11 luglio 2018

NBA, Los Angeles ai piedi di LeBron James (e delle sue scarpe che valgono un miliardo)

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"One billion dollar", un miliardo di dollari, si stima sia il valore del contratto vitalizio firmato nel 2015 da LeBron James con Nike. Ecco perché il trasferimento a Los Angeles è importante anche per dare nuova linfa all'impero economico costruito dal n°23. Scarpa dopo scarpa

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Sembra passato un secolo, ma era solo il 2003, quando Nike sbaragliò la concorrenza e riuscì a mettere sotto contratto – per 7 anni e una cifra che pareva uno sproposito, 90 milioni di dollari – il rookie sulla bocca di tutti, un ragazzo di Akron da St. Vincent-St. Mary’s di nome LeBron James. Oggi, sono passati 15 anni, le cifre sono cambiate considerevolmente: si dice che la linea che porta il nome del neo-giocatore dei Los Angeles Lakers – non più solo scarpe, ma anche accessori come palloni, zaini, ciabatte, maglie e felpe oltre ad alcune collezioni capsule – fatturi ogni anno 350 milioni di dollari, tanto che nel 2015 James e Nike hanno raggiunto un nuovo accordo, firmando quello che si mormora essere un contratto vitalizio che metterà nelle tasche del n°23 un miliardo di dollari. In quel primo contratto firmato da rookie, era contenuta un’opzione che avrebbe pagato a James una cifra maggiore se al Draft 2003 fosse finito a giocare in un grande mercato, uno tra New York, Chicago o… Los Angeles. Oggi quella clausola non esiste più – e LeBron probabilmente non ne ha più bisogno – ma il ragazzo di St. Vincent-St. Mary’s a L.A. ci è finalmente arrivato, tre lustri dopo, e le opportunità di business nella città degli angeli sono ancora tutte disponibili, se non addirittura aumentate. Anche perché James arriva ai Lakers sulla scia di un’ultima stagione in cui le scarpe da lui sfoggiate ai piedi – le LeBron 15 (185 dollari a listino), indossate in oltre 51 varianti diverse – hanno riscontrato un enorme successo di vendite. Molto ha a che vedere proprio con il lancio sui social dell’iniziativa #LeBronWatch, che invitava i tifosi a scoprire che tipo di colorazione LeBron avrebbe indossato in una specifica serata, solitamente ispirate a modelli classici di vecchie scarpe del passato, giocatori o sportivi a cui si era ispirato da ragazzino (ad esempio Ken Griffey Jr. nel baseball, Deion Sanders nel football o Vince Carter nel basket) oppure a particolari colorazioni di vecchi modelli diventati di culto.

IL MODELLO DI LEBRON DEDICATO A KEN GRIFFEY JR. 

Progetti futuri con un occhio al passato

Ora, con lo sbarco a Los Angeles, la pressione sui designer che ogni anno si occupano di creare da zero il nuovo modello destinato a finire ai piedi di LeBron James – le LeBron 16 – è destinata ad aumentare. Se davvero il contratto vitalizio assicurato al n°23 dei Lakers tocca il miliardo di dollari, da Beaverton si aspettano che le sue scarpe diventino un modello di business molto simile a quelle Air Jordan legate a un altro n°23, stavolta in maglia Chicago Bulls, capace di originare addirittura un marchio specifico, Jordan Brand. Questo significa non solo il rilascio di un nuovo modello di scarpa per ogni stagione (e da più di una parte si è già fatto notare come le LeBron 20 potrebbero essere lanciate in contemporanea a un altro clamoroso trasferimento di James, alla fine dei 4 anni di contratto previsti dal suo accordo coi Lakers), ma anche una serie di mosse parallele che possano incrementare il volume di denaro attorno al suo nome. La prima iniziativa è quella di continuare – proprio come fatto con grande successo per le scarpe di Michael Jordan – nel lancio di modelli retrò che riprendano le scarpe più iconiche della carriera di LeBron: ha avuto successo riproporre le sue Air Zoom Generation, la prima sneaker per lui personalizzata da Nike, e così per l’inverno è previsto il rilascio delle Zoom LeBron 3, ovvero le scarpe da lui indossate quando è riuscito per la prima volta a guidare i Cavs ai playoff nel 2006. Oltre ai vecchi modelli, l’altra strategia per incrementare il business attorno alle sue scarpe consiste nel proporre collaborazioni di livello con artisti di strada espressamente selezionati dal “Re” in persona: ecco allora prevista per quest’estate l’uscita sul mercato del modello ribattezzato “The Icon”, realizzate con il designer losangelino John Elliott. La terza e ultima strategia è quella di differenziare il look delle scarpe – non più solo pensate per la performance ma sempre di più orientate a una dimensione lifestyle – per continuare a venderle anche a carriera terminata, fino a quando LeBron James avrà almeno 50 anni (e quindi ancora per altri 15 stagioni). Il passaggio a Los Angeles, patria di una grande comunità di sneaker addict, aiuterà anche da questo punto di vista, perché LeBron James è prima di tutto un giocatore ma la sua grandezza e i suoi successi non si esauriscono certo in campo. 

LA COLLABORAZIONE CON IL DESIGNER LOSANGELINO JOHN ELLIOTT

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