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Cavs per un 4-0 da record, Raptors vicini alla fine (di un ciclo?)

NBA
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Dopo aver vinto 4-0 il primo turno, Kyrie Irving e compagni vogliono chiudere allo stesso modo anche la pratica Raptors. Toronto punta tutto sull'orgoglio di un gruppo che forse – di fronte a una secca eliminazione – potrebbe andare in contro a grandi cambiamenti. Intanto, Kyle Lowry ha comunicato che non sarà della partita

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L’anno scorso è stato 4-0 contro i Detroit Pistons e 4-0 contro gli Atlanta Hawks. Quest’anno stesso trattamento per gli Indiana Pacers al primo turno e ora match point del 4-0 nella serie contro i Toronto Raptors sulla racchetta, nella gara-4 prevista per domenica all’Air Canada Centre. Se LeBron e soci dovessero sconfiggere per la quarta volta in fila i canadesi, stabilirebbero un record NBA, diventando la prima squadra di sempre a iniziare 8-0 due edizioni consecutive dei playoff. Le possibilità che ci possano riuscire sono buone: per otto volte nella loro storia i Cavs si sono ritrovati avanti 3-0 in una serie al meglio delle sette gare e tutte le otto volte non hanno avuto bisogno di altre partite se non della quarta per chiudere la serie. Da quando LeBron James, Kyrie Irving e Kevin Love hanno unito le loro forze in maglia Cavs (nella stagione 2014-15), Cleveland ha rifilato agli avversari cinque cappotti su un totale di nove serie di playoff disputate. “Eppure sappiamo che non sarà facile – avverte LeBron James – perché siamo tutti giocatori orgogliosi, in tutte 30 le squadre, ognuno dei 15 a roster. Quando si gioca spalle al muro si gioca per il proprio orgoglio – ed è allora che una squadra diventa davvero pericolosa”. Il grido di chiamata alla battaglia di coach Dwane Casey a Toronto tocca proprio questi tasti: “La gara di domenica è questione di orgoglio”, conferma l’allenatore dei Raptors. Se per i canadesi strappare una vittoria, evitare il cappotto e non venire eliminati davanti al proprio pubblico diventa anche punto di orgoglio personale, per i Cavs chiudere in fretta la pratica semifinale di conference ha un vantaggio secondario non indifferente: il riposo. Come successo al primo turno (in attesa che Toronto la spuntasse in sei partite contro Milwaukee) un eventuale 4-0 secco consentirebbe a LeBron James e compagni di godere di preziosi giorni di break, spettatori interessati della serie tra Boston e Washington (attualmente sul 2-1 per i Celtics). Se il n°23 dei Cavs è giunto alla sua 14^ stagione nella lega, con 12 apparizioni ai playoff – e in questa postseason resta in campo quasi 42 minuti di media – non sono pochi i giocatori nel roster di coach Lue oltre i 30 anni, con Kyle Korver (36), Richard Jefferson (36), Channing Frye (33) e Deron Williams (32) veterani con già alle spalle gli anni più importanti della loro carriera (e parecchi minuti nelle gambe).

Fine della corsa per questi Toronto Raptors?

Diversissima la situazione in casa Raptors, con la squadra chiamata a mantenere viva la serie con una vittoria interna ma con un record di solo 8 successi e 8 sconfitte nelle gare senza domani, quelle che negli Stati Uniti si chiamano elimination game. Una vittoria all’Air Canada Centre in gara-4 non farebbe peraltro che rimandare soltanto un’eliminazione ormai da tutti considerata inevitabile – un’eliminazione che metterebbe fine alla stagione ma forse anche a un intero ciclo. Kyle Lowry – assente per gara-4 ancora alle prese con l’infortunio alla caviglia sinistra che lo ha tenuto fuori anche dalla terza partita della serie – sarà free agent a fine anno e a 31 anni probabilmente andrà alla ricerca di un ultimo contratto da circa 30 milioni di dollari a stagione. Potrebbero darglielo i Raptors, certo, ma così facendo rischierebbero di compromettersi pericolosamente dal punto di vista salariale. Alla ricerca di un nuovo contratto anche Serge Ibaka (stesso agente di Lowry), arrivato a stagione in corso da Orlando: non è più il difensore di una volta e il suo tiro non sempre è affidabile. Se ci sono dubbi sul lungo congolese/spagnolo, ancora più delicata appare la situazione di un centro interno come Jonas Valanciunas – in un epoca che dà valore ai lunghi per la loro capacità di aprire il campo: il GM Masai Ujiri si deve chiedere se ha senso oggi e maggiormente poi domani puntare forte sul lituano. I più pessimisti avanzano perfino dubbi sulla capacità del leader di squadra DeMar DeRozan – definito "splendido giocatore di regular season" – di trascinare i suoi nelle sfide di maggio e giugno, mettendo così in evidenza ancora di più il potenziale deflagrante che una sconfitta in gara-4 con ennesima eliminazione (dopo quella dello scorso maggio) per mano di Cleveland potrebbe avere. Anche perché, nelle parole di Kyle Lowry, “i Cavs hanno LeBron James e finché c’è lui in campo non vedo nessuna squadra capace di colmare il distacco a breve”. Assomigliano a parole di resa, per la gara di domenica sera, ma anche per il futuro di questi Raptors. 

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