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NBA, come sta Gordon Hayward? Ce lo racconta Paul George

NBA

"Meglio, soprattutto a guardarlo sul parquet...", racconta il numero 13 di OKC, a Boston per giocare contro i Celtics. Il ritorno in allenamento però non coincide con quello sul parquet: "Ci vorrà almeno un mese per recuperare la forma"

Tutti se lo chiedono, ma nessuno, soprattutto a Boston, ha intenzione di dare una risposta chiara: come procede il recupero dall’infortunio di Gordon Hayward? I Celtics escludono un suo ritorno in campo in questa stagione, mentre il diretto interessato ammicca all’idea. Non la esclude, quasi a coccolare una speranza che può dargli forza nel lungo percorso di riabilitazione. La partita tra Boston e OKC è stata l’occasione per tornarne a parlare con una persona informata dei fatti, ma non legata alla franchigia del Massachusetts: Paul George, che tre anni fa è stato costretto a seguire un percorso simile di recupero e che ha preso a cuore i destini di Hayward. Il numero 13 di OKC è stato un riferimento e una guida per l’ex giocatore dei Jazz, fuori per tutta la stagione dopo il terribile infortunio subìto nel prima gara della stagione contro i Cavaliers. George saltò quasi tutta regular season 2014/15 dopo la rottura della gamba l’estate precedente con il Team USA e sa quanto sia importante qualsiasi tipo di consiglio. “Sono stato a lungo in contatto con lui, gli ho scritto spesso e ho seguito i suoi progressi da lontano. Visto a questo punto del recupero, la sua forma sembra ottimale e il recupero a buon livello, almeno da quello che ho potuto osservare prima della palla a due in campo. Adesso sta facendo delle sessioni di tiro, oltre che dei piccoli allenamenti sul parquet. La cosa più importante è essere consapevoli degli ostacoli che via via ti ritrovi ad affrontare lungo un percorso del genere. Questo ti aiuta un po’, ti prepara in parte rispetto a quello che sta per arrivare. Per fortuna per lui le cose stanno andando meglio del previsto. A questo punto del recupero non ha più bisogno dei miei consigli e delle mie parole di incoraggiamento. Sa bene che sono al suo fianco”.

Rallentare per tornare il prima possibile

Coach Stevens continua a chiudere la porta, mentre è lo stesso Hayward a lasciare uno spiraglio aperto per un suo possibile ritorno prima del termine della stagione. A breve dovrebbe ricominciare a correre e in allenamento sta testando la tenuta della caviglia con dei piccoli salti durante le sessioni di tiro. Un percorso in cui soppesare ogni decisione, come raccontato dal diretto interessato. Qualche settimana fa infatti il rientro sembrava più vicino, ma i medici gli hanno consigliato di rallentare e non sollecitare troppo il fisico. Una sensazione conosciuta a suo tempo anche da George: “È una delle cose più importanti che gli ho detto, perché sapevo a quale frustrazione sarebbe andato incontro. Quando senti di star meglio, sembra che sia giunto il momento di voltare pagina, ma poi devi rallentare. Se il recupero procede spedito è inevitabile pagare poi un po’ di stanchezza e affaticamento. È difficile pensare che in quel caso la cosa migliore per il tuo corpo sia non fare nulla. È un passaggio di una processo molto più lungo, un muro da scavalcare. Come quando ti risvegli e ti senti uno straccio e pensi di dover ricominciare daccapo. Ci sono giorni buoni e altri pessimi”. In molti parlano di un ritorno imminente in allenamento di Hayward, ma tutti i componenti della dirigenza a Boston non pensano a un suo rientro in questa stagione. Una prassi seguita anche a suo tempo da Paul George: “Se non ricordo male, ritornai in campo il 1° aprile, mentre l’ok dei medici era arrivato già a metà febbraio/inizio marzo. Ho fatto almeno un mese di allenamenti prima di scendere sul parquet. L’importante è prendere confidenza con il gioco, avere fiducia nella tenuta della gamba e caricare il peso su di essa”. Se la corsa dei Celtics dovesse durare a lungo nei playoff potrebbe aprirsi dunque uno spazio anche per lui. Un regalo che potrebbero fargli i suoi compagni, intenzionati a restare in corsa il più a lungo possibile.