Please select your default edition
Your default site has been set

NBA, lutto in casa Spurs: è morta la moglie di Gregg Popovich

NBA
Gregg Popovich, 69 anni, siede sulla panchina dei San Antonio Spurs dal 1996 (foto Getty)

La 67enne moglie dell’allenatore è scomparsa nella notte italiana a seguito di una lunga battaglia con una malattia alle via respiratorie. L’annuncio è stato dato dalla franchigia texana, non è ancora noto se il coach tornerà in panchina per allenare Gara-3 contro Golden State: nel caso lo sostituirà Ettore Messina

Una notizia terribile sconvolge il mondo della NBA: Erin Popovich, moglie dell’allenatore dei San Antonio Spurs Gregg, è scomparsa a 67 anni nella notte italiana dopo aver combattuto per anni contro una malattia alle vie respiratorie. L’annuncio è stato dato dalla franchigia texana attraverso un comunicato ufficiale in cui il General Manager R.C. Buford ha voluto esprimere la sua vicinanza alla famiglia del coach cinque volte campione NBA: “Piangiamo la scomparsa di Erin: era una donna forte, meravigliosa, gentile e intelligente che ha dato amore, sostegno e senso dell’umorismo a tutti noi”. La coppia era sposata da oltre quarant’anni, sin da quando Gregg aveva cominciato a lavorare alla Air Force Academy insieme al padre di Erin, il direttore atletico Jim Conboy, e nel corso delle successive quattro decadi avevano avuto due figli, Jill e Mickey, che hanno dato loro due nipotini nel corso degli anni. Non è ancora stato comunicato se il 69enne Popovich, che negli ultimi anni ha spesso considerato l’ipotesi del ritiro per potersi concentrare sulla salute della moglie, sarà in panchina per Gara-3 della serie contro i Golden State Warriors prevista per questa notte: nel caso non se la senta, Ettore Messina prenderà probabilmente le redini della squadra al suo posto.

Da Durant a Belinelli, le condoglianze della famiglia NBA

Come sempre accade in questi casi, la grande famiglia della NBA si è stretta attorno a uno dei suoi uomini di maggiore spessore e spicco. “Voglio solo che Pop sappia che tutta la famiglia NBA è con lui in questo momento difficile” ha detto Kevin Durant pochi minuti dopo il comunicato degli Spurs, facendo fatica a trovare le parole. “Questa cosa è più grande del gioco, delle vittorie o delle sconfitte. Riguarda la fratellanza che abbiamo costruito in quanto giocatori e membri della NBA. Sono mortificato per Pop e la sua famiglia, è una cosa terribile da sopportare”. Tra i tantissimi che hanno voluto mandare un messaggio pubblico di condoglianze a coach Pop c’è anche il nostro Marco Belinelli, che con l’allenatore ha sviluppato un grande rapporto nei due anni vissuti in Texas, twittando “Prego per coach Pop e la sua famiglia” dal suo account. Oltre ai giocatori, anche ex del passato come Steve Nash ("Conoscendo Pop, è legittimo dedurre che Erin Popovich fosse un’assoluta leggenda. Le mie più profonde condoglianze a Pop e ai suoi figli") o ex presidenti come Bill Clinton ("Coach Popovich — mi unisco alla famiglia NBA e ai tantissimi fan in tutto il paese che stasera stanno pensando a te, Jill e Micky e alla vostra perdita di Erin”) hanno voluto comunicare la loro vicinanza all'allenatore degli Spurs in questo momento difficile.

La reazione a caldo di LeBron James e il video di spiegazioni

Il più vocale di tutti è stato però ancora una volta LeBron James, che dopo aver finito la sua prestazione da 46 punti contro gli Indiana Pacers ha voluto rivolgere immediatamente un pensiero per la famiglia dell’allenatore che più ammira nella NBA: “È una notizia devastante… maledizione” ha detto in evidente difficoltà a trovare le parole giuste, lasciandosi andare anche a due imprecazioni. “È una cosa enorme da sopportare. Tutti noi come famiglia NBA dobbiamo rimanere uniti: so che siamo in competizione ogni sera, ma quando succedono cose come questa, tutto assume una prospettiva diversa. So che il Signore lassù non commette mai un errore, anche se a volte ti fa chiedere perché succedano certe cose. È una notizia terribile, le mie condoglianze a Pop e a tutta la famiglia degli Spurs”. La reazione a caldo di James, quasi come se fosse stato preso di sorpresa dalla domanda della giornalista Allie LaForce, ha portato diverse persone ad accusare l’intervistatrice di aver rivolto quella domanda “a tradimento”, ma nel post-gara James si è premurato di spegnere qualsiasi polemica attraverso un video condiviso su Uninterrupted. “Lasciate stare Allie: mi aveva avvisato della domanda seguendo il protocollo e comportandosi da professionista esemplare quale è sempre stata nel fare il suo lavoro. Quando eravamo in diretta le emozioni hanno preso il sopravvento, come ho detto è una notizia terribile da sentire. Rivolgo ancora le mie condoglianze e le mie preghiere a coach Popovich e a tutta la famiglia degli Spurs”.