02 luglio 2017

Mercato NBA, no Iguodala, Houston firma P.J. Tucker e pensa a Shumpert

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Tuc

Dopo il colpo di mercato più clamoroso (l'arrivo di Chris Paul) Daryl Morey non ha ancora finito: firmato Tucker, corteggia Iman Shumpert ma deve risolvere la grana Nene. Mentre intanto i Rockets riabbracciano un centro cinese, il primo dai tempi di Yao Ming

Era il piano B (senza offesa) e quando Andre Iguodala ha trovato l’accordo per restare nella Baia e rinnovare con i Golden State Warriors, gli Houston Rockets – che avevano incontrato “Iggy” nel tentativo di convincerlo a firmare in Texas – non si sono fatti trovare impreparati, firmando P.J. Tucker a un contratto di 4 anni per 32 milioni di dollari, con la quarta stagione garantita solo parzialmente. Un’offerta, da quello che è filtrato, inferiore a quanto messo sul piatto da Toronto per confermare la propria ala (un triennale da 33 milioni di dollari) ma a far pendere la bilancia dalla parte dei Rockets sembra essere stata la grande amicizia che lega il giocatore al neo-arrivato Chris Paul, coi due cresciuti entrambi in North Carolina. Il 32enne Tucker – che nell’ultimo anno ha giocato con le maglie di Phoenix e Toronto – andrà a coprire il ruolo di ala alle spalle di Trevor Ariza, rafforzando una panchina rimasta un po’ corta dopo le cessioni necessarie a far arrivare Chris Paul in Texas. Chi invece non è più certo di  poter essere del gruppo è Nene, il cui nuovo accordo per 4 anni e 15 milioni di dollari non ha superato l’esame della lega ed è stato dichiarato illegale. Il motivo è che la strutturazione del contratto pensata dai Rockets prevedeva l’utilizzo della over 38 rule (fino allo scorso anno over 36, poi innalzata all’interno del nuovo contratto collettivo), che avrebbe permesso a Houston di mantenere intatta la propria mid level exception da 8.4 milioni (poi utilizzata per arrivare proprio a Tucker). Per applicare questa speciale regola, però, Nene avrebbe dovuto compiere i suoi 38 anni dopo l’inizio del suo quarto e ultimo anno di accordo con i Rockets, che ufficialmente parte il 1 ottobre 2020: il brasiliano, invece, è nato il 13 settembre e questi 18 giorni di differenza sono il motivo per cui l’accordo iniziale è saltata. Houston ha immediatamente offerto al giocatore un triennale a 10.9 milioni di dollari, il massimo possibile per – offerta però rifiutata dal giocatore e dal suo agente, che ora sono tornati ad ascoltare le proposte sia dei Rockets che di altre squadre. 

Le mille doti di Nene: il suo ritorno a Houston ora è in dubbio

Dopo Yao Ming arriva Zhou

Houston, però, non ha ancora finito di guardarsi intorno. Daryl Morey e i suoi sembrano sulle tracce di Iman Shumpert, la guardia di Cleveland titolare degli ultimi due anni di contratto a 21.5 milioni di dollari complessivi. Perso Beverley, i Rockets ne apprezzano soprattutto le qualità difensive e per lui garantisce coach Mike D’Antoni, che lo ha già allenato a New York e gradirebbe averlo nuovamente ai suoi ordini. Si scommette anche – con rischi relativamente bassi, al massimo per lui un ruolo da terzo centro a roster – sul cinese Zhou, 218 centimetri di agilità e tiro da fuori (è pur sempre la squadra di D’Antoni…), se bastano i 55 tiri tentati dall’arco (realizzati con il 36.4%) come dato statistico indicativo. Scelto con la n°43 al Draft 2016, Zhou nello stesso anno ha vinto il titolo cinese con i Flying Tigers di Xinjiang venendo anche votato miglior difensore del campionato, grazie alle sue doti di rimbalzista e stoppatore. Si unirà al gruppo a partire dalla prossima stagione e se si vuol credere alle parole di Kevin Durant, che lo ha affrontato in maglia Team USA contro la Cina alle Olimpiadi del 2016 – “Quel ragazzo non è niente male” – Morey e i suoi potrebbero aver fatto un altro discreto colpo. Di sicuro dal punto di vista commerciale, mantenendo vivo un mercato che ai tempi di Yao Ming aveva reso i Rockets la squadra preferita in Oriente, con la benedizione anche del commissioner NBA, che fino a pochi mesi fa ripeteva: “Per me è frustrante che non ci siano giocatori cinesi nella lega…”. Detto, fatto – arriva Zhou. Ora resta da capire che tipo di impatto possa avere. 

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