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24 maggio 2017

NBA, Manu Ginobili, ritiro o no? Le opinioni di Popovich e Gallinari

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Tre lustri in maglia Spurs, un'avventura coronata da quattro titoli NBA e un numero infinito di giocate spettacolari. Abbiamo già visto l'ultima? Il mondo del basket si interroga sul futuro di Manu Ginobili: ritiro o un'altra stagione ancora?

Le prime dichiarazioni pubbliche “a freddo” – trascorse almeno 24 ore dalle emozioni dell’ultima partita stagionale e dalle parole pronunciate in conferenza stampa davanti alle domande di giornalisti di tutto il mondo – Manu Ginobili le affida a Twitter, con un post (prima in inglese, poi in spagnolo) in cui cerca di descrivere – senza riuscirci, per sua stessa ammissione – i sentimenti di un “day after” davvero particolare. “È difficilissimo trovare le parole per descrivere i sentimenti provati dopo la partita di ieri. Sono ancora sopraffatto [da tutto l’affetto ricevuto]. Grazie DAVVERO tanto”. 

Danilo Gallinari: tifoso, avversario, amico

All’indomani dell’eliminazione 4-0 dei suoi (rimaneggiati) Spurs per mano dei Golden State Warriors, la domanda che tutti si fanno relativamente all’argentino è ovviamente sul suo destino personale, se gara-4 all’AT&T Center di martedì notte è stata o meno l’ultima di una carriera che, giovanissimo, lo ha visto muovere i primi passi anche sui parquet italiani, tra Reggio Calabria e Bologna. Qui, dove il padre aveva giocato un decennio prima, anche un giovane Danilo Gallinari si ricorda di aver goduto da vicino delle invenzione e del talento funambolico del giocatore di Bahia Blanca, prima campione da ammirare e poi collega di tante sfide sui parquet NBA, entrambe esperienze che il n°8 dei Denver Nuggets ricorda con grande trasporto. 

"Unico e irripetibile": Danilo Gallinari racconta il "suo" Manu Ginobili

Il futuro secondo…

Come diretta conseguenza alle sue parole interlocutorie (“Mi prenderò qualche settimana prima di decidere, più del mio stato fisico sarà quello mentale a guidare la mia scelta”) si è scatenata ovviamente una prevedibile discusione sull’opportunità o meno – e sulla volontà o meno, da tifosi dell’argentino, degli Spurs o da semplici amanti della pallacanestro – che quello visto contro gli Warriors sia effettivamente l’atto finale della carriera del n°20 nero-argento. Ci ha scherzato lui in prima persona – quando in conferenza stampa un giornalista americano ha voluto assicurarsi che nella precedente risposta in spagnolo Ginobili non avesse confidato ai media argentini il suo ritiro, senza farlo capire agli altri (“No, non l’ho fatto”) – è intervenuto ovviamente il suo unico allenatore NBA, Gregg Popovich, una sorta di padre putativo per il ragazzo di Bahia Blanca (“È un uomo fatto e finito, deciderà lui a seconda di cos’è meglio per se stesso e per la sua famiglia”) e si è espresso al riguardo nell’ultima puntata di Basket Room anche Flavio Tranquillo, che pur professandosi all’oscuro delle reali volontà del giocatore (“Secondo me adesso come adesso non lo sa neppure lui”) si è comunque sbilanciato in una personalissimo previsione. Una domanda che incuriosisce, divide e in parte anche un po’ intristisce, perché in campo uno come Emanuel David Ginobili sarebbe bello poterlo ammirare all’infinito.

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