13 gennaio 2018

NBA, un tifoso dei Bucks insulta Klay Thompson: cacciato dall'arena

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Durante il match vinto da Golden State a Milwaukee, un tifoso in prima fila ha iniziato a urlare di tutto contro il numero 11 degli Warriors, scatenando la reazione dei giocatori in campo e degli uomini della sicurezza dell’arena

La cultura nello sport la si fa dando l’esempio, senza guardare in faccia a nessuno e neanche alla cifra scritta sul biglietto pagato pur di assistere a una gara a bordo campo. Lo ha imparato a proprie spese un tifoso dei Milwaukee Bucks, evidentemente infastidito dall’undicesima vittoria consecutiva raccolta in trasferta dagli Warriors proprio al Bradley Center. Stizzito in particolar modo da Klay Thompson, che non ha esitato ad apostrofare in tutti i modi non appena se l’è ritrovato vicino. Metà quarto periodo, Warriors avanti 88-86 e Klay Thompson in transizione che va a prendersi due tiri liberi. Il numero 11 di Golden State vola a terra dietro il tabellone dopo la giocata, ma rialzandosi si gira sorpreso verso il pubblico: un signore della prima fila, seduto giusto dietro i fotografi è in piedi a urlargli contro di tutto. Thompson sembra quasi sorpreso da tanto astio, ma prima che possa immaginare una possibile reazione su di lui ci sono già i vari David West, Shaun Livingston e Draymond Green che chiedono di tappare la bocca a quel tifoso, segnalandolo alla sicurezza. “Diciamo che tutto quello che mi è stato detto, non era necessario”, prova a minimizzare il diretto interessato. “È stato un gesto da esibizionista, per far puntare le telecamere su di sé”, racconta, per poi aggiungere a microfoni spenti alcune delle offese (facilmente immaginabili) che gli erano state rivolte. “È stato un selvaggio, ha iniziato a urlare di tutto come un pazzo”, aggiunge West. Una serata storta quella di Thompson, chiusa con soli 11 punti, 4/11 al tiro e soprattutto senza neanche un canestro dalla lunga distanza dopo 95 gare consecutive: "Non lo sapevo, chi se ne importa". Gli insulti del tifoso ovviamente non sono passati inosservati: la sicurezza dell’arena di Milwaukee è subito andata a parlare con il tifoso, invitandolo gentilmente a lasciare il suo posto e ad allontanarsi. Il messaggio lanciato è chiaro: così come non viene tollerata alcun tipo di azione intimidatoria da parte dei giocatori (Rodney Hood è stato costretto a sborsare ben 35.000 dollari dopo aver buttato a terra il cellulare di un tifoso), ancora di più vengono perseguite azioni del genere da parte del pubblico. Lo sport è spettacolo, aggregazione, divertimento. E non c’è spazio per alcun tipo di violenza.

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