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NBA, il segreto degli Spurs: il pick&roll “da 77 anni” del duo Ginobili-Gasol

NBA

I San Antonio Spurs, nonostante tutto, sono la terza forza della Western Conference. Merito (anche) delle giocate di Paul Gasol e Manu Ginobili, inossidabili nonostante gli anni e in grado di reinventarsi anche nella NBA del 2017

I San Antonio Spurs ce l’hanno nel sangue, è come se non riuscissero a smettere di vincere, nonostante tutte le difficoltà, gli infortuni e gli anni che passano. Soprattutto quelli, visto che alcuni componenti del roster sembrano letteralmente impermeabili al trascorrere del tempo. Senza Kawhi Leonard e Tony Parker, senza acquisti colossali in estate (con tutto il rispetto per Rudy Gay), coach Popovich ha nuovamente affidato nelle mani di Manu Ginobili la gestione di una squadra che dopo 25 partite può vantare un record di 17 vittorie e 8 sconfitte - in linea per chiudere la stagione per l’ennesima volta a 55 successi. LaMarcus Aldridge è l’All-Star da cavalcare, il giocatore da copertina (per la verità, non tantissime a San Antonio, per la gioia della dirigenza), al quale affiancare però l’inossidabile duo composto dall’Hall of Famer argentino e Pau Gasol, in grado entrambi di rigenerarsi e cambiare pelle nonostante il tempo che passa. Il pick&roll che li vede coinvolti è uno dei giochi più redditizi per gli Spurs: il lungo spagnolo impiegato da rollante (nel 24.4% dei suoi possessi) lucra ben 1.30 punti ogni volta che è coinvolto in quella situazione. Cifre enormi, da élite NBA, possibili soltanto grazie all’ennesima maturazione fatta da Gasol, passato dall'essere un centro monodimensionale (con discreta mano dalla media e poco più) in uno dei migliori lunghi nel trattare il pallone lontano dal ferro. Il 43.4% nel tiro dalla lunga distanza è soltanto la punta dell’iceberg di un talento che con il pallone tra le mani, a prescindere dai metri di distanza dal canestro, ci ha sempre decisamente saputo fare.

“Sono un giocatore fortunato a poter dividere il campo con Manu, è un grandissimo della pallacanestro – raccontava il catalano prima dell’inizio della regular season. “Nella maggior parte dei casi fa la giocata giusta, è un altruista. Ginobili è la perfetta definizione degli gioco dei San Antonio Spurs”. Ecco, perché se impressionante è il gioco del 37enne catalano, a lasciare a bocca aperta ancora di più è la longevità di uno che a San Antonio ormai è diventato cittadino onorario. Una piacevole sorpresa per tanti, ma non per tutti: “Non so come possiamo ancora definirci sorpresi di fronte a quello che fa, basta guardarlo – raccontava coach Popovich dopo il successo contro Miami -, non è di certo una novità. Sarà perché siamo all’inizio della regular season, ma si sta prendendo cura del suo corpo come raramente era riuscito a fare negli ultimi anni. L’idea è quella di provare a essere intelligenti nella gestione del suo impiego”. Un giocatore rinnovato, ritornato alle vecchie abitudini dopo l’anomalia della passata stagione. Il 39.2% dall’arco della scorsa regular season infatti aveva in parte celato il 39% dal campo raccolto considerando anche i tentativi con i piedi dentro l'area; il peggior dato nei suoi 16 anni NBA. A venir meno era stata la capacità di concludere al ferro, non più in grado di andare oltre il 45% nella conversione dei tiri in avvicinamento. Un dato diventato 57.6% in questi primi 50 giorni di regular season, quello che sostanzialmente ha fatto fare il salto di qualità all'attacco di San Antonio.

Azioni del genere sono quello che permette agli Spurs di impegnare l’attenzione della difesa sulla palla, liberando così sul lato debole, in angolo o a seguito di tagli “gli altri” tre sul parquet. Già, perché la forza del pick&roll Ginobili-Gasol sta nella capacità di coinvolgere i compagni grazie al sublime movimento della palla. “Manu è unico nel trovare sempre l’uomo libero”, raccontava il numero 16, consapevole di commentare un assunto tanto vero quanto ovvio. Ginobili spesso sfrutta soltanto l’angolo di blocco prima ancora che esso venga portato del tutto per mandare a canestro il rollante, in grado di far andar via la palla dal palleggio con la mano destra (guai a lasciargli la sinistra…) con tempi unici. Allo stesso modo un rinverdito Eurostep continua a garantirgli pericolosità al ferro, nonostante l’esplosività non sia più quella di un tempo. Il risultato, quindi, qual è? Il fatto che il pick&roll con Gasol in realtà diventa soltanto il punto di partenza, l’arma con cui far sbilanciare la difesa e sfruttare via via il vantaggio. Prima con un buon passaggio, che poi diventa ottimo, prima di raggiungere l’eccellenza. From Good to Great. Sono decenni che funziona così, grazie a giocatori come Manu e come Pau.