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NBA, Beli torna al successo, Gallo crolla in casa

NBA

Pessima sconfitta casalinga per i Nuggets, che perdono di 25 (90-115) con i Pelicans e si fanno raggiungere in classifica dai Blazers. Solo 11 punti per Gallinari, mentre Davis domina con 31 e 15. Gli stessi segnati da Kemba Walker nella vittoria degli Hornets sui Suns (120-106): 8 punti dalla panchina da Marco Belinelli

Denver Nuggets-New Orleans Pelicans 90-115 – Brutta battuta d’arresto per i Nuggets di Danilo Gallinari, che dopo sei vittorie nelle ultime otto gare vengono sconfitti in casa dai Pelicans con uno scarto di 25 punti. La notizia ancora peggiore è l’aggancio in classifica subìto per mano dei Portland Trail Blazers, che vincendo contro i Los Angeles Lakers sono saliti al stesso record di 35-38 in attesa dell’importantissimo scontro diretto tra le due squadre nella notte tra martedì e mercoledì. A condannare alla sconfitta i Nuggets sono stati i 31 punti con 15 rimbalzi di Anthony Davis, che ha sopperito all’assenza di DeMarcus Cousins (problema alla caviglia destra) dominando in lungo e in largo (12/17 dal campo) con la 45^ doppia doppia della sua stagione, la 32^ con almeno 30 punti segnati. I Pelicans hanno preso il vantaggio decisivo nei due quarti centrali, vincendo di 12 il secondo quarto (26-14) e di 13 il terzo (32-19), mantenendo uno scarto oltre i 20 punti per tutto il resto di una partita mai in discussione. Un successo, purtroppo per i Pelicans, arrivato troppo tardi per pensare di recuperare le quattro partite di distanza che li separano dall’ottavo posto che vorrebbe dire playoff, ma in cui sono stranamente sembrati più interessati ai vincere dei Nuggets, totalmente abbandonati dal loro attacco che negli ultimi tre mesi è stato il migliore della lega.

Gallo spento – Danilo Gallinari è partito bene nel primo quarto segnando due triple (di cui la prima con un gioco da 4 punti) con quattro tiri tentati, ma nel resto della gara si è preso solo due conclusioni toccando la doppia cifra grazie ai 5 tiri dalla lunetta (tutti realizzati) e chiudendo con 11 punti e 5 rimbalzi senza lasciare ulteriore segno in campo. Sono solo tre gli altri compagni in grado di toccare la doppia cifra individuale (Mason Plumlee 16, Jamal Murray e Gary Harris 13), con un Nikola Jokic sottotono da 8 punti e 13 rimbalzi con 4/14 al tiro in meno di 19 minuti. Una serata decisamente no per tutta la squadra, che ha segnato solo 5 dei 25 tiri tentati nel tremendo secondo quarto e ha chiuso sotto il 38% dal campo e il 25% da tre punti nell’intero incontro, venendo surclassata nei punti da seconda opportunità (18-4) e sprofondando anche a -35 nel corso del secondo tempo, subendo anche i “booo” dei 19.850 spettatori del Pepsi Center. “Una sconfitta imbarazzante” ha commentato coach Michael Malone dopo la gara. “Ci mancano nove partite, siamo in piena corsa per i playoff e andiamo in campo come se questa gara non contasse nulla. Non può succedere. Non possiamo essere questi”. La trasferta da cinque partite che comincerà con la cruciale sfida in casa dei Blazers sarà, nel bene o nel male, il punto di svolta della stagione dei Nuggets.

Charlotte Hornets-Phoenix Suns 120-106 - A Charlotte c’è attesa per la prima uscita di Devin Booker dopo i 70 punti rifilati ai Celtics: su di lui il  migliore difensore degli Hornets, Michael Kidd-Gilchrist, e una palla persa sul primo possesso più un tiro che si perde lontano dal ferro alla prima conclusione fanno capire che la serata andrà diversamente (chiude a 23, il minimo di sempre tra i giocatori reduci da 70 o più punti). Parte fortissimo invece Charlotte, rifilando ai Suns un 15-1 nei primi tre minuti segnati dal 3/3 dall’arco di Marvin Williams. Il vantaggio dei padroni di casa si allunga fino al +23 sul 30-7 e alla fine del primo quarto Charlotte sfoggia il 57% dal campo, ha 15 punti dalle palle perse degli avversari e conta ben 11 assist sui 13 canestri realizzati, per il 38-18 con cui va al primo mini-riposo. Phoenix si riporta fino al -10 sul 44-34 ma gli Hornets sono attenti a non far tornare in gara gli ospiti piazzando un parziale di 13-4 (57-38) che li porta a chiudere comodamente in vantaggio il primo tempo sul 69-47 (+22).

Rimonta domata – Dopo i primi tre punti ancora degli Hornets in apertura del secondo tempo, arriva la reazione di Phoenix: un parziale di 23-7 porta la squadra dell’Arizona fino al -9 (79-70), uno svantaggio che a 5 minuti dalla fine diventa si riduce ancora a solo 4 punti (105-101). Invece di cedere, però, Charlotte reagisce e piazza la zampata decisiva, nella forma di un break da 13-0 (118-101) che chiude definitivamente la partita, condannando i Suns all’ottava sconfitta consecutiva e dando invece a Kemba Walker e compagni la quarta vittoria nelle ultime cinque, 120-106. È proprio la point guard degli Hornets l’MVP dell’incontro con 31 punti e 9 assist, ben aiutato però da un Marvin Williams precisissimo dall’arco (5/6 da tre per 21 punti totali) e da 18 con 10 rimbalzi di Nicolas Batum, autore di canestri importanti nel parziale finale. Per Phoenix si conferma Booker il top scorer, ma sotto i suoi 23 punti spiccano i 21 di T.J. Warren, in doppia doppia grazie anche a 10 rimbalzi. 

L’apporto di Belinelli – L’azzurro di San Giovanni in Persiceto, reduce da due partite a 20 e 22 punti, entra già a metà del terzo quarto, subito aggressivo quando può andare al tiro ma sempre anche altruista e intelligente nelle scelte offensive. È in campo anche nei minuti decisivi del quarto quarto ma il suo tabellino alla fine dice 8 punti con 3/7 al tiro in 21 minuti e un errore nell’unica tripla tentata.