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23 aprile 2017

NBA, Kerr: "Torno solo se sto meglio", ma si parla di stagione finita

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L'allenatore dei Golden State Warriors attende responsi dal suo staff medico, ma se la serie coi Portland Trail Blazers per lui è sicuramente finita si teme che per quest'anno non possa più tornare ad allenare

Steve Kerr deve fermarsi. Dopo quanto riportato dal giornale locale "The Mercury News", il primo a riportare che l'allenatore di Golden State non sarà sulla panchina degli Warriors per tutta la serie con Portland (al momento sul 3-0 dopo) arrivano ora nuove indiscrezioni che non escluderebbero un quadro anche più grave. Alle parole di Kerr ("Spero in qualche miglioramento ma torno solo se questi miglioramenti sono tali da potermi permttere di aiutare la mia squadra stando in panchina") sono arrivate - firmate da Connor Letourneau, beat writer dei Golden State Warriors - indiscrezioni un po' più preoccupanti sul suo futuro: "A questo punto è possibile che salti tutti i playoff", scrive sulle pagine del San Francisco Chronicle. Non è ancora chiaro se i guai fisici del coach degli Warriors siano direttamente collegabili alla sua recente storia clinica ma diverse fonti hanno descritto Kerr "in uno stato di dolore lancinante" e “a malapena in grado di camminare” dopo aver dovuto sopportare il dolore già dall’inizio della serie. Secondo altre fonti di ESPN, Kerr “non si era mai sentito così male” e ha dovuto ricorrere a delle flebo per reintegrare i liquidi persi. Un colpo davvero duro per gli equilibri di una squadra che anche quest’anno è a tratti sembrata una macchina inarrestabile.

I precedenti alla schiena

Kerr ha alle spalle già due operazioni alla schiena, la prima a luglio 2015 – solo un mese dopo aver vinto il suo primo titolo NBA da allenatore – e un’altra poi a settembre dalla seconda. Dopo quegli interventi chirurgici era seguito un lungo processo di recupero, che aveva costretto coach Kerr a cedere la panchina della sua squadra a Luke Walton, allora assistente numero uno, per le prime 43 partite della scorsa stagione. In mezzo un calvario davvero provante per l’ex tiratore di Bulls e Spurs (“Uno dei peggiori anni della mia vita”, dirà nonostante l’anello di campione NBA conquistato sul campo) che poi non ha comunque impedito a Kerr di guidare Golden State alla miglior regular season di sempre (73 vittorie, 9 sconfitte) finendo per aggiudicarsi il titolo di allenatore dell’anno al termine del campionato 2015-16, nonostante la sconfitta in sette gare in finale NBA contro Cleveland.

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