11 novembre 2017

NBA: Hawks, il cuore non basta: Detroit batte Atlanta e sale al 2° posto a Est

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Ancora una sconfitta per gli Atlanta Hawks di Marco Belinelli (14 punti), battuti nel finale dai Pistons, sempre più secondi nella Eastern Conference alle spalle dei Celtics

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Detroit Pistons-Atlanta Hawks 111-104

IL TABELLINO

“La speranza è quella di poter costruire qualcosa di buono sul nostro secondo tempo; abbiamo avuto la faccia tosta, la convinzione e l’atteggiamento giusto. Nei primi 24 minuti invece…”. Le parole di coach Budenholzer cercano a tutti i costi di vedere il bicchiere mezzo pieno, non difficile da scovare in una partita in cui il -16 sul tabellone all’intervallo lungo sembrava aver già condannato gli Hawks, ritornati in campo con la giusta convinzione nella seconda parte di gara e in grado di riportarsi sul 98-98 a meno di tre minuti dal termine. Alla fine ci hanno pensato un paio di triple di Reggie Jackson a rimettere a posto le cose, togliendo le castagne dal fuoco per i Pistons e regalando a Detroit la nona vittoria su dodici partite giocate, la miglior partenza della squadra del Michigan dalla stagione 2005/2006 (quell’anno le vittorie in regular season furono ben 64). “Siamo stati totalmente travolti nel secondo tempo, non riesco a capire perché”; l’atteggiamento di coach Van Gundy ai microfoni invece è esattamente l’opposto, consapevole di dover tenere alta la tensione di non doversi crogiolare con i 22 punti di Jackson, i 20 di Bradley o la partita a tutto tondo di Andre Drummond: per lui 16 punti (4/6 dalla lunetta, ormai monitorata di continuo), 7 assist (massimo in carriera) e ben 20 rimbalzi – almeno 12 in ognuna delle prime 12 gare, raggiunto Kevin Love che fissò il record NBA in apertura di stagione nel 2011/12. Atlanta invece incassa la decima sconfitta, incapace di tenere al di sotto dei 110 punti l’attacco avversario per la sesta gara consecutiva. Il buon terzo quarto a livello difensivo infatti (19 punti concessi), non ha impedito ai Pistons di segnarne 35 nella quarta e decisiva frazione. Belinelli come al solito esce dalla panchina, giocando ben 30 minuti chiusi con 14 punti realizzati grazie alle 16 conclusioni tentate dal campo (2/7 dalla lunga distanza); le stesse di Dennis Schröder (17 punti e 11 assist) e di Kent Bazemore (22 punti, il miglior realizzatore). Non abbastanza per ritornare in vantaggio dopo il 7-6 iniziale nel primo quarto. Ancora troppo poco per provare a dare una svolta a una stagione sempre più in salita.

I 14 punti realizzati da Marco Belinelli

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