10 settembre 2018

NBA, la storia della canzone rap di LeBron James e Kevin Durant che tutti stanno ascoltando

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Qualche giorno fa è stata pubblicata online da chi l’aveva gelosamente conservata per sette anni, pubblicando un estratto nel luglio 2017 e senza riuscire a ottenere un accordo esclusivo: “Per una volta LeBron James appare umano”

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La contaminazione tra musica rap e NBA nel corso degli anni è diventata sempre più frequente, un filo conduttore che unisce mondi che spesso parlano allo stesso tipo di appassionati. Cantanti che diventano proprietari di franchigie e le note della rabbia (afroamericana e non) che risuonano negli spogliatoi prima della palla a due. Tutti, nessuno escluso, ascolta nelle cuffie canzoni proposte da ogni genere di rapper. Un’ossessione che spesso porta i protagonisti sul parquet a cimentarsi (non sempre con grande successo) con il microfono, scrivendo strofe spesso blande e proponendole prive della grinta che dovrebbe caratterizzare il flow. Una trappola nella quale sono caduti anche LeBron James e Kevin Durant; i due migliori giocatori al mondo, avversari già nel 2012 in quelle che furono le prime Finals di KD e che portarono il primo anello a LBJ. Una sfida che in allenamento andava avanti da tempo, almeno dall’estate 2011; quella che precedette il lockout che fece slittare la partenza della regular season sino al 25 dicembre. Settimane in cui non perdere condizione per non farsi trovare impreparati. Durant all’epoca decise di raggiungere James a Cleveland (dove LeBron continua ad allenarsi, nonostante fosse già un giocatore dei Miami Heat) e luogo in cui registrarono per puro divertimento anche una canzone negli Spider Studios. Un aneddoto tenuto nascosto per anni e venuto fuori soltanto qualche mese fa, a seguito delle rivelazioni tra gli altri dell’agente Eric Goodwin, per anni il consigliere del n°35 degli Warriors: “Ho ascoltato quella canzone anni fa: è molto carina e ho proposto a Durant di proporla alla Warner Bros come colonna sonora, ma KD ha preferito che restasse una cosa privata”.  Il tam tam tra gli appassionati è stato immediato, tanto da convincere la società che aveva gelosamente conservato quella registrazione a pubblicarne un estratto lanciando una sfida agli utenti: “Se raggiungiamo un milione di retweet, potrete ascoltare tutta la canzone”.

La pubblicazione della canzone su Sound Cloud

A quel punto le offerte sono iniziate a fioccare: TMZ ad esempio chiedeva il demo della canzone, mettendo sul piatto un bel po’ di quattrini. Proposte allettanti, messe in stand-by dall’agenzia perché contattate da Rich Paul – l’agente di James – a lavoro per utilizzare la canzone come colonna sonora del gioco NBA 2K19. Lunghe settimane di tira e molla che hanno portato a un nulla di fatto, esponendo la Spider Studios al rischio più grosso: la perdita dei diritti di produzione. A quel punto la scelta del responsabile Franky Wahoo è stata inevitabile: metterlo a disposizione di tutti su Sound Cloud dallo scorso 1 settembre. “Volevo difendere il legame tra noi e la canzone ‘It Ain’t Easy’. Cosa potrà mai succedere se la pubblico?”. Una scelta che ha infastidito lo staff di James: “Per la prima volta LeBron mostra il suo volto umano, si capisce chiaramente che non è molto portato per il rap. È una cosa che lo fa apparire meno superstar agli occhi di chi lo segue tutti i giorni. Sapevo che Durant aveva confidenza con questo genere di cose, che aveva già rappato in passato, anche davanti a una telecamera – sottolinea Wahoo -, ma quando ho visto James chiedermi consiglio è stata una sensazione unica. Un dio del basket come lui a cui dovevo insegnare qualcosa di diverso: una situazione surreale”. 

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