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31 marzo 2017

NBA, i risultati della notte: Lillard batte Harden

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Portland supera Houston vincendo nel finale e sfruttando la serata storta di Harden. Detroit vince di misura su Brooklyn, Minnesota schianta L.A. grazie al massimo in carriera di Ricky Rubio (33), i Clippers infliggono ai Suns la 10^ sconfitta consecutiva

Portland Trail Blazers-Houston Rockets 117-107 — Successo fondamentale per i Blazers, che superano uno degli ostacoli più ostici sul loro cammino verso i playoff. Sono i soliti noti a guidare la squadra — 31 con 11 assist per Damian Lillard e 19+11 per Jusuf Nurkic, pur con un C.J. McCollum da 4/15 dal campo per 12 punti — ma anche i giocatori di complemento come Harkless (17), Aminu (15) e Crabbe (17) hanno dato tutti il loro contributo per mettere a ferro e fuoco la difesa dei Rockets. Un successo raggiunto negli ultimi 2 minuti e mezzo, dopo che i Blazers si erano fatti rimontare 13 punti dai Rockets ma riuscendo a chiuderla con un parziale conclusivo di 12-2, anche per le pessime percentuali al tiro di un James Harden apparso fuori ritmo nel finale (2/13 da tre sbagliando gli ultimi tre tiri e perdendo tre palloni sanguinosi nell’ultimo quarto). Il “Barba” ha comunque chiuso con 30 punti ma stranamente gli sono stati necessari 30 tiri, venendo anche inquadrato con del ghiaccio su un polso che evidentemente non è al 100%. I soli 4 assist poi rappresentano bene la serata storta di Houston, che ha chiuso con 8/34 dall’arco pur mandando altri quattro giocatori in doppia cifra (17 Ariza, 14 a testa per Williams e Nene dalla panchina, 13 Gordon).

Detroit Pistons-Brooklyn Nets 90-89 — I Pistons in crisi colgono un successo importante quanto sudato contro i Nets, con i quali avevano perso meno di dieci giorni fa con un buzzer beater di Brook Lopez. Questa volta il centro di Brooklyn è in una pessima serata da 4/17 al tiro, ma negli ultimi tre minuti di gioco manda a segno due triple pesantissime e i Nets sembrano vicini a concedere il bis, prima che la tripla di Ish Smith dall’angolo a 28.5 secondi dalla fine dia il vantaggio definitivo ai padroni di casa (11° sorpasso in una partita che ha visto anche otto parità). La sua prestazione da 21 punti, 6 rimbalzi e 5 assist fa il paio con la doppia doppia da 28 e 13 rimbalzi di Marcus Morris e spinge i Pistons alla vittoria dopo otto sconfitte nelle precedenti nove partite. L’ottavo posto occupato da Indiana rimane comunque distante due partite e mezza.

Minnesota Timberwolves-Los Angeles Lakers 119-104 — In una serata in cui Karl-Anthony Towns e Andrew Wiggins combinano per 60 punti (33 il primo e 27 il secondo), a rubare la scena è Ricky Rubio, che realizza il suo massimo in carriera da 33 punti ma senza dimenticarsi i classici 10 assist e 5 rimbalzi. Complice la tremenda difesa dei Lakers che ha saltato su ogni sua finta, Rubio ha chiuso con 12/20 dal campo ma soprattutto 4/5 da tre (dopo l’All-Star Game sta tirando col 44% su quasi 3 tentativi a partita), spingendo un attacco efficiente da 30 assist e sole 11 palle perse. I Lakers invece hanno mandato sette giocatori in doppia cifra ma nessuno sopra i 18 di Jordan Clarkson, grazie soprattutto a una panchina da 47 punti contro i 10 di quella dei T’Wolves. La brutta notizia è la distorsione alla caviglia che ha colpito Ivica Zubac dopo soli due minuti di partita: il centro ha lasciato il palazzetto con un walking boot protettivo.

Phoenix Suns-L.A. Clippers 118-124 — Sesta vittoria nelle ultime otto partite per i Clippers, che infliggono ai Suns la decima sconfitta in fila. Un successo più sofferto di quanto si potrebbe pensare, visto che gli uomini di Doc Rivers hanno chiuso i discorsi solo nel finale grazie a 29 punti e 10 assist di Chris Paul e i 31 con 12/19 di Blake Griffin, oltre ai 19 dalla panchina di Jamal Crawford. Phoenix, rientrata a casa dopo sei partite in trasferta consecutive, ha dato grande spazio ai propri giovani come di consueto: Devin Booker ha chiuso con 33 e 9 assist pur uscendo per falli a 4:45 dalla fine, 20 punti con 9/13 per Marquese Chriss e 16+13 assist (massimo in carriera) per Tyler Ulis.

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