27 agosto 2017

Nerlens Noel rinnova per un anno con i Dallas Mavs

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Nerlens Noel

Nerlens Noel, ai Dallas Mavericks da febbraio 2017 (foto Getty)

Il centro ha deciso di accettare l'annuale da 4.2 milioni che gli permetterà di testare il mercato dei free agent nella prossima estate. Un accordo sotto il suo valore in campo, ma che testimonia la difficoltà per i centri e per i restricted free agent di trovare un contratto

Se c’è una cosa che abbiamo imparato dal mercato di quest’estate, è che i restricted free agent non hanno vissuto un bel momento. I soldi spesi dalle varie squadre sono evaporati in fretta, lasciando poche opzioni per ricevere l’offerta al massimo salariale che molti dei giocatori al quarto anno di NBA si aspettavano – specialmente tra i centri. Tra questi c’è certamente Nerlens Noel, che ieri ha deciso di rimanere ai Dallas Mavericks, ma non con il contratto che avrebbe voluto. Il 23enne arrivato a febbraio dai Philadelphia 76ers ha accettato la qualifying offer da 4.2 milioni per un anno, che gli permetterà di testare di nuovo il mercato dei free agent nel 2018 senza le restrizioni della restricted free agency, che avrebbe permesso a Dallas di pareggiare qualsiasi offerta. Una condizione che ha raffreddato tantissimo il mercato per il lungo ex Kentucky, cosa che ha permesso ai Mavs di avere il coltello dalla parte del manico: le ricostruzioni di ESPN, infatti, hanno reso noto che Dallas aveva offerto un quadriennale da 70 milioni di dollari complessivi, un’offerta che però Noel ha rifiutato all’inizio della free agency (pensando di poter ottenere di più sul mercato) e quindi ritirata dai texani. Neanche un cambio di agente – passando alla Klutch Sports di Rich Paul, la stessa di LeBron James – ha permesso a Noel di ottenere l’accordo sperato, e per questo ci riproverà nella prossima stagione.

Le difficoltà del mercato per i centri

Noel non è il solo centro che ha avuto problemi a trovare un contratto a lungo termine, visto che anche Alex Len dei Phoenix Suns e Mason Plumlee dei Denver Nuggets non hanno ancora raggiunto un accordo con le proprie squadre nella prossima stagione – la stessa situazione in cui si trovano altri due lunghi come JaMychal Green con i Memphis Grizzlies e Nikola Mirotic con i Chicago Bulls. A meno di un mese dal training camp, per tutti questi giocatori potrebbe essere percorribile la strada scelta da Noel rimandando di un anno la ricerca di un contratto a lungo termine, ma con un grosso rischio perché il prossimo anno potrebbero esserci ancora meno soldi in giro per la lega. Secondo le stime di Kevin Pelton di ESPN, saranno solo sei le squadre con lo spazio salariale necessario per offrire anche solo a Noel il 70/4 che ha rifiutato dai Mavs: tra queste i Lakers (che però cercheranno di firmare delle stelle, da Paul George fino al sogno LeBron James), i Pacers (che hanno già Myles Turner), i Jazz (forti di Rudy Gobert) e i Sixers (Ben Simmons e Joel Embiid) che però hanno poco interesse per un centro, lasciando i soli Chicago Bulls e gli Atlanta Hawks potenzialmente con un buco nel ruolo di lungo titolare a lungo termine. Una situazione complicata, ma se non altro Noel avrà tutte le possibilità per fare bene in maglia Mavs – specialmente con l’arrivo di una point guard da pick and roll come Dennis Smith Jr. – e convincerli a legarsi a lui a lungo termine, visto che il cap hold sarà molto basso e permetterà a Dallas di avere ulteriore spazio salariale il prossimo anno prima di rifirmarlo.

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