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NBA: Houston vince partita e serie, Westbrook saluta con 47 punti

NBA

Gli Houston Rockets vincono 105-99 e chiudono sul 4-1 la serie contro i Thunder. A OKC non basta l'ennesima prestazione da record di un Westbrook da 47 punti, 11 rimbalzi e 9 assist

Let Westbrook, be Westbrook. Anche nell’ultima partita della stagione dei Thunder, rimasti in partita nei 42 minuti trascorsi sul parquet dal numero 0 e poi travolti nei sei in cui è rimasto seduto semplicemente per tirare il fiato. Un parziale da 27-9 che ben sintetizza l’impatto di Westbrook su una squadra che giunta alla fine di una cavalcata avvincente, si scopre in realtà più fragile e impreparata di quanto immaginasse. Merito dei Rockets, molto più convincenti di quanto in tanti ipotizzassero e bravi a portare a casa una serie in maniera molto più agevole di quanto non si sia visto sul parquet. Alla sirena il tabellino dice 47 punti, 11 rimbalzi e 9 assist per Westbrook da una parte e 34 punti, 8 rimbalzi e 4 assist dall’altra per Harden, perché alla fine è più semplice ridurre tutto a uno scontro tra candidati MVP, un uno vs. uno che in realtà ha inciso il giusto su una serie decisa inevitabilmente dal supporting cast, dai punti in uscita dalla panchina e dalle percentuali dal campo che non dipendono da chi genera più di 20 assist potenziali di media e se ne ritrova a raccogliere la metà. Un problema anche quando “non te ne frega un c***o delle statistiche” (cit.), visto che spesso e volentieri i canestri degli altri hanno fatto la differenza tra vincere o perdere.

La partita

Il primo tempo dei Thunder è quello tipico della squadra spalle al muro, che prova in tutti i modi a sgomitare per acquisire un minimo di vantaggio che Houston però ha non troppe difficoltà a ricucire, nonostante il primo quarto da 16 punti. Harden è impreciso, ma come al solito porta spesso e volentieri a casa il fischio a favore, ma i padroni di casa faticano dall’arco in una serata chiusa tirando 6/37 dalla distanza e con il 40% dal campo. “Adesso o mai più” avranno pensato i giocatori di OKC, piazzando l’ennesimo parziale di una partita da montagne russe nella gestione del punteggio: a fine terzo quarto il parziale dice 33-21 in favore degli ospiti e +5 a 12 minuti dal termine. Se i Rockets tirano male però, i Thunder riescono nella difficile impresa di fare peggio: Westbrook tira 18 volte da tre nel match mandando a bersaglio cinque triple, ma chiude con un 2/11 negli ultimi 9 minuti trascorsi in campo che taglia le gambe al disperato tentativo di riacciuffare una vittoria che nel frattempo è scivolata via. Alla fine è 105-99 per Houston, che sorride e si prepara ad affrontare la vincente tra San Antonio Spurs e Memphis Grizzlies.

Le parole a fine gara

“Non sempre le cose vanno nel migliore dei modi, nella maniera in cui le immagini”, racconta Harden a fine gara. “La nostra fortuna è stata quella di avere sempre qualcuno in grado di fare un passo avanti e di aiutarci a superare le difficoltà. Non siamo preoccupati per le nostre percentuali al tiro; giocando come sappiamo, quelle arriveranno di conseguenza”. Una tranquillità ostentata molto diversa dal rammarico che coach Billy Donovan non riesce a nascondere: “Rientrare dagli spogliatoi e ritrovarci ancora una volta trascinati dalle giocate di Russell è stata l’ultima cavalcata di questa stagione”, racconta facendo riferimento ai 20 punti realizzati nella sola terza frazione da Westbrook, il massimo mai raccolto in carriera in un singolo quarto ai playoff dal numero 0. “Lui è stato il motivo per cui siamo ritornati in partita e siamo arrivati in vantaggio all’ultimo quarto. È stato qualcosa di fenomenale per tutto l’arco della stagione; non si può pensare che un giocatore possa essere perfetto in ogni singolo possesso”. Sulla stessa lunghezza d’onda coach D’Antoni, felice di essersi sbarazzato di un avversario così temibile: “È fenomenale; avesse continuato anche nel quarto periodo a giocare una partita del genere, ci saremmo soltanto dovuti togliere il cappello dinanzi a lui e fagli i complimenti. Non ho mai visto un mix di atletismo, talento e determinazione del genere: è incredibile”. Parole al miele al termine di una serie che ha avuto anche i suoi battibecchi e mandata in archivio dallo stesso Westbrook con il sorriso: “Non posso che considerarla una buona stagione. Credo che tutti i ragazzi seduti in quello spogliatoio hanno fatto un lavoro incredibile; non possiamo che essere orgogliosi di quanto fatto. Sono felice di poter giocare con loro che hanno compiuto per tutta la stagione un lavoro enorme nel rendermi la vita più facile in campo”.