, Green e Iguodala a riposo per gli Warriors, già privi di Durant) regala comunque ai texani, guidati dai 21 punti segnati tutti nel primo tempo di Patty Mills, una vittoria importante, che porta gli Spurs a mezza partita di distanza proprio da Golden State, e quindi dalla testa di serie n°1 a Ovest (oltre che dal miglior record di lega). Gli Warriors, arrivati in back-to-back nella città dell’Alamo alle tre del mattino, chiudono una serie di 8 partite in 13 giorni facendo registrare diversi minimi stagionali: quello per punti segnati (85), percentuale al tiro (35.9%) e triple mandate a segno (solo 5, eguagliato) e hanno in Ian Clark (36 punti) il migliore di serata e in Patrick McCaw (0/12 al tiro, record negativo per questa NBA) il peggiore.

Oklahoma City Thunder-Utah Jazz 112-104 – Vincono nella tarda serata italiana i Thunder in casa contro i Jazz, al termine di una sfida decisiva nella rincorsa a un piazzamento playoff a Ovest. Utah nonostante la sconfitta mantiene però a quattro partite di distanza OKC che con questo successo conquista il sesto posto in solitaria. Gran parte del merito ovviamente è del solito inesauribile Russell Westbrook, alla 32^ tripla doppia stagionale dopo aver chiuso il match con 33 punti, 11 rimbalzi e 14 assist. Per l’undicesima volta in stagione il numero 0 riesce a chiudere la pratica in meno di 20 minuti; tutto il resto dei giocatori NBA sono riusciti soltanto nove volte in combinata a portare a casa una tripla doppia in così poco tempo. I Thunder aggiornano così il proprio record a 26 vinte e 6 perse quando il prodotto di UCLA esce dal campo con il boxscore stracolmo; un ruolino di marcia che garantirebbe a OKC il primo posto a Ovest.

Orlando Magic-Cleveland Cavaliers 104-116 - LeBron James si carica il destino dei suoi Cavs sulle spalle e per l’ennesima volta in questa regular season, porta i campioni NBA fuori dalle secche nelle quali si sono impantanati per l’ennesima volta in stagione. Per riuscirci il numero 23 mette a referto la nona tripla doppia stagionale da 24 punti, 12 rimbalzi e 13 assist; mai in carriera ne aveva fatte registrare così tante in un solo anno. James genera attacco e tutto il resto dei Cavaliers ne beneficia: alla sirena sono 30 gli assist di squadra, sette dei quali portano la firma di un Kyrie Irving da 22 punti. Sette sono anche i giocatori in doppia cifra, in una partita in cui a preoccupare coach Tyronn Lue è soprattutto la difesa, la ragione per cui Orlando resta aggrappata alla partita fino a metà quarto periodo. Nel finale poi, una scollata di spalle di LeBron e una spruzzatina di Irving e passa la paura. Chissà se basterà anche quando i playoff renderanno l’aria più rarefatta.

Miami Heat-Toronto Raptors 105-89 – Vittoria n°21 nelle ultime 25 per Miami che contro Toronto ha 15 punti in 17 minuti nel primo tempo da Goran Dragic (prima che un colpo all’occhio lo costringe ai box per il resto dell’incontro), 16 punti dal suo sostituto Tyler Johnson, oltre alla solita doppia doppia (12+14 rimbalzi, ma anche 4 stoppate) da Hassan Whiteside. Gli Heat tengono gli ospiti a 15 punti nel secondo quarto e costruiscono un vantaggio di 18 punti già all’intervallo che diventano anche 25 nel terzo periodo, chiudendo sostanzialmente già i conti. Un parziale di 12-0 guidato dalla panchina di Toronto avvicina i canadesi fino al -11 ma mai oltre, condannando la squadra di Dwane Casey alla 15^ sconfitta nelle ultime 25, nonostante i 17 (ma con 5/16 al tiro) di DeMar DeRozan. Per i Raptors solo 7 assist in tutta la gara, minimo stagionale nell’intera NBA.

