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27 marzo 2017

NBA: Boston in vetta, ko folli per Clippers&Hawks

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Boston batte Miami in casa e aggancia Cleveland in vetta alla Eastern Conference. Contro Nets e Kings, due tra le peggiori squadre della lega, sanguinose sconfitte di Hawks e Clippers. Nel derby del midwest, Chicago batte Milwaukee con un gran Mirotic

Boston Celtics-Miami Heat 112-108 - L’operazione Aggancio, dopo mesi di inseguimento, è finalmente riuscita. Nonostante la sconfitta in più li releghi ancora formalmente al secondo posto, il computo delle vittorie in vetta alla Eastern Conference parla chiaro: Cleveland 47, Boston 48. Per riuscirci i ragazzi di coach Stevens hanno dovuto battere un osso duro come i Miami Heat di queste ultime settimane, volati in vantaggio sul +15 già nel secondo quarto. A fine terzo periodo però, la situazione è ribaltata e il +10 è in favore dei padroni di casa, trascinati dai 30 punti di Isaiah Thomas e dai 25 con 8/13 al tiro di Jae Crowder, sempre più realizzatore oltre che specialista difensivo. Johnson&Johnson, intesi come James e Tyler, ne mettono 44 in uscita dalla panchina, ma Miami è costretta a cedere il passo incassando la terza sconfitta nelle ultime quattro gare e vedendo avvicinarsi pericolosamente i Chicago Bulls, distanti adesso soltanto mezza partita dall’ottavo posto.

L.A. Clippers-Sacramento Kings 97-98 – Con i padroni di casa comodamente in vantaggio di 18 punti nel quarto quarto, 85-67, niente sembrava far presagire una rimonta dei disastrati Sacramento Kings, arrivati a Los Angeles cavalcando una striscia di quattro sconfitte. Invece, coi padroni di casa capaci di sbagliare gli ultimi 9 tiri della gara, subendo un parziale di 22-3, gli uomini di coach Dave Joerger hanno compiuto il miracolo, andando a vincere solo la quarta gara nelle ultime 22 sfide contro i Clippers, ispirati dalle tre triple di Buddy Hield (15 per lui alla fine) e dal canestro decisivo a 2 secondi dalla fine di Willie Cauley-Stein. Il miglior marcatore dei Kings a fine serata è stato Darren Collison con 19 punti, mentre la doppia doppia da 20 e 11 rimbalzi di DeAndre Jordan e i 17 punti sia di Chris Paul che di Blake Griffin non sono serviti a evitare la decima sconfitta nelle ultime 19 per la squadra di coach Rivers, superato ora da Utah al quarto posto a Ovest.

Milwaukee Bucks-Chicago Bulls 94-109 – Coach Hoiberg sembrava aver scelto di non farlo giocare più fino a fine stagione, ma fortunatamente ha cambiato idea: Nikola Mirotic gli regala una gara da 28 punti e 8 rimbalzi con 11/14 al tiro ma tutto il quintetto base dei Bulls è in serata con i 20 con 14 assist di Jimmy Butler e i 18 a testa di Rajon Rondo e Robin Lopez (i titolari dei Bulls chiudono con 39/58 e il 67% dal campo). Chicago – con 33 assist su 46 canestri segnati – vince una gara importante in ottica playoff, alla rincorsa di quell’ottavo posto attualmente in mano ai Miami Heat, mentre Milwaukee vede interrompersi la striscia di tre vittorie in fila, nonostante i 22 punti di Giannis Antetokounmpo e i 16 dalla panchina di Greg Monroe.

Atlanta Hawks-Brooklyn Nets 92-107 – Continua la crisi senza fine degli Atlanta Hawks, alla quinta gara senza il loro All-Star Paul Millsap (e con fuori anche Kent Bazemore e Thabo Sefolosha) ma soprattutto all’ottava sconfitta consecutiva, arrivata in casa e per mano della squadra col peggior record della lega. Brooklyn sembra aver trovato una “quadra” in questo finale di stagione: per i ragazzi di coach Atkinson tre vittorie nelle ultime quattro e un marzo da 7-8. A spingerli alla vittoria esterna i 23 punti di Brook Lopez, che a 5 minuti dal termine della gara passa Buck Williams e diventa il giocatore con più canestri dal campo realizzati (7/17 in serata) nella storia dei Nets. Bene anche Jeremy Lin (19 punti con 8 assist), mentre agli Hawks non bastano i 24 con 8 assist di Dennis Schroeder e la doppia doppia da 19 e 16 rimbalzi di Dwight Howard, con 8/12 al tiro.

Indiana Pacers-Philadelphia 76ers 107-94 – Bel modo di festeggiare i 21 anni quello scelto da Myles Turner, protagonista dell’ennesima prestazione da veterano nonostante la giovane età. Diciassette punti e 16 rimbalzi (massimo in carriera eguagliato), nella vittoria mai in discussione nella seconda metà di gara contro i Philadelphia 76ers, anche perché quando il numero 33 chiude in doppia doppia, per Indiana c’è quasi sempre da festeggiare a fine gara (8-4 il record). Il miglior realizzatore in casa Pacers è come al solito Paul George con i suoi 21 punti, uno dei sette giocatori in doppia cifra. I padroni di casa agganciano così il trenino per il 5° posto a Est, diventandone uno dei vagoni assieme a Hawks e Bucks. Tanti quindi i motivi per sorridere, nonostante il grave infortunio alla caviglia che ha costretto Al Jefferson a uscire dal campo sulla sedia a rotelle. 

Golden State Warriors-Memphis Grizzlies 106-94 - Allontanare la possibilità di incrociare i Grizzlies al primo turno playoff era uno degli imperativi della serata degli Warriors, battuti ben due volte da Memphis in questa regular season. Per farlo bisogna ricacciare indietro gli Spurs conquistando una vittoria pesante a dieci partite dal termine della stagione. Contro chi? Beh, ovviamente contro gli stessi Grizzlies, convincenti per due quarti e mezzo ma poi incapaci di tenere il passo di Golden State, trascinata dai 21 punti nel solo secondo tempo firmati da Klay Thompson (31 totali); troppi per un attacco che nel quarto periodo chiude a 13 segnati di squadra. Alla fine sono 29 punti per Mike Conley, che ha provato in tutti i modi a non far rimpiangere l’assenza di Marc Gasol, alle prese con problemi al piede sinistro. In casa Warriors a quota 20 arrivano anche Andre Iguodala in uscita dalla panchina e l'ottima partita di Steph Curry, che chiude il match con 21 punti, 5 triple e 11 assist.

Los Angeles Lakers-Portland Trail Blazers 81-97 - Continua il momento positivo dei Blazers, lanciati sempre più alla conquista dell’ottavo posto grazie all’undicesima vittoria nelle ultime 13 gare giocate: 22 per Damian Lillard, 13 per C.J. McCollum, 9 con 13 rimbalzi di Jusuf Nurkic. La vittima sacrificale sono i derelitti Los Angeles Lakers, che continuano a trascinarsi esanimi avanti e indietro per il parquet in attesa che arrivi presto la fine della regular season e soprattutto la lottery; il momento in cui sarà chiaro se i gialloviola potranno considerare positiva o meno quest’annata. Portland invece lo scoprirà molto prima, visto che all’aggancio in classifica all’ottavo posto, seguirà lo scontro diretto al Moda Center contro i Denver Nuggets. Tra 48 ore sarà molto più chiaro chi tra le due verrà considerata la favorita per sfidare i Golden State Warriors al primo turno playoff.

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