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Mercato NBA, Dwight Howard è già ai saluti con i Nets: buyout con Brooklyn, sarà free agent

NBA

La squadra newyorchese e l'ex lungo degli Hornets hanno separato le loro strade a poche ore di distanza dallo scambio che ha permesso ai Nets di liberarsi del contratto di Mozgov. Una decisione che porta Howard a essere free agent tra dieci giorni; un giocatore che, nonostante l'età e i problemi fisici, potrebbe far comodo a diverse squadre

L’avventura di Dwight Howard ai Brooklyn Nets è durata il tempo di mettersi d’accordo riguardo la firma del buyout. Entrambe le parti infatti erano intenzionate a risolvere l’ultimo anno di contratto da 23.8 milioni che l’ex giocatore degli Hornets si era portato in dote con sé da Charlotte. La squadra di Michael Jordan ha deciso di rinunciare a lui, ricevendo in cambio lo scomodo contratto di Timofey Mozgov (due anni a 36.7 milioni di dollari complessivi), due seconde scelte al Draft e una compensazione economica. A questo punto Howard si propone come uno dei migliori lunghi nel mercato dei free agent che partirà dal prossimo 1 luglio: “Voglio essere in una situazione in cui ho l’opportunità di aiutare la mia squadra a vincere – ha raccontato Howard dopo l’annuncio del suo passaggio alla squadra newyorchese -, questo è il mio unico obiettivo. Tutto ciò di cui ho bisogno è una possibilità vera di mettere in mostra ciò che sono e non permettere alla gente di speculare e commentare il mio passato”. Rilette alla luce della sua decisione, queste parole sembrano essere un indizio chiaro su quelle che saranno le offerte che perseguirà tra dieci giorni. Dopo lo shock improvviso dettato da una scelta a suo avviso inattesa, con Charlotte che non ha perso occasione di scaricarlo per alleggerire il salary cap, ha più volte sottolineato che la stagione che si è lasciato alle spalle è stata tra le più positive del suo ultimo periodo: 16.6 punti e 12.5 rimbalzi di media, con ben 81 partite di regular season e i problemi fisici che sembrano un lontano ricordo. L’esplosività non è paragonabile con quella di dieci anni fa, quando tutta la Lega doveva adeguarsi e pensare in qualche modo di convivere con il suo strapotere atletico, ma nonostante questo Howard resta un pezzo utile e funzionale a cui diverse squadre possono puntare. Il fatto che abbia cambiato ben quattro casacche in altrettanti anni però è sintomatico di come la sua capacità di integrarsi non sempre sia ideale per avere impatto sui roster nei quali ha preso parte. “Sto bene, l’importante dal mio punto di vista è soltanto questo. Senza guai fisici, sento di poter dire ancora la mia in NBA”. Per scoprire con quale maglia, toccherà aspettare altri dieci giorni.