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05 maggio 2017

NBA, Washington fa a botte e vince gara-3 con Boston: serie sul 2-1

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Gli Wizards vincono 116-89 in casa gara-3 contro i Celtics, grazie ai 24 punti e 8 assist di John Wall e al quintetto titolare che chiude tutto in doppia cifra. Soltanto 13 punti realizzati da Isaiah Thomas

Nel mondo degli umani, ossia quello che tiene fuori da qualsiasi tipo di discorso o comparazione LeBron James, l’MVP di questi playoff avrebbe un nome e un cognome: John Wall, non solo il migliore degli Wizards, ma anche il più costante, decisivo e trascinante in questi primi 20 giorni di post-season, giunto alla decima gara consecutiva con almeno 20 punti e 7 assist a referto nei playoff. Mai nessuno nella storia NBA aveva collezionato una striscia così lunga. Basterebbe questo a condire il 24+8 messo a referto dal playmaker di Washington, in una serata in cui i capitolini ritrovano il successo e la speranza in una serie in cui hanno più volte sfiorato il colpaccio in trasferta nei primi due episodi. Alla fine tutto il quintetto di casa chiude in doppia cifra, un'attacco con cui è complesso fare i conti arrivato alla quarta gara consecutiva con almeno 110 punti a referto (record di franchigia), per una volta forte anche del contributo di una panchina determinante in cui Bojan Bogdanovic realizza 19 punti e che vince nettamente la sfida per impatto contro quella di Boston (39 punti totali contro i 26 dei bianco-verdi). In casa Celtics invece è sempre più evidente quanto il problema resti per lo più difensivo, nonostante le difficoltà realizzative palesate in gara-3. Non si può sperare di vincere una serie partendo ampliamente in svantaggio nel primo quarto di gioco.

Casa dolce casa

Alle partenze lanciate degli Wizards infatti siamo ormai abituati ma i Celtics, convinti che il detto “non c’è due senza tre” rimanesse valido nonostante il passaggio della serie al Verizon Center di Washington, si sono affidati per l’ennesima volta alla loro capacità di rimonta, mostrandosi come al solito molli e imprecisi nel primo quarto. Stavolta però gli Wizards non solo sono volati sul +22 (39-17 alla prima pausa), ma si sono cautelati nel difendere il vantaggio, sfruttando la serata evidentemente appannata dei bianco-verdi e costringendo Boston a tirare con il 35% dal campo (27/77) e soprattutto con il 31% dall’arco (10/32), quelle conclusioni che aveva fatto così male in gara-1 ai capitolini. Nei pressi del ferro poi le cose non è che siano andate molto meglio, visto che i 17 canestri da due punti portati a casa dai Celtics sono il minimo in questa stagione raccolto da una squadra in una partita di playoff. Una dinamica chiara all'interno di tutti gli incroci stagionali finora giocati, in cui la determinante è sempre stata il fattore campo. Il cambiamento nel rendimento di Boston infatti è evidente: 4-0 in casa, 0-3 in trasferta; 120 punti realizzati al TD Garden che diventano poco meno di 97 in trasferta e un differenziale che di conseguenza passa da +9.8 a -22.3. Un'eventuale gara-7 si giocherà al TD Garden, ma provare a fare meglio meglio anche al Verizon Center diventa una condizione decisiva per provare a raggiungere le finali di Conference.

Risse da Far West e poco altro

“Loro a noi non piacciono e noi non siamo di certo i loro preferiti”. Questa la sintesi fatta a fine gara da un Isaiah Thomas da 13 punti, il minimo mai realizzato da un giocatore nella prestazione successiva ad un cinquantello nella storia dei playoff. Una prestazione ridotta ai minimi termini con soli 8 tiri tentati dal campo: negli oltre due anni trascorsi ai Celtics, mai così pochi per il playmaker numero 4, limitato dall'attenta difesa non solo di Otto Porter su di lui, ma di un intero roster preoccupato e attento dopo l'exploit di gara-2. Una notizia che passa in secondo piano all’interno di una sfida in cui si è andati palesemente oltre le righe e in cui la tensione ha preso il sopravvento già nel secondo quarto, quando il punteggio del match era già segnato in favore degli Wizards. A quel punto è venuto fuori tutto il fuoco che stranamente nelle prime due gare era rimasto sotto la cenere, divampando nel secondo quarto quando, a seguito di un blocco molto duro portato da Olynyk, Oubre ha pensato di farsi giustizia da solo, lanciandosi sull’avversario e scatenando l’ovvio parapiglia. Al termine dei 48 minuti infatti sono 8 i falli tecnici fischiati e 3 le espulsioni, in un match che Washington ha voluto marcare a livello fisico per lanciare un segnale chiaro dopo il 2-0 con cui è iniziata la serie: noi ci siamo. “Gli Wizards sono una grande squadra, soprattutto in casa: non lo scopriamo certo oggi!”, prova a stemperare coach Stevens a fine gara. Di tutt’altro avviso invece Gerald Green, partito nuovamente titolare e a cui la sconfitta brucia in modo evidente: “Li prenderemo a calci nel sedere in gara-4”. 

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