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21 novembre 2018

NBA, senza il vero Gallinari, ancora febbricitante, L.A. fa risorgere Washington

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Coach Rivers decide comunque di schierare in campo l'azzurro, ancora alle prese con la febbre: Gallinari chiude con soli 3 punti e 0/8 al tiro, e Washington ne approfitta: 30 di Wall e 27 di Beal firmano la vittoria degli Wizards

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Washington Wizards-L.A. Clippers 125-118

Washington è senza molti dubbi la squadra più disfunzionale di questo primo mese di stagione NBA, con i Clippers invece una delle soprese più liete – chiamati a scendere in campo nella Capitale sulla scia di cinque successi consecutivi. Quando gli uomini di coach Doc Rivers vanno avanti di 24 punti nel secondo quarto, allora, i destini della partita sembrano già segnati, ma come spesso accade le squadre ferite sono le più pericolose e dopo tutte le polemiche e le voci uscite dallo spogliatoio degli Wizards nelle ultime 24 ore, John Wall e compagni decidono di lanciare un segnale forte. Sotto ancora di 9 punti all’inizio del terzo quarto, Washington orchestra un ultimo periodo scoppiettante, con 10 punti a testa di Wall, Bradley Beal e Jeff Green per un parziale complessivo di 39-23 che dà ai padroni di casa una fondamentale vittoria. Per coach Brooks il miglior marcatore di serata è proprio quel Wall da cui ha dovuto subire insulti e parole pesanti in uno degli ultimi allenamenti, con l’All-Star degli Wizards capace di chiudere a quota 30, ben assistito questa volta dai 27 di Beal e dai 20 di Green. “Quel che è successo è successo, ora dobbiamo andare avanti – le parole di Scott Brooks nel post partita – non sono qui per rinfacciare niente a nessuno”. Ancora più criptico Wall: “Buona vittoria, è un inizio”, il suo telegrafico commento dopo il successo sui Clippers. Se anche Beal sottolinea come gli Wizards non possano ritenersi soddisfatti dopo una sola vittoria, pur contro un avversario di prestigio della Western Conference come i Clippers (“C’è ancora tanto su cui lavorare. Non sono ancora contento, nessuno di noi lo è”), di sicuro dopo i due ko con Nets e Blazers nella Capitale tirano volentieri il fiato e cercano di ritrovare un equilibrio vincente. Coach Brooks lo fa anche proponendo un nuovo quintetto, con Kelly Oubre Jr. (5 falli in 12 minuti) al posto di Markieff Morris e con la prima partenza da titolare in carriera di Thomas Bryant, forzata dal ricorrente infortunio ai glutei di Dwight Howard, di nuovo indisponibile. 

Serata no per Gallinari, ancora influenzato

Chi lo ha visto prima della partita lo ha definito “un fantasma”, ancora evidentemente alle prese con la febbre che lo aveva tenuto fuori dalla sfida vinta ad Atlanta: Danilo Gallinari e Doc Rivers decidono però di rischiare ugualmente ma il tabellino dell’azzurro parla da sé. Nonostante resti in campo la bellezza di 28 minuti, il n°8 dei Clippers chiude senza neppure un canestro dal campo, sbagliando tutti gli otto tiri della sua serata (con 0/4 da tre punti) e mettendo punti a tabellone solo dalla lunetta (3/3), cercando di rendersi utile nelle altre aree del gioco (chiude con 5 assist e altrettanti rimbalzi). Prova allora a fare gli straordinari il suo alter-ego in ala Tobias Harris, che firma il suo massimo stagionale a quota 29 ma non può nulla contro la rimonta dei padroni di casa, anche perché Lou Williams – i soli 17 dalla panchina – si fa espellere nel finale e deve abbandonare la contesa a 3’45” dalla fine. L.A. ottiene ulteriori conferme da un ottimo Montrezl Harrell, autore di 20 punti con 9/13 al tiro e 9 rimbalzi dalla panchina, e dalla matricola Shai Gilgeous-Alexander, che ne firma 17 con 6/11 dal campo. I losangelini chiudono la gara sfiorando il 52% al tiro e oltre il 40% da tre punti ma pagano l’enorme quantità di palle perse, ben 19 (da cui Washington ricava 20 punti), condannandosi così alla sconfitta. 

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