Dallas Mavericks-Phoenix Suns 98-100 – Ormai i Suns sono abituati a vincere allo scadere e il canestro sulla sirena di Devin Booker (il suo secondo stagionale, il quarto di squadra) fa di Phoenix la squadra con più buzzer beater in una stagione dai Lakers del 2009-10. Booker è stato l’incontrastato padrone dei momenti decisivi della gara: ha realizzato 25 dei suoi 36 punti totali (con 12/20 al tiro e un perfetto 10/10 dalla lunetta) nel secondo tempo, segnando gli ultimi 8 punti di squadra, compresi due canestri del pareggio e il tiro in isolamento contro Wesley Matthews che ha dato la vittoria agli ospiti. A Dallas non sono bastati i 23 punti a testa di Harrison Barnes e Dirk Nowitzki, che ci ha aggiunto 11 rimbalzi: i Mavs vedono chiudersi a 4 la loro striscia positiva, mentre Phoenix festeggia la quinta vittoria nelle ultime sei gare disputate.

L.A. Clippers-Philadelphia 76ers 112-100 – Quarto successo nelle ultime cinque gare giocate per i Clippers, bravi a farla da padrone dopo oltre 40 minuti di equilibrio. Per battere Philadelphia allo Staples Center è stato necessario uno dei migliori Chris Paul della stagione, autore di 30 punti e 7 assist, supportato dai 19 conditi con 20 rimbalzi di DeAndre Jordan e dai 13-10-6 e 3 recuperi di Blake Griffin. “Per tutto il match non siamo riusciti a prendere un margine significativo di vantaggio – commenta CP3 -, i 76ers sono una squadra ostica. Può succedere in qualche occasione, ma fortunatamente nel finale siamo stati bravi a non subire canestro in alcuni possessi decisivi, portando a casa punti nell’altra metà campo”. In casa 76ers da sottolineare la prestazione di Richaun Holmes in uscita dalla panchina: 24 punti con 10/14 al tiro e 9 rimbalzi.

Detroit Pistons-New York Knicks 112-92 – Tutto il quintetto in doppia cifra non basta ai New York Knicks per portare a casa il successo contro i Detroit Pistons, ben più motivati dei newyorchesi vista l’ormai compromessa situazione di classifica di Carmelo Anthony e compagni. La squadra di Van Gundy infatti, scavalcata ieri da Milwaukee all’ottavo posto Est, è costretto ora a inseguire e a sbagliare il meno possibile. Alla fine sono i 28 punti di Tobias Harris (ritornato in quintetto), uniti ai 24+15 rimbalzi di Andre Drummond e ai 19 di Reggie Jackson a garantire il quinto successo nelle ultime sette gare ai Pistons, sempre avanti in un match che per oltre 40 minuti non ha mai cambiato padrone.

Milwaukee Bucks-Minnesota Timberwolves 112-105 – Si allunga a sei la striscia di vittorie dei Bucks – la più lunga dal 2011-12 – che regolano Minnesota grazie a un attacco bilanciato (sette giocatori in doppia cifra, guidati dai 19 di Tony Snell), una panchina capace di vincere 38-16 il duello diretto contro le seconde linee dei T’Wolves e una difesa che per la quinta volta in fila tiene gli avversari sotto i 100 punti (i Bucks sono 18-4 ci riescono). Per Karl-Anthony Towns, il migliore degli ospiti con 35 punti e 14 rimbalzi (22 con 8 assist li aggiunge Ricky Rubio) si tratta della ventesima gara consecutiva con almeno 20 punti, la striscia attiva più lunga di tutta la NBA.

Memphis Grizzlies-Atlanta Hawks 90-107 – Con cinque giocatori tra i 14 e i 17 punti e una prestazione da 50% al tiro, tanto dal campo (36/72) quanto da tre punti (15/30), gli Atlanta Hawks infliggono a Memphis la quinta sconfitta consecutiva portando contemporaneamente a tre la propria striscia vincente e avvicinandosi così a una gara sola di distanza dal quarto posto a Est dei Toronto Raptors. “Oggi come oggi facciamo schifo”, le parole sconsolate di coach Fizdale, che ha in JaMychal Green il migliore a quota 20 e tutti i suoi tiratori con la mano freddissima (2/21 da tre punti per iniziare, 5/29 alla fine).

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