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23 giugno 2017

Draft NBA, LaVar Ball sicuro: “Con Lonzo Lakers subito ai playoff!"

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Tutto secondo previsioni: il ragazzo cresciuto a Los Angeles corona il suo sogno di giocare per i Lakers "e per una leggenda come Magic Johnson, la point guard più forte di tutiti i tempi". In tanti lo aspettano al varco: "Sono nel mirino di tanti", ammette la seconda scelta assoluta

E così alla fine il matrimonio tanto annunciato si è consumato. Lonzo Ball – cresciuto una cinquantina di chilometri a est di Los Angeles, a Chino Hills, per poi far innamorare i tifosi della città degli angeli nel suo unico a anno a UCLA – ha coronato il suo sogno: giocherà per i Los Angeles Lakers, che lo hanno scelto con la seconda chiamata assoluta. “Gioco nella mia città, scelto da una leggenda come Magic Johnson”, le sue prime parole. “Di lui ho sempre ammirato la capacità di creare gioco: non ci sarà mai un altro Magic, ma se restando me stesso riuscirò ad essere anche solo la metà di quello che lui è stato per i Lakers saremo tutti contenti”. Parole di ammirazione e anche di una certa modestia, parola che invece non trova spazio nel vocabolario del padre, l’ormai celebre LaVar, avido di telecamere appena proclamata la scelta del figlio: “Ve lo dico qui e ora: con Lonzo in squadra, i Lakers torneranno ai playoff già dall’anno prossimo. Segnatevelo”. “L’obiettivo è quello – ha confermato Lonzo – perché nessuno gioca per perdere”. A frenare un po’ per tutti ci ha pensato il coach dei Lakers Luke Walton: “Sono una persona ottimista, ma non mi piace proiettarmi così in avanti. Playoff? Per adesso a Lonzo chiedo soltanto di farmi vincere un paio di partite quando inizieremo la Summer League. Poi vedremo”. 

Da Chino Hills allo Staples Center: il viaggio di Lonzo Ball

Luke Walton tira il freno a mano

Parole sagge, pronunciate nel tentativo di alleggerire una pressione che il padre in primis e i media di Los Angeles hanno rovesciato nelle ultime settimane sulle spalle di un ragazzo 19enne, che tanti si augurano possa far bene ma che altrettanti con ogni probabilità vorranno vedere fallire: “Sì – ha riconosciuto Lonzo Ball – da quello che ho sentito in tanti mi hanno messo nel loro mirino”. Anche per trovate che poco hanno a che fare con la pallacanestro e più con il circo del marketing che gli gira attorno: Lonzo si è presentato al Draft con un paio di scarpe nere ma 5 minuti prima della chiamata le ha cambiate con un secondo paio, questa volta gialloviola, del suo ormai celeberrimo marchio, Big Baller Brand, che firmava anche papillon e cravatte della coppia padre-figlio. “Ho avuto una buona sensazione, ho sentito che mi avrebbero chiamato: per fortuna è stato così”. Papà LaVar – dopo l’ambizioso proclama sui playoff – non ha lesinato altri commenti sopra le righe alle telecamere nazionali: “Mi chiedete da quanti giorni avevo la certezza che sarebbe diventato un Laker? Non sono giorni, sono anni: io l’ho sempre saputo”. Parole che sono riuscite a dividere anche un pubblico tutto sommato imparziale come quello newyorchese, una parte del quale ha sonoramente fischiato papà Ball quando a fine serata ha lasciato palco e sala. La sua risposta: un lancio in grande stile del suo cappellino. Ovviamente gialloviola. Ovviamente griffato Big Baller Brand.

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