25 maggio 2018

Playoff NBA, Chris Paul segna e provoca con lo "shimmy", ma Curry incassa: "Giusto così"

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Le due stelle di Golden State e Houston sono state protagoniste di un episodio già diventato iconico di questi playoff: lo “shimmy” di Chris Paul dopo un canestro impossibile segnato in faccia a Steph Curry. Il quale, dopo la partita, ha accettato sportivamente la provocazione: “Se fai lo shimmy a qualcuno, devi essere pronto a subirlo anche tu”

Steph Curry in questi anni si è fatto conoscere dal grande pubblico per il suo personaggio da “Dr. Jekyll e Mr. Hyde”: calmo, rilassato e tranquillo fuori dal campo, fiducioso nei suoi mezzi fino a raggiungere (e a volte superare) i limiti dell’arroganza quando sul parquet. Una delle sue esultanze più famose è il cosiddetto “shimmy”, una specie di danza muovendo le spalle, resa nota ai suoi tempi da Antoine Walker con le maglie di Boston e Miami e rivisitata da Steph per festeggiare una delle sue tante triple impossibili. Peccato che per una volta sia stato lui a subire questa provocazione: nel corso del terzo quarto di gara-5 contro Houston, Chris Paul ha segnato contro di lui una tripla impossibile allo scadere dei 24 secondi e tornano in difesa ha fatto lo “shimmy” davanti a Curry. Il due volte MVP, per tutta risposta, non ha fatto altro che continuare a correre sorridendo all’avversario, e anche se il risultato a fine gara non è andato in suo favore, non si è fatto problemi ad accettare la provocazione di CP3: “Giusto così, era un tiro difficile. Se puoi fare lo shimmy a qualcuno, devi accettare il fatto che lo possano fare a te. Io continuerò a farlo in ogni caso, perciò forse lo farà anche lui”. Mancava giusto che Paul iniziasse a gridare “Questa è la mia fott***** a casa” al pubblico del Toyota Center per completare un’imitazione pressoché perfetta di Curry, ma entrambi in realtà hanno ben altro a cui pensare in vista di gara-6. CP3 è alle prese con un brutto infortunio muscolare, anche se si è detto ottimista per un recupero in tempi brevi; Curry deve cancellare una prestazione opaca nonostante i 22 punti, macchiata dall’ultimo minuto in cui ha sbagliato un tiro in avvicinamento e ha perso un pallone cruciale passandolo male a Draymond Green. Lo “shimmy”, insomma, rimane solo un episodio all’interno di una serie che, dopo il 3-2 conquistato da Houston, è più viva che mai.

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