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02 luglio 2017

Mercato NBA, Taj Gibson lascia OKC e ritrova Thibodeau a Minnesota

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Gib

Dopo Jimmy Butler, Tom Thibodeau chiama a sé nel Minnesota un altro dei suoi ex scudieri a Chicago. Taj Gibson è un nuovo giocatore dei Minnesota Timberwoles dopo la firma di un biennale da 28 milioni di dollari 

Minnesota — insieme a Denver — era tra le squadre considerate più interessate e potenzialmente vicine a Paul Millsap, l’ala degli Hawks che da più parti si vorrebbe in uscita da Atlanta. Un 4 volte All-Star che ovviamente non viene via gratis, anzi (la richiesta del giocatore è per un accordo di 4 anni, nel range dei 150 milioni di dollari). Ecco allora che i Timberwolves hanno da subito tenuto aperte anche strade alternative se, fatti due conti, la firma di Millsap si fosse rivelata troppo onerosa. Si erano fatti i nomi di Taj Gibson dei Thunder e quello di Patrick Patterson dei Raptors e ora è arrivata la conferma della scelta fatta: Tom Thibodeau ha deciso di riunirsi con il suo ex giocatore ai Bulls e Gibson ha così potuto mettere la propria firma su un biennale da 28 milioni di dollari che lo rende un giocatore dei Timberwolves. Sette stagioni a Chicago e poi l’ultima parte dello scorso campionato in maglia Thunder a Oklahoma City, Gibson è sempre stato uno dei giocatori preferiti di Thibodeau, che non ha mai fatto mistero di apprezzare le sue doti di rimbalzista, di lottatore sotto canestro nonché l’umiltà di accettare a lungo un ruolo da sesto uomo nei suoi Bulls nonostante le ottime cifre (13 punti e quasi 7 rimbalzi a sera in meno di 30 minuti nel penultimo anno di coach Thibs a Chicago).

Schiacciate e altre giocate di energia sono la specialità di Taj Gibson

Luci e ombre

Le qualità apprezzate dal suo ex allenatore sono senza dubbio tutte lì da vedere, così come però non si possono ignorare le carenze al tiro da fuori di un giocatore che l’anno scorso ha segnato con oltre il 60% entro i due metri e mezzo dal ferro, ma le cui percentuali crollano al 34% nelle conclusioni da più lontano, (mentre è da considerare praticamente nulla la minaccia oltre l'arco da tre punti, da dove ha tirato 2/12 in tutta la stagione). In una squadra che ha bisogno di aprire il campo per lasciar spazio di manovra alla superstar Karl-Anthony Towns per operare vicino a canestro, l’addizione di Gibson — così come neppure quella precedente di Jimmy Butler (altro ex sodale di Thibodeau a Chicago) e o la presenza di Andrew Wiggins — sembrano garantire quella potenza di fuoco sul perimetro oggi sempre più importante per qualsiasi attacco NBA. Il tecnico dei Timberwolves, alleantore vecchio stampo, dalle idee chiare e dalla filosofia di gioco molto ben definita, sta senz'altro cercando di contornarsi di giocatori vicini al suo ideale di gioco, ma deve stare attento a farlo senza ignorare troppo la direzione che la pallacanestro moderna sembra aver imboccato in maniera irreversibile (ultimi per triple tentate - soltanto 21 a sera contro le 40.3 dei Rockets ma anche le 33.9 o le 31.2 rispettivamnete di Cleveland e Golden State, le due squadre arrivate a giocarsi il titolo in finale). 

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