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30 giugno 2017

Mercato NBA, caccia al nuovo GM dei Knicks: tutti i nomi in lizza

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Steve Mills è oggi il GM dei Knicks ma la caccia all'erede di Phil Jackson è aperta: si fanno i nomi di Masaj Ujiri e di John Calipari (che smentisce) ma anche quelli del solito Isiah Thomas e di Sam Presti

Salutato senza troppi rimpianti Phil Jackson, la free agency alle porte (dal 1 luglio) sono momenti decisivi per una delle piazze storicamente più calde della NBA, quella di New York, con i Knicks alla ricerca di una figura professionale di grande caratura cui affidare (l’ennesimo) progetto di ricostruzione. Dopo la dipartita di Jackson (che ufficialmente ricopriva la carica di presidente), il suo ruolo ad interim è ricoperto da Steve Mills, attualmente anche il general manager della squadra. A Mills è stato affiancato Tim Leiweke, ex dirigente di altissimo livello dello Staples Center, una sorta di “cacciatore di teste” a cui è stata affidata la ricerca del nuovo presidente bluarancio. Il primo nome che è rimbalzato – pare su indicazione ricevuta dallo stesso Leiweke da Jerry West – è quello di David Griffin, appena “scaricato” da Dan Gilbert a Cleveland, dove nell’ultimo triennio ha portato i Cavs a un titolo NBA e due finali. Un primo contatto tra l’ex GM di Cleveland e New York c’è già stato e fonti ben informate dicono che altri ne seguiranno a breve. Una scelta che avrebbe senso su livelli diversi: dal punto di vista economico, Griffin è “a spasso”, non è cioè legato a nessun club e non ha contratti in essere, quindi la sua assunzione da parte dei Knicks non comporterebbe per il club nessuna spesa aggiuntiva all’ingaggio relativa a penali o compensazioni, necessarie per liberarlo da precedenti vincoli. Dal punto di vista sportivo, poi, i sempre ottimisti tifosi newyorchesi hanno già voluto sottolineare il rapporto di grande stima che lega Griffin e la sua superstar n°1 a Cleveland, ovviamente quel LeBron James che proprio Phil Jackson aveva fatto infuriare con alcuni commenti considerati razzisti e poco eleganti sui suoi business partner (definiti “posse” dall’ex presidente dei Knicks).

L’ipotesi Masaj Ujiri

Quello di Griffin però non è ovviamente l’unico nome a cui James Dolan e Mills guardano con interesse. Tra i più gettonati continua a circolare quello di Masaj Ujiri, nonostante il dirigente dei Raptors abbia recentemente esteso il proprio contratto con Toronto, franchigia nella quale ricopre il ruolo di presidente a cui proprio in questi giorni è stato affiancato un nuovo general manager, Bobby Webster. I Knicks dovrebbero prima ottenere il permesso dai Raptors di poter intervistare Ujiri (al momento non sembrano neppure intenzionati a richiederlo) e poi – dovessero riuscire a convincerlo a spostarsi nella Grande Mela – indennizzare la franchigia canadese, con la cessione di almeno una prima scelta futura come compensazione. Un colpo che a Leiweke per la verità è già riuscito una volta, quando Ujiri era sotto contratto con Denver e proprio Leiweke (al tempo assunto dall’azienda che controlla i Raptors) era riuscito a convincerlo a raggiungerlo in Canada. 

Ancora loro?

Poltrona scomoda ma ovviamente ambitissima, attorno alla carica di presidente dei Knicks sono stati poi associati altri nomi, alcuni dei quali anche molto fantasiosi e sicuramente intriganti. Uno, ad esempio, quello di John Calipari, al momento sulla panchina collegiale di Kentucky e sotto contratto con l’ateneo fino al 2024. Protagonista già in passato di un’avventura NBA (con i New Jersey Nets, durata un triennio e finita male), è convinzione comune che non disdegnerebbe l’idea di riprovarci nella NBA, dopo aver sostanzialmente dominato a livello NCAA negli ultimi anni. Non sembra una soluzione né economica né semplice per i Knicks, visto che lo stipendio di Calipari agli Wildcats è vicino agli 8 milioni di dollari a stagione e che il diretto interessato (per quel che vale…) ha pubblicamente negato via Twitter di essersi proposto per il ruolo (“Sono l’allenatore di Kentucky e lo rimarrò a lungo”). Stesse smentite arrivate anche da Isiah Thomas, da sempre molto vicino a James Dolan, e già in passato a libro paga dei Knicks come presidente delle basketball operations dal 1993 al 1998 (relazione terminata tra insuccessi in campo e scandali fuori). “Non sono interessato alla posizione, sono felici nel mio ruolo alle New York Liberty e a NBA TV. Auguro il meglio ai Knicks e a Phil Jackson”, ha twittato l’ex leggenda dei Detroit Pistons, due volte campione NBA nel 1989 e nel 1990. 

Gli altri nomi

Detto che la stessa soluzione interna (tutti i poteri a Steve Mills) non è esclusa, nel calderone delle voci sono emerse anche le candidature di Ed Stefanski, dirigente di lungo corso a livello NBA, prima con New Jersey e Philadelphia e al momento sotto contratto con Memphis, e quella di Sam Presti, il gm e l’architetto (di scuola Spurs) dietro la costruzione degli Oklahoma City Thunder. Arrivare ad entrambi vorrebbe dire prevedere in ogni caso una compensazione alle loro franchigie di appartenenza. 

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