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30 marzo 2017

NBA, Curry guida la rimonta Warriors sugli Spurs

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Golden State rimonta uno svantaggio iniziale di 15-0 grazie a una difesa asfissiante che concede solo 65 punti agli Spurs negli ultimi tre quarti. Al resto ci pensano Steph Curry (29) e Klay Thompson (23) per il 110-98 finale che consolida il primo posto degli Warriors a Ovest

Pronti, via e i San Antonio Spurs – già vincitori delle due precedenti sfide stagionali con gli Warriors, con un margine vicino ai 26 punti – sembrano voler impartire una terza lezione ai californiani: 15-0 per iniziare, 23-3 a cinque minuti dalla fine del primo quarto. Per Golden State, in back-to-back dopo la vittoria contro Houston, sembra una serata da dimenticare, dominata sul tabellone (segnapunti) ma anche sotto i tabelloni (18-7 Spurs il conto dei rimbalzi nel primo quarto). Le partite però durano 48 minuti e sono gli 11 punti di Klay Thompson (dei 23 di serata) a lanciare la rimonta degli Warriors, che mettono a segno 37 punti – tenendo i texani a 24 – nel secondo periodo. Sotto ancora di 3 all’intervallo, i ragazzi di coach Kerr mettono la freccia del sorpasso nel terzo quarto ispirati da un ottimo Steph Curry (29 con 11 assist per lui alla fine), arrivando anche a +8 prima dell’immediato rientro di San Antonio. A 3:10 dalla fine del terzo quarto la partita è in parità, ma l’ultimo strappo di Golden State è quello buono e nasce da una difesa che, dopo aver tenuto gli Spurs a 24 punti nel secondo quarto, ne concede solo 21 e 20 nei due rimanenti. Arrivano nel secondo tempo 13 dei 15 punti dell’ex David West, che sale agli onori dalla panchina alternandosi con Andre Iguodala, autore di 10 dei suoi 14 nei primi 24 minuti di partita. Per gli ospiti il 110-98 finale segna la 91^ vittorie esterna delle ultime tre stagioni, massimo di sempre nella storia della NBA, ed è come al solito frutto di una pallacanestro corale che conta 31 assist sui 43 canestri realizzati, ottime percentuali al tiro (il 51.2% dal campo, il 50% esatto – 13/26 – da tre punti) ma soprattutto di una grande difesa. Con la prima vittoria su San Antonio – la nona in fila per dei caldissimi Warriors – gli Washington Wizards rimangono l’unica squadra che Golden State non è riuscita a battere quest’anno, in attesa della sfida alla Oracle Arena del 2 aprile.  

Collasso Spurs – Per San Antonio è solo la seconda sconfitta stagionale contro una delle prime cinque squadre NBA (9-2 ora il record), ko tutt’altro che pronosticabile dopo l’avvio super convincente degli uomini di coach Popovich. Solo Philadelphia negli ultimi due anni abbondanti (il 23 gennaio 2015, contro i Raptors) era riuscita a uscire sconfitta dopo essere stata sopra 15-0 all’inizio. Il miglior marcatore dei nero-argento è ancora una volta Kawhi Leonard, ma i suoi 19 punti sono frutto di percentuali tutt’altro che positive (7/20 al tiro, 0/5 da tre punti). Meglio ha fatto la coppia di lunghi Gasol-Aldridge, con il primo autore di 18 punti (5/11 dal campo) in uscita dalla panchina e il secondo a quota 17 con 7/14, ma sono i soli a salvarsi insieme a Danny Green: il resto del roster tira infatti 10/29, trascinando la percentuale di squadra a un insufficiente 41% complessivo (solo 65 punti segnati negli ultimi tre quarti). Gli Spurs vedono così allungarsi in vantaggio in classifica degli Warriors a tre gare e mezzo, rendendo sempre più difficile un’eventuale rincorsa alla testa di serie numero a Ovest. 

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