11 giugno 2018

NBA, Durant stuzzica LeBron: “Facile essere il migliore senza compagni forti accanto”

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In un'intervista con Yahoo Sports, la stella dei Golden State Warriors ha lanciato una frecciatina nei confronti del suo rivale di sempre, ancora considerato il miglior giocatore del mondo nonostante le due sconfitte nelle ultime Finals. "È più difficile spiccare quando si gioca insieme ad altri grandi giocatori” ha puntualizzato KD

Le Finals sono ormai finite, ma l’onda lunga di quanto successo nell’ultima serie tra Golden State Warriors e Cleveland Cavaliers non si è ancora conclusa. E a riaccendere il fuoco della polemica a distanza ci ha pensato l’MVP delle Finals Kevin Durant, arrivato al suo secondo titolo in fila da quando veste la maglia degli Warriors. Dopo anni a sentirsi dire di essere il secondo miglior giocatore della lega alle spalle di LeBron James, la stella di Golden State ha voluto togliersi qualche sassolino, rivendicando i suoi risultati personali ottenuti all’interno di un contesto cestistico di altissimo livello. “Penso che sia facile essere il miglior giocatore quando non si hanno compagni forti accanto; è invece più difficile spiccare quando si gioca insieme ad altri grandi giocatori” ha dichiarato a Yahoo Sports, tirando una frecciata neanche troppo velata a LeBron James. “Sono orgoglioso di riuscire a spiccare ovunque io vada e sono orgoglioso di aver lavorato duro in ogni occasione. Per questo i miei compagni mi hanno accolto e ora mi sento un Warrior”. Sotto un certo punto di vista, le parole di Durant hanno un senso: anche unendosi a una squadra in grado di vincere 73 partite di regular season senza di lui, Durant è riuscito a imporsi come il giocatore di riferimento, come testimoniano i due premi di MVP delle Finals conquistati nelle ultime due stagioni. È stato lui a fare la differenza per i due volte campioni in carica, che difficilmente senza il suo contributo sarebbero arrivati a vincere quei titoli. Vincere così tanto di squadra comporta però un prezzo a livello di “considerazione”, perché Durant – almeno a suo modo di vedere – viene considerato un giocatore inferiore a James perché ha più “aiuto” rispetto alla stella dei Cavs, dovendo dividere il campo con altri All-Star del calibro di Steph Curry, Klay Thompson e Draymond Green e veterani come Andre Iguodala e Shaun Livingston. Dall’altro lato, però, James potrebbe controbattere che con così tanto talento attorno anche lui sarebbe in grado di vincere il titolo e allo stesso tempo “spiccare” sugli altri – come successo ai tempi dei Miami Heat o negli anni insieme a Kyrie Irving, peraltro –, senza essere costretto a fare “tutto da solo” come invece successo molto spesso durante questi playoff giocati ad altissimo livello.

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