27 agosto 2018

NBA, Manu Ginobili annuncia il ritiro: finisce una carriera "oltre ogni mio sogno"

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Il giocatore argentino degli Spurs annuncia su Twitter la fine di una carriera durata 23 anni, iniziata in Italia con le maglie di Reggio Calabria e Bologna (sponda Virtus) e consacratasi con i 4 anelli vinti con gli Spurs e i trionfi ottenuti con la nazionale albiceleste

MANU GINOBILI, TUTTI I RETROSCENA DELL'ADDIO AL BASKET NELLE SUE PAROLE

Lo ha comunicato su Twitter, poche frasi, due parole volutamente scritte in maiuscolo: Manu Ginobili ha annunciato così il suo ritiro dal basket. “Oggi, in mezzo a mille emozioni diverse, annuncio il mio ritiro dalla pallacanestro. GRATITUDINE IMMENSA verso chiunque (famiglia, amici, compagni di squadra, allenatori, staff, tifosi) sia stato coinvolto nella mia vita negli ultimi 23 anni. È stato un viaggio favoloso. Di gran lunga migliore dei miei sogni più selvaggi”. L’argentino che ha iniziato ventunenne la sua carriera in Italia — prima a Reggio Calabria e poi protagonista di quella Virtus Bologna capace di vincere tutto anche in Europa (allenata da Ettore Messina,oggi assistente proprio negli Spurs di Ginobili) — chiude così quasi un quarto di secolo di attività sui campi di tutto il mondo, un percorso che lo ha visto vincere a qualsiasi latitudine, contro qualsiasi avversario. Quattro titoli NBA (2003, 2005, 2007 e 2014, tutti con San Antonio), un titolo in Eurolega (con annesso premio di MVP) nel 2001 e l’oro olimpico nel 2004 ad Atene con la maglia dell’Argentina, splendido interprete di quella “generacion dorada” che ha incantato il mondo. Ginobili  ha vinto davvero tutto, è stato due volte All-Star NBA e anche il miglior sesto uomo della lega (nel 2008), per due volte è stato miglior marcatore in Eurolega e per due volte ha anche portato a casa il campionato italiano, con la Virtus Bologna, in una carriera che gli ha regalato anche una medaglia d’argento ai Mondiali del 2002 e un bronzo olimpico a Pechino nel 2008. Tra i primissimi a rendergli omaggio online il suo connazionale e grande amico Carlos Delfino (“Se ne va il numero uno, il numero due e il numero tre…”), il suo attuale compagno di squadra agli Spurs Pau Gasol (“Grazie per tutto quello che hai fatto per la pallacanestro. Un modello di comportamento per tutti noi che amiamo questo fantastico sport. Mi considero fortunato ad aver condiviso lo spogliatoio con te in questi ultimi due anni”) e ovviamente anche il nostro Marco Belinelli, che a Ginobili è sempre stato legatissimo anche durante la sua prima permanenza a San Antonio.

Una carriera unica

Negli ultimi giorni la decisione era nell’aria anche se a San Antonio tifosi e coaching staff speravano nel ritorno dell’argentino per un’ultima stagione, che sarebbe stata la 17^ in maglia nero-argento. Con gli Spurs Ginobili ha disputato 1.057 partite di regular season e altre 218 di playoff, segnando più di 14.000 punti e facendo registrare più di 4.000 assist oltre a 1.392 recuperi (è nella top 5 di franchigia per ciascuna di queste categorie). Lascia sul tavolo un contratto ancora in essere per un ulteriore anno, a 2.5 milioni di dollari, ma non sono mai stati i soldi a incidere sulle decisioni dell’argentino: ha ascoltato il cuore, quel cuore che è stato forse — insieme a una micidiale mano mancina — l’arma migliore di un repertorio unico, anche nella NBA, che ha consacrato il nativo di Bahia Blanca come uno dei più forti giocatori internazionali di sempre mai apparsi sul pianeta NBA.

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