21 ottobre 2018

NBA: i Lakers di LeBron perdono all'esordio casalingo, Harden guida i Rockets

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Esordio amaro allo Staples Center per James, al secondo ko consecutivo in questo avvio di stagione con i giallo-viola al termine di una partita diventata elettrica negli ultimi minuti: Paul, Rondo e Ingram vengono alle mani, tutti e tre espulsi in un finale nervoso e tirato

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Los Angeles Lakers-Houston Rockets 115-124

Di spunti, di motivi d’interesse, di tensione emotiva e sportiva non ne mancava certo nella prima partita casalinga ufficiale dei Los Angeles Lakers di LeBron James. Un appuntamento atteso da più di tre mesi nella città degli Angeli, tutta stipata a bordocampo per seguire la sfida complicata contro i Rockets. Una partita gradevole, combattuta e vinta in volata da Houston in un finale surreale, quasi sospeso dopo la lunga interruzione arrivata a quattro minuti dalla sirena. Su una penetrazione al ferro di Harden infatti scoppia il parapiglia, con Brandon Ingram che colpisce ripetutamente il Barba, viene allontanato dagli avversari, ma accende con il suo gesto un incendio che si propaga su tutto il parquet. Alla fine sono Chris Paul e Rajon Rondo ad andare faccia a faccia, a non mandarsele a dire e a venire alle mani, rimediando una doppia espulsione (diventata tripla perché Ingram torna a buttarsi nella mischia per essere certo di ricevere anche lui la sanzione) che potrebbe tenerli fuori a lungo. Un gesto violento che distoglie in malo modo l’attenzione da una partita molto interessante, in cui i Lakers hanno dimostrato di aver fatto dei passi in avanti, senza riuscire però a imporsi in una volata in cui è tornato a fare la voce grossa l’MVP della passata stagione. Harden infatti ruba la scena a James nel primo tempo, segna 23 punti in due quarti (il doppio del padrone di casa fermo a 11), per poi riprendere fiato nel terzo. Alla fine il Barba riprende il bandolo della matassa, piazzando la zampata e coronando una partita da 36 punti con 19 tiri, sette rimbalzi e cinque assist, complementari ai 28 e dieci assist di CP3; fondamentale con le sue giocate prima che perdesse totalmente la lucidità. Carmelo Anthony parte ancora dalla panchina, impreciso al tiro, ma funzionale quando mette piede sul parquet (+23 di plus/minus, un problema di troppo per la difesa dei Lakers nonostante il modesto 1/7 dall’arco).

Lakers, c’è ancora tanta strada da fare

E LeBron? Il suo riesce come al solito a portarlo a casa: 24 punti, nonostante delle percentuali al di sotto della sua media (9/22 dal campo, 1/7 dall’arco) e 39 minuti da protagonista vissuti sul parquet. Alla sirena finale sono sette i giocatori in doppia cifra, con Lonzo Ball in uscita dalla panchina e protagonista in un paio di situazioni grazie all’ottimo 4/8 raccolto dall’arco. È proprio un suo canestro dalla lunga distanza che regala il vantaggio ai Lakers nel terzo quarto, dopo aver superato il momento di massima difficoltà (sprofondati a -10 a inizio ripresa). Uno dei pochissimi in grado di trovare il fondo della retina con continuità da tre punti, visto l’8/32 raccolto dai giallo-viola e le croniche difficoltà nel tiro dalla lunga distanza. E il fatto che LeBron diventi soltanto il terzo Laker a segnare almeno 50 punti totali nelle prime due sfide indossando la maglia gialloviola, rende soltanto in parte meno amara una partenza da 0-2 alla voce vittorie-sconfitte. Un bilancio provvisorio e prevedibile, per una squadra che dovrà costruirsi nelle settimane e nei mesi.

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