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04 luglio 2017

NBA, Summer League: Tatum vince la prima sfida contro Fultz

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Dopo lo scambio delle scelte al Draft tra Celtics e Sixers, durante la loro prima sfida di Summer League tutti i riflettori erano puntati sulla prima e la terza scelta assoluta al Draft: due talenti eccezionali, tanto da spingere a commentare via Twitter anche Kevin Durant

La NBA è una lega che non chiude mai i battenti, che offre di continuo nuovi spunti e scenari da valutare, anche quando le superstar sono in vacanza (o al massimo impegnate a reclutare qualche free agent), e sul parquet scendono soltanto prospetti di belle speranze assieme a qualche scelta al Draft. È la Summer League, l’insieme di tornei organizzati durante tutto luglio in giro per gli States in cui l’assistente per una volta diventa capo allenatore e dove magari capita di vedere una contro l’altra la prima e la terza scelta assoluta a dieci giorni di distanza dal Draft. Incrocio particolare in questo caso, dopo che Boston ha deciso di cedere la prima scelta a Philadelphia in cambio della terza e di altre chiamate future; un vero e proprio “atto di rinuncia” a Markelle Fultz, passato dai Celtics ai Sixers e su cui Philadelphia ha intenzione di puntare tutte le sue fiches di un processo in cui sta finalmente diventando sempre più facile credere. Una sfida particolare quindi quella andata in scena sul campo dell’università dello Utah, dove i riflettori e gli occhi erano tutti puntati sul prodotto di Washington e su Jayson Tatum. La buona notizia per entrambe le squadre dopo le prime impressioni raccolte è che di talento a disposizione sembra essercene davvero tanto: “Io e Markelle ci conosciamo da un bel po’ di tempo – ha raccontato Tatum a margine della sfida -, sin dai tempi della high school ci siamo sempre ritrovati uno contro l’altro, in tutti i tornei nazionali e nelle rappresentative giovanili. Adesso abbiamo finalmente raggiunto il nostro sogno e sono convinto che continueremo a darci battaglia ancora per molti altri anni”.

Tatum firma il canestro decisivo e Durant incorona Fultz

Ad avere la meglio è stata Boston (il risultato in questo caso è veramente relativo) e soprattutto Tatum, protagonista nel finale con il canestro a meno di sei secondi dal termine che ha fissato il punteggio sul definitivo 89-88. “La mia unica indicazione è stata quella di dare la palla a Jayson e lasciargli lo spazio necessario per giocarsi l’uno contro uno”, racconta Jerome Allen, allenatore per l’occasione dei Celtics -. Ho chiesto soltanto questo, non ho disegnato nulla sulla lavagna per lui. È stato un grande tiro, una conclusione non facile da mettere a segno”. Per il prodotto di Duke al termine del match sono 21 punti, 7 rimbalzi, 3 assist e 5 rubate nel solito referto imbottito di tante cose, che però soltanto in parte rendono l’idea della mobilità e inesauribile energia che Tatum riversa in campo. Come ciliegina sulla torta, è arrivata anche una super schiacciata sul finire di primo tempo; una di quelle che lasciano il pubblico a bocca aperta e ti portano a dimenticare le altre quattro vocali: l’oooohh che si è sollevato più volte dagli spalti infatti è un attestato di stima ben più importante rispetto a qualsiasi pacca sulle spalle ricevuta dagli addetti ai lavori. Commenti e urla d’approvazione che hanno riempito in maniera ininterrotta l’arena nei 22 minuti in cui Fultz è rimasto sul parquet, autore nei primi tre possessi della sua gara di una doppia giocata in attacco intervallata da una formidabile stoppata, che hanno da subito segnato il passo e posto l’attenzione su di lui. “Trust the Process” hanno iniziato a cantare gli sparuti tifosi dei 76ers sulle gradinate, mentre Kevin Durant ha manifestato il suo consenso via Twitter, abbagliato come tutti gli altri dai movimenti offensivi della point guard: 

Jaylen Brown e la voglia di "rilanciarsi con la Summer League"

Alla fine Fultz ha avuto anche il pallone per vincerla, ma è andato a sbattere contro il miglior giocatore del match, Jaylen Brown, che ha rispedito al mittente il suo tentativo da sotto. Nessun problema, visto che partite del genere vengono organizzate sperando di vivere situazioni di gioco come questa: “Questo è il motivo per cui siamo qui. Proprio perché vogliamo imparare a vincere, abbiamo bisogno di prendere confidenza con situazioni di gioco del genere”, ha sottolineato Billy Lange, il coach seduto per l’occasione sulla panchina dei Sixers. Per Brown alla sirena sono 29 punti e 13 rimbalzi in 30 minuti di utilizzo, molto coinvolto in un torneo a cui lui ha voluto fortemente partecipare. I progetti della dirigenza dei Celtics infatti erano quelli di lasciare a riposo il numero 7 dopo la stagione da rookie, ma lo stesso Brown, venuto a conoscenza della notizia, ha fatto irruzione nell’ufficio di Danny Ainge per chiedere di poter scendere in campo durante la Summer League. “Senza offesa per lo Utah, ma sono qui solo ed esclusivamente per giocare e non pensare ad altro". L'intenzione della terza scelta assoluta al Draft 2016 è quella di provare a mettersi in condizione il più possibile e soprattutto di lavorare su tutto ciò che in questa prima stagione non gli ha permesso di essere sin da subito decisivo in NBA. Consigli che possono tornare utili anche nella crescita di Tatum: "Ho già parlato più volte con Jayson: gli ho detto di fare dei lunghi respiri e di affrontare con calma la situazione. Lui ha dei colpi pazzeschi; basterà soltanto avere un po’ di pazienza”.

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