21 ottobre 2018

NBA, Rondo-Paul-Ingram: rissa d'altri tempi allo Staples Center

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Tre espulsi, tanti spintoni, qualche colpo proibito e forse anche uno sputo: questo il bilancio del parapiglia scoppiato nel finale della sfida tra Lakers e Rockets, il pessimo finale di una sfida divertente e combattuta vinta da Houston

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Una scintilla, scoppiata quasi dal nulla e che si è propagata come un enorme incendio sul parquet. È bastata una delle decine di penetrazioni di James Harden a canestro, a meno di cinque minuti dalla sirena, per far scoppiare il parapiglia. A dare il via al festival dei colpi proibiti è Brandon Ingram, che colpisce il Barba ripetutamente, prima di spintonarlo in maniera evidente mentre l’MVP della passata stagione protestava e chiedeva a gran voce il gioco potenziale da tre punti. Allontanato Ingram però non si è spento il fuoco, su cui hanno iniziato a soffiare Chris Paul e Rajon Rondo; due vecchie volpi della Lega con un bel po’ di trascorsi e attriti alle spalle. CP3 è arrabbiatissimo, furioso mentre Rondo sembra volgere lo sguardo da un'altra parte. Poi, un istante dopo, Paul parte con le dita verso gli occhi dell’avversario. Un gesto evidente, sotto gli occhi degli arbitri, seguito poi da un gancio sinistro secco di Rondo che colpisce Paul al volto. Dal basket insomma, si passa alla box e di colpi ne arrivano un bel po’ prima che LeBron James e tutti gli altri riescano a separare i giocatori. Una rissa che coinvolge anche Brandon Ingram, che ritorna di corsa verso il proprio canestro, distribuendo un paio di cazzotti, prima di essere nuovamente allontanato. Gesti ripresi dalle telecamere che non hanno lasciato dubbi sulle sanzioni da comminare: Rondo prende direttamente la strada degli spogliatoi pochi istanti dopo, mentre CP3 gli urla di tutto alle spalle, tenuto all’angolo dal suo amico LeBron che cerca in tutti i modi di placare gli animi. Alle tre espulsioni faranno sicuramente seguito altre sanzioni da parte della Lega, che prenderà in esame i video e tornerà ad applicare il pugno duro nei confronti di gesti che non si vedevano da un bel po’ su un parquet NBA.

Il presunto sputo di Rondo e le parole fuori dal campo

Ma perché Chris Paul ha perso totalmente la testa? Un giocatore navigato, esperto, spesso in prima fila per difendere i diritti dell’associazione che rappresenta gli atleti della Lega. Un gesto sconsiderato, reazione a detta del diretto interessato a uno sputo ricevuto qualche attimo prima di mettere le dita negli occhi di Rondo. Dalle immagini non è facile capire se ci sia effettivamente stato, ma le fazioni da entrambi i lati non sembrano avere grossi dubbi: “È stata una porcata, una schifezza bella e buona. Un gesto inaccettabile”, il commento di Carmelo Anthony, arrabbiato come Harden della provocazione di Rondo. Da un replay si vede CP3 andare leggermente indietro con il volto, quasi a scansare qualcosa, prima di colpire il suo avversario sul volto. Versione confermata anche da Mike D’Antoni, che dice di aver visto della saliva in volo. I Lakers invece si schierano dalla parte del loro giocatore (che si è da subito professato innocente), confermando che dopo aver analizzato attentamente al replay l’accaduto sembra chiaro che  Rondo sia stato vittima del colpo di Paul e il suo sia stato un pugno scagliato soltanto come reazione. Un gancio sinistro salutato anche da Marcus Morris sui social (uno che se ne intende): “Bel colpo!”. A fine gara alcuni report hanno raccontato che Paul continua a essere arrabbiato nero perché alcuni componenti della famiglia di Rondo si erano scagliati contro sua moglie presente in tribuna, offendendola utilizzando un linguaggio definito "inappropriato". JaVale McGee invece ai microfoni dei cronisti ritorna sull’azione ripetuta di Brandon Ingram, sottolineando come “Stuzzicare l’orso che dorme” alla fine porta a questo e provando a rilanciare l’accaduto in chiave positiva: “Situazioni del genere possono unire il gruppo, renderlo più compatto”. Sarà, anche se nel frattempo Lonzo Ball ci tiene a sciogliere ogni riserbo: “In caso di lunga squalifica di Rondo, sono pronto a giocare da titolare. Ho recuperato dall’infortunio”. Ognuno in fondo va a caccia del suo aspetto positivo delle cose.

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