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30 aprile 2017

NBA, anteprima playoff: San Antonio Spurs vs. Houston Rockets

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James Harden vs Kawhi Leonard

Harden vs Leonard, il duello più interessante del secondo turno (Foto Getty)

Kawhi Leonard contro James Harden, certo, ma anche tanto altro: le squadre di Popovich e D’Antoni giocano due stili di pallacanestro opposti e per questo tremendamente interessanti. Chi avrà la meglio nella serie più equilibrata del secondo turno?

Sembra incredibile, ma in tutta la lunghissima era Gregg Popovich, i San Antonio Spurs e gli Houston Rockets non si sono mai affrontati in una serie di playoff. L’ultimo incontro risale infatti al lontano 1995, nelle famose finali di conference in cui Hakeem Olajuwon scherzò David Robinson che aveva avuto l’ardire di rubargli il titolo di MVP conquistato un anno prima. Uno scontro tra pesi massimi che si ripete quest’anno, anche se il duello si sposterà dal centro dell’area al perimetro, zona delle operazioni tanto di James Harden quanto di Kawhi Leonard. Purtroppo fino a giugno non sapremo l’ordine finale della classifica per il Most Valuable Player della regular season, ma è inevitabile che siano i loro volti quelli più riconoscibili all’interno di una serie che si prospetta decisamente lunga, interessante e piena di confronti tattici.

Stato di forma delle squadre

Entrambe le squadre sono uscite dal primo turno dei playoff in maniera positiva: i Rockets hanno impiegato cinque partite per disfarsi degli Oklahoma City Thunder, mentre gli Spurs hanno dovuto faticare una partita di più (complice la sconfitta al supplementare in gara-4) per avere la meglio sui Memphis Grizzlies. La notizia positiva per la squadra di D’Antoni è che non hanno avuto bisogno di un James Harden dominante per riuscirci (solo 12/50 da tre punti contro OKC, nonostante le cifre finali parlino comunque di 33.2 punti, 6.4 rimbalzi e 7 assist di media) e che la squadra ha tirato malissimo dall’arco (solo il 28%, i peggiori di questi playoff finora), segno che hanno ancora delle marce da poter scalare per migliorare ancora. In compenso, la panchina formata da Eric Gordon, Lou Williams e Nenê ha deciso la serie con OKC, anche perché le riserve dei Thunder si sono rivelate ben poca cosa. Gli Spurs invece si sono aggrappati a un Kawhi Leonard semplicemente straordinario (+16.3 di Net Rating con lui in campo, -13.3 senza, unico negativo di tutta la squadra) per avere ragione dei battaglieri Grizzlies, anche grazie a un Tony Parker in eccellente spolvero in gara-6 (58% nei tiri dal palleggio in questi playoff, il migliore di questi playoff) e un Patty Mills sempre più determinante dalla panchina (14/27 da tre, secondo miglior tiratore dei playoff tra quelli con almeno 20 tentativi dietro un sorprendente Draymond Green).

I precedenti

Dopo una regular season passata quasi sempre al secondo e al terzo posto della Western Conference, era atteso ormai da mesi uno scontro ai playoff tra Spurs e Rockets – anche perché i quattro incontri stagionali sono stati tutti molto combattuti. I nero-argento sono usciti vincenti da tre partite, ma mai con un vantaggio superiore ai sei punti: i Rockets hanno vinto di due punti (101-99) lo scontro del 9 novembre, ma gli Spurs sono usciti vincitori dalle successive tre gare (+6 il 12 novembre, +2 il 20 dicembre e +2 il 6 marzo) di cui due sul campo degli avversari. L’ultima partita, in particolare, è quella dal valore maggiore: con le due squadre al completo dopo la chiusura del mercato, alla fine fu una memorabile sequenza di Kawhi Leonard – tripla del sorpasso-stoppata su Harden-tiri liberi per mettere la gara in ghiaccio – a deciderla, nonostante il pareggio (39 punti a 39) tra le due superstar. In generale, tutte le quattro partite della serie in regular season si sono decise nel “crunch time” (ultimi 5 minuti di partita con punteggio entro 5 punti): in quei frangenti Harden si è preso 13 dei 23 tiri della squadra mandandone però a segno solamente tre, con i Rockets che hanno perso 8 palloni contro i soli due degli Spurs. Dettagli che faranno la differenza nella serie in arrivo.

