02 dicembre 2018

NBA: Phoenix regge un quarto, i Lakers battono senza difficoltà i Suns

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Tutto facile per i Lakers che ci mettono poco più di un quarto d’ora per sbarazzarsi dei Suns, volati sul +17 nel primo quarto e poi ribaltati da un parziale da 40-15 nel secondo periodo. LeBron James gioca in ciabatte una gara mai in discussione nella ripresa e chiude con 22 punti e otto assist

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Los Angeles Lakers-Phoenix Suns 120-96

La partita di Devin Booker dura meno di 18 minuti, in dubbio fino all’ultimo prima della palla a due e presente sul parquet, per poi essere costretto sul finire di secondo quarto a uscire a causa di un problema alla coscia. La gara dei Suns invece se possibile termina ancora prima, nonostante il 31-21 raccolto a fine primo quarto, durante il quale gli ospiti toccano anche i 17 punti di vantaggio. Nella seconda frazione infatti l’inversione di tendenza è evidente, non tanto e non solo perché LeBron James inizia a fare sul serio (in una gara in cui non è necessario inserire neanche la terza marcia), ma perché i Suns non trovano mai il fondo della retina. Il parziale dice 40-15, da -17 a +15 in sostanza, chiuso con una tripla dall’angolo di Caldwell-Pope che sa di colpo di grazia. La sensazione è confermata dall’inizio della ripresa, in cui Phoenix sprofonda oltre il -20 e coach Kokoskov a 15 minuti dal termine libera già le gabbie dove tiene nascoste le terze, se non le quarte linee. Alla sirena finale per LeBron James sono 22 punti, otto assist e sei rimbalzi, tirando 9/17 dal campo e regalandosi il solito +12 di plus/minus (nonostante “pesi” su di lui il parziale incassato nel primo quarto). Non il miglior realizzatore in casa Lakers, visti i 23 punti di Kyle Kuzma, conditi con otto rimbalzi e tre canestri dalla lunga distanza. Dall’altra parte invece Trevor Ariza chiude con 13 punti, dopo la super partenza nei primi 12 minuti, il più prolifico al pari di Josh Jackson e davanti alla doppia doppia da 10+10 di Deandre Ayton. Nell’ultimo quarto l’unico scopo dei Lakers - volati sul +30 - è quello di regalare a Victor “Moe” Wagner i suoi primi punti e primi canestri da professionista NBA, in una partita alla fine chiusa dal rookie tedesco con 10 punti in dieci minuti. Lui non dimenticherà mai questa gara, gli spettatori dello Staples Center (e non solo loro) invece lo faranno molto in fretta.

Il racconto del primo tempo

Devin Booker c’è, e questa è una delle buone notizie in casa Suns, oltre ai primi sei punti di Trevor Ariza, che parte 2/2 dall’arco e trascina Phoenix su 10-2 che costringe coach Walton a chiamare di corsa il primo timeout. Nonostante la pausa però, i padroni di casa continuano a girare a vuoto in difesa, senza diventare efficaci in attacco. Phoenix vola sul +15 arrivando al ferro a proprio piacimento, sul 20-5. I Lakers si aggrappano allora a Brandon Ingram, che prova a mettersi in partita, ma continuando a incassare sempre canestro diventa complicato recuperare. I Suns tirano con il 60% dal campo, i giallo-viola non arrivano al 40% e i 15 punti di vantaggio restano tali anche al secondo timeout. Al ritorno in campo LeBron inizia finalmente a trovare il fondo della retina e i Lakers iniziano ad avvicinarsi, nonostante Phoenix risponda colpo su colpo andando a segno a proprio piacimento. Sulla sirena Booker non trova neanche il ferro, con i Suns che restano sul 31-21 e in doppia cifra di vantaggio. A inizio secondo quarto bastano un paio di passaggi a vuoto dell’attacco dei Suns per rivedere i losangelini a un solo possesso di distanza. Gli ospiti non segnano mai e i Lakers piazzano così il 10-0 di parziale, rimettendo in parità il match e costringendo coach Kokoskov a chiamare timeout. I Suns tengono botta, anche perché i Lakers non ne vogliono sapere di iniziare a fare sul serio. Sarà un caso, ma sulla giocata più bella del primo tempo, LeBron regala un cioccolatino a McGee che segna il primo vantaggio Lakers nella partita al giro di boa del secondo quarto. James porta a casa una giocata da tre punti di enorme difficoltà e soffia nelle vele dei losangelini che si portano così sul +8. La doppia cifra di vantaggio è dietro l’angolo, così come le brutte notizie per i Suns che perdono Booker per un problema alla coscia e scivolano così sul -15 prima dell’intervallo lungo, grazie alla giocata di LeBron che innesca Caldwell-Pope in angolo per la tripla sulla sirena.

Il racconto del secondo tempo

Pronti, via e i Lakers commettono un paio di errori banali in attacco, alimentando la transizione degli ospiti e costringendo subito coach Walton al primo timeout dopo un paio di minuti. Nonostante la ripartenza a singhiozzo, Phoenix si riporta in singola cifra di svantaggio, ma poi neanche a dirlo ci pensa LeBron a piazzare un paio delle sue giocate permettendo all’attacco dei Lakers di rimettersi in moto. McGee ringrazia lui e i suoi compagni, salendo a 14 punti in partita e soprattutto trascinando i padroni di casa sul +14. Il terzo periodo scivola via così sornione, pieno di interruzioni che fanno il gioco dei padroni di casa, che volano sul +18 volando a schiacciare con James che poi arma la mano di Josh Hart. Per i parziali siamo a 17 punti e sette assist in 28 minuti sul parquet per il n°23, che ha chiaramente intenzione di chiudere i conti il prima possibile. Basta una giravolta di LeBron e i Lakers completano la clamorosa rimonta da -17 al +23, indirizzando la partita verso un lungo garbage time (visto che Kokoskov già prima della fine del terzo quarto decide di dare fondo in parte alla sua panchina). All'ultimo intervallo è 95-74 Lakers, in pieno controllo della sfida. La quarta frazione inizia con un paio di canestri di Beasley, a sancire come la sfida sia ormai definitivamente decisa, con entrambe le squadre che danno fondo alle risorse in panchina facendo rifiatare i titolari. C'è il tempo da parte di tutto lo Staples Center di esultare per il primo punto in carriera del rookie Victor Moritz "Moe" Wagner, tedesco già diventato giocatore di culto in casa giallo-viola e sintomo di come la gara sia conclusa da un pezzo.

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