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26 aprile 2017

NBA, Utah passa a L.A.: 3-2 con 27 di Hayward e 30 di Hood & Johnson

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I Jazz vincono una gara-5 combattuta 96-92 a Los Angeles e si guadagnano il primo match point della serie, da giocarsi in casa venerdì notte. Gordon Hayward (27 punti) e la panchina (36) le chiavi della vittoria

DAMN. È il titolo dell’ultimo album di Kendrick Lamar, in prima fila allo Staples Center per gara-5, ed è anche il grido – maledizione – dei 19.000 tifosi Clippers che alla fine di una partita combattutissima, decisa solo negli ultimi secondi, vedono Chris Paul e compagni uscire sconfitti 96-92 e ora sotto 3-2 nella serie, con gara-6 in programma nello Utah venerdì notte. Di nuovo protagonista – dopo i 40 punti di gara-3 e una gara-4 da quasi spettatore per via di un’intossicazione alimentare – un sontuoso Gordon Hayward, autore di 27 punti con 9/16 dal campo e 4 triple a segno, ma anche 8 rimbalzi, 4 assist e 2 recuperi, ma i Jazz hanno nuovamente avuto ottimi contributi sia da Joe Johnson (suoi 14 punti, tra cui il canestro che ha suggellato la gara, prima del 4/4 ai liberi nel finale di George Hill) che da Rodney Hood, che tira male (6/17) ma manda a bersaglio 4 triple e chiude con 16 punti uscendo dalla panchina. È proprio la second unit di coach Quin Snyder uno dei fattori decisivi della gara, visto che ai 36 punti delle seconde linee di Utah le riserve dei Clippers rispondono solo con 16, senza il consueto apporto di Jamal Crawford (solo 4 punti con 2/8 al tiro) e con poco o nulla dal rientrante Austin Rivers (0/4 e 2 punti dalla lunetta). Importante anche il dominio a rimbalzo degli ospiti: se la sfida tra Rudy Gobert (11 punti e altrettanti rimbalzi) e DeAndre Jordan (14 con 12) finisce in una sostanziale parità, Utah ha un saldo di +9 sotto i tabelloni, catturando la bellezza di 43 rimbalzi e concedendone solo 3 offensivi a Los Angeles. 

Passata l'intossicazione alimentare, Gordon Hayward ne mette 27 in gara-5

Non basta il solito Chris Paul, re del quarto quarto

I Clippers scivolano a -11 all’inizio dell’ultimo periodo ma con 5 punti dalla lunetta di J.J. Redick (14 dei suoi 26 arrivano negli ultimi dodici minuti) e due triple consecutive di Chris Paul tornano subito pari (69-69). Invece di capitalizzare sul parziale appena fatto, i padroni di casa però subiscono immediatamente un ulteriore break di 8-0 segnato da 5 punti di Haywood e una tripla di Hood: è lo strappo che manda avanti i Jazz, bravi nel mantenere il vantaggio fino alla sirena finale, nonostante un’altra tripla di Chris Paul a 5 secondi dalla fine riporti i Clippers a -2. Per la point guard di coach Rivers – il miglior realizzatore dei playoff nel quarto quarto, con 11.2 punti di media – ce ne sono 15 dei suoi 28 finali, cui aggiunge anche 9 assist e 4 rimbalzi, ma non basta per evitare una sconfitta che ora complica tremendamente le cose. I Jazz infatti scenderanno in campo venerdì sul parquet amico con il match point in mano, anche se L.A. ha già dimostrato (in gara-3) di poter andare a vincere nello Utah. Sarà obbligata a farlo se non vorrà dire addio alla stagione già al primo turno di playoff. 

Chris Paul è il top scorer con 28 punti (di cui 15 nel quarto quarto) ma non basta

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