Gli highlights dell'ultima gara di regular season

Punti forti & deboli

La particolarità che rende questa serie così interessante è la totale differenza di stili tra le due squadre: i Rockets sono la squadra che più evita di tirare dalla media distanza, prendendosi l’82% delle conclusioni o nella restricted area oppure dietro la linea dei tre punti (primissimi sotto questo aspetto nei playoff); al contrario, gli Spurs sono la squadra che meno tenta queste conclusioni, solo il 57.2% (26.1 nella restricted area e 31.1% da tre) del loro attacco, basato soprattutto sui tiri dalla media distanza, che segnano col 44% (solo Cavs e Wizards meglio di loro). Due scelte filosofiche opposte, così come quelle tra la metà campo da privilegiare (i Rockets hanno il secondo miglior attacco della lega in regular season dietro i Golden State Warriors, gli Spurs hanno la miglior difesa), anche se nel primo turno San Antonio è stata la migliore in assoluto per rating offensivo. I loro 116.8 punti segnati su 100 possessi nella serie con Memphis sono stati però raggiunti in maniera decisamente “anti-spursiana”: solamente il 43.9% dei loro canestri è stato prodotto da un assist, un dato superato esclusivamente dai Rockets che si sono fermati quattro decimi di punto più sotto (43.5%). Eppure la straordinaria efficienza al tiro di Leonard – terzo per percentuale effettiva a 61.5% e primo per percentuale “reale” col 71.5% – ha trascinato tutto il resto dei compagni, grazie anche a un incredibile 59/61 ai liberi in sei partite da parte del numero 2.

Matchup

Proprio dalla marcatura di Kawhi Leonard si gioca molto della serie: i Rockets non possono permettersi che venga neanche un raffreddore a Trevor Ariza (il giocatore di Houston più utilizzato nel primo turno con 38 minuti di media, nonostante un brutto 3/16 dall’arco), perché nessun altro degli esterni a disposizione di Mike D’Antoni ha una chance di tenere Leonard in uno contro uno. Al contrario, Gregg Popovich può permettersi il lusso di sfruttare le doti difensive di Danny Green su Harden per la maggior parte della partita (15 minuti di media in regular season) e poi, in caso di necessità, chiedere uno sforzo extra al due volte Difensore dell’Anno della NBA (10.6 minuti sul “Barba” nelle quattro gare stagionali per Kawhi). Di particolare interesse anche le rotazioni sotto canestro: Houston non gioca mai con due lunghi tradizionali insieme, alternando Clint Capela e Nenê nel ruolo di centro e piazzando Ryan Anderson sul perimetro (nonostante il terrificante 3/24 dall’arco della serie con OKC) oppure facendo scalare Ariza per avere il trio Harden-Gordon-Williams contemporaneamente in campo. Una strutturazione che costringerà gli Spurs a non schierare praticamente mai assieme i vari Gasol, Aldridge, Lee e Dedmon come hanno potuto fare nella serie contro i Grizzlies in cui si è giocato mediamente a un ritmo letargico, solo 88 possessi a gara. Ciò nonostante, i lunghi di San Antonio hanno sofferto tantissimo le improvvisazioni dal palleggio di Mike Conley: ora che si troveranno davanti un maestro dei pick and roll come James Harden (quasi in tripla doppia nelle quattro gare stagionali: 29.8 punti, 9 rimbalzi e 12.5 assist) nonché la squadra che porta più blocchi sulla palla di tutti i playoff (78.4, quasi 14 in più rispetto alla regular season), sarà importante vedere che tipo di difesa Popovich si inventerà per fermare l’attacco atomico di Mike D’Antoni. Tanti quesiti, altrettante soluzioni da scoprire: se siete alla ricerca della serie più intrigante del secondo turno, Spurs e Rockets promettono scintille.

Basket Room: la tecnica di James Harden per guadagnare liberi

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