11 novembre 2017

NBA: super George ne fa 42 e OKC torna al successo, Clippers al 4° ko consecutivo

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Un super Paul George da 42 punti trascina OKC al primo successo stagionale contro una squadra della Western Conference. I Clippers, ancora senza Danilo Gallinari, incassano la quarta sconfitta in fila, la sesta delle ultime sette, confermando il loro momento difficile

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Oklahoma City Thunder- L.A. Clippers 120-111

IL TABELLINO

L’aveva sottolineato ieri Carmelo Anthony nel post partita, dopo la brutta sconfitta incassata dai Thunder contro i Nuggets; la quarta consecutiva in un inizio di stagione altalenante: “Il bello della NBA è avere subito l’opportunità di rifarsi, tra meno di 24 ore saremo di nuovo in campo e proveremo a dimenticare questa partita”. Così è stato, con OKC che si è riuscita finalmente a conquistare la prima vittoria stagionale contro una squadra della Western Conference, cavalcando il miglior Paul George di questo inizio di regular season: per lui alla sirena finale sono 42 punti in 42 minuti; una gara fatta di grande solidità ed efficacia su entrambi i lati del campo, chiusa con 13/22 al tiro, 12/15 dalla lunetta, quattro triple, nove rimbalzi, sette assist e +27 di plus/minus. È la sesta partita in carriera per lui da almeno 40 punti, la prima con la maglia dei Thunder (la scalata per andare a riprendere il recordman di franchigia Kevin Durant a quota 45 è molto lunga). Un mal di testa incredibile per la difesa dei Clippers, sempre più in difficoltà nelle ultime due settimane: partiti 4-0 in stagione, i losangelini ormai vivono una fase di rottura prolungata dopo la sesta sconfitta nelle ultime sette gare giocate. Senza Danilo Gallinari, ancora alle prese con un problema muscolare al fondoschiena, e Patrick Beverley per un fastidio al ginocchio destro, Doc Rivers lancia in quintetto la coppia Wesley Johnson – Sindarius Thornwell, svuotando ancora di più una panchina dalla quale escono a gara in corso i due migliori giocatori del match in maglia Clippers: Lou Williams, autore di 35 punti messi a referto tirando anche lui 13/22 dal campo, e Willie Reed, la più interessante scoperta in questo complicato inizio di stagione dei californiani. Per il lungo sono 15 punti e 8 rimbalzi in 21 minuti, sempre più alternativa convincente dalla panchina a DeAndre Jordan, il peggiore per plus/minus in un match in cui firma l’ultimo canestro dei Clippers in un finale in cui nessuno ha trovato il fondo della retina. Soltanto la schiacciata del numero 6 infatti ha mosso il tabellone in favore dei losangelini negli ultimi tre minuti, travolti dall’ultimo parziale dei padroni di casa dopo essersi riportati con una tripla di Austin Rivers sul 105-105 a meno di sei minuti dal termine. Una rincorsa e un sussulto che non hanno cambiato la sostanza: i Clippers dovranno inventarsi qualcosa per uscire dalla palude.

Thunder, niente Steven Adams: sotto canestro c'è Dakari Johnson

Appellarsi alle assenze come attenuante per giustificare l’ennesima sconfitta però, lascia un po’ il tempo che trova, visto che Griffin e Jordan si sono ritrovati Dakari Johnson a battagliare contro di loro sotto canestro; la 48^ scelta al Draft 2015 in campo per 24 minuti totali nelle prime dieci partite e chiamato a giocarne 23 contro una delle miglior front-line NBA data l’assenza di Steven Adams, fuori a causa di una contusione al polpaccio. La lotta a rimbalzo è stata (ovviamente) persa in maniera schiacciante dal numero 44, ma a sopperire alle sue mancanze ci ha pensato soprattutto Andre Roberson (11 rimbalzi), oltre che ai Big Three dei Thunder, facendo sì che al termine del match il totale non fosse troppo impietoso nei confronti dei padroni di casa (46-40 in favore dei Clippers). Westbrook ha guidato la squadra nel primo tempo mettendo a referto 17 punti, aggiungendone soltanto cinque nella ripresa quando le operazioni sono passate in mano a George. Notizie positive arrivano anche da Alex Abrines: per lui 14 punti in uscita dalla panchina, alla sua miglior prestazione in questo inizio di regular season. Patrick Patterson invece resta ancora il grande dilemma, il giocatore da inserire in qualche modo: in campo per soli 11 minuti in cui non ha raccolto neanche un punto, l'ex giocatore dei Raptors ha chiuso con il peggior plus/minus di squadra (-24). Il suo è il problema da risolvere per coach Donovan, il prima possibile per garantirsi una valida alternativa a partita in corso.

La super prestazione di Paul George, il migliore della notte

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