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NBA, DeMar DeRozan fuori per tutto il 4° periodo: "Brucia restare a guardare e perdere"

NBA

Il n°10 e All-Star di Toronto è stato tenuto fuori nel finale di gara, dopo aver giocato la peggior partita dei suoi playoff: 3/12 al tiro e -24 di plus/minus, prima di restare seduto per tutta la quarta frazione. E senza di lui i Raptors hanno ritrovato ritmo

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Guardare gli ultimi 14 minuti della partita più importante della stagione dalla panchina, mentre i tuoi compagni dimostrano non solo di poter fare a meno di te, ma addirittura di performare meglio mentre tu te ne stai fuori dal parquet, non deve essere stato il finale che DeMar DeRozan si era immaginato negli ultimi sei mesi. In crescita a livello di leadership, fortunato nell’evitare infortuni e nel centellinare le energie e disposto a modificare il suo stile di giocare per andare incontro alle necessità della squadra, il n°10 dei Raptors ha scelto il momento peggiore per giocare una delle gare più incolore della sua carriera. DeRozan ha chiuso con 3/12 al tiro, otto punti segnati e un eloquente -24 di plus/minus in 28 minuti di utilizzo. Non 38 o 40, visto che all’appello manca tutto il quarto periodo che il losangelino di nascita ha guardato per intero comodamente seduto a bordocampo. Una scelta che ha pagato, visto che senza di lui i Raptors hanno messo turbo, colmato il gap con i Cavaliers fino a pareggiare la partita a otto secondi dal termine. Il fatto che poi Cleveland disponga del giocatore più forte del mondo, è un’altra storia. Ma la sostanza racconta il fatto che Toronto ha fatto meglio rinunciando a DeRozan, un paradosso. Il fatto che non sia arrivato il successo ha scatenato ancora di più la rabbia repressa del n°10: “È davvero difficile da digerire, estremamente complesso. Il mio desiderio era soltanto quello di essere sul parquet, di dare una mano al posto di stare fuori a non fare nulla. È davvero una cosa che mi fa inc**zare il dover restare a guardare, ma era giusto dare una chance anche ad altri. Sono stati bravissimi e siamo andati a un passo dal supplementare”. Coach Casey se possibile a fine gara rincara la dose, sottolineando come la sua scelta non fosse dovuta soltanto a una pessima prestazione al tiro: “Anche in una serata in cui la precisione al tiro va e viene, puoi fare il tuo contributo in difesa e aiutare i compagni in altro modo. Una partita storta poi può capitare a tutti. Ha disputato una pessima gara, ma non è la ragione per cui abbiamo perso. Siamo dei professionisti sia noi che lui e sappiamo che le responsabilità sono di tutti”. Le analisi però andranno fatte a mente fredda, di certo non negli spogliatoi: "Adesso brucia tanto la sconfitta, soprattutto se penso alla partita di m**da che ho giocato. Devo pensare solo al fatto di avere un'altra chance, un'altra gara in cui provare a non fare calcoli". E magari a giocare un po' meglio.