11 marzo 2018

NBA Sundays: la decide Karl-Anthony Towns nel finale: Warriors battuti dai T'Wolves

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Niente Jimmy Butler da una parte, niente Steph Curry dall'altra, e allora la sfida del Target Center diventa prevedibilmente quella tra Karl-Anthony Towns e Kevin Durant: i 31 del primo con 16 rimbalzi sono fondamentali nella vittoria dei T'Wolves, non servono i 39&12 dell'MVP delle ultime finali NBA.

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Minnesota Timberwolves-Golden State Warriors 109-103

IL TABELLINO

Primo tempo

Minnesota parte forte contro i campioni NBA in carica e in assenza di Jimmy Butler sono le altre due stelle di coach Thibodeau a recitare da protagonisti: ci sono 9 punti con 4/5 al tiro per Andrew Wiggins e 7 di Karl-Anthony Towns, ma sono tutti i Timberwolves che segnano con facilità per tutti i primi dodici minuti (il 65.2% dal campo di squadra con anche 3/5 da tre). C’è spazio anche per il primo canestro in maglia Minnesota di Derrick Rose, che scivola e perde il primo pallone che tocca, ma va a bersaglio di opportunismo sul secondo. Golden State non sembra neppure la squadra che tutta la NBA è abituata a vedere: pessime percentuali al tiro (sotto il 41% dal campo), arrendevoli in difesa, deboli sotto canestro (20-10 i punti nel pitturato per i T’Wolves). Si chiude così sul +10 per i padroni di casa la prima frazione, sul 34-24.

Come spesso accade, basta poco però agli uomini di Steve Kerr per accedersi e invertire la direzione della gara. A suonar la carica per i californiani è il solito Kevin Durant: agli 11 punti del primo quarto, ne aggiunge altri 8 e sono quindi 19 all’intervallo lungo, pur se non con percentuali sopraffine (5/13, specchio di un attacco che, senza Steph Curry, spesso e volentieri affida a lui palloni e destini offensivi). Le percentuali invece sono clamorose per Zaza Pachulia, che chiude il primo tempo con 5/5 dal campo aggiungendoci anche 6 rimbalzi, uno dei tanti panchinari utili nella rimonta dei padroni di casa. Il parziale del secondo quarto, anche grazie ai 12 punti complessivi di Klay Thompson, è un netto 38-21 con cui gli Warriors ribaltano le sorti del match e vanno al riposo sul +7, 62-55.

Per Kevin Durant 39 punti con 12 rimbalzi nel ko contro Minnesota

Secondo tempo

Minnesota però non molla, perché in casa – e approfittando delle assenze degli Warriors  (oltre a Curry anche Jordan Bell, Andre Iguodala e David West non sono della partita) – i Timberwolves vogliono giocarsela fino in fondo. Se servono dei punti per rimontare lo svantaggio, ecco Jamal Crawford uscire dalla panchina con 4 punti in successione sfruttando l'accoppiamento contro Nick Young e in generale la panchina è funzionale alla rimonta degli uomini di coach Thibodeau (oltre ai soliti Wiggins e Towns, titolari rispettivamente di 22 e 17 punti prima degli ultimi dodici minuti). Con il 9-0 di parziale – da sotto 67-72 fino al vantaggio al 76-72 –, Minnesota mette paura agli Warriors che pero riescono ad andare all’ultimo riposo di giornata in perfetta parità, 84-84. Minnesota piazza un 4-0 per iniziare l’ultimo quarto e in generale appare meno stanca degli Warriors, che vedono tanti dei loro tiri fermarsi sul primo ferro e subiscono un allungo degli ospiti che si presentano al rush finale degli ultimi 5 minuti di gioco con una manciata di punti in dote. La gara quando si decide diventa una sfida quasi esclusiva tra i due giocatori di maggior classe sul parquet: Kevin Durant da una parte e Karl-Anthony Towns dall’altra. Ai canestri dell’uno rispondono i movimenti vicino a canestro in agilità del secondo, che mantengono i T’Wolves sempre uno o due possessi avanti. Ed è proprio l’ex Kentucky alla fine a risultare decisivo: dal 96-92 per i suoi segna 11 degli ultimi 13 punti della propria squadra fino al 109-103 conclusivo, chiudendo la gara a quota 31 con 16 rimbalzi. “Avevamo bisogno di questa vittoria – dice a fine gara – importante soprattutto in vista dei playoff. Il senso di urgenza c’era fin dalla palla a due, è andata bene ma ora dobbiamo già pensare alla prossima”. Per Golden State arriva la seconda sconfitta consecutiva dopo quella sul campo di Portland: non bastano i 39 punti di Kevin Durant, che arrivano con 32 tiri (solo 11 a segno) e 5/12 da tre punti, i 21 di Klay Thompson (anche lui solo con 8/22 dal campo) e i 16 con 11 rimbalzi (e 7/9 al tiro) di Zaza Pachulia. Chiudono invece a 23 Andrew Wiggins e a 12 Jamal Crawford dalla panchina, terzo marcatore di serata dei suoi.

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