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12 gennaio 2019

NBA, Minnesota-Dallas 115-119: Doncic All-Star di voto e di fatto, i T'Wolves cadono sotto le sue magie

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Il rookie delle meraviglie dei Mavericks segna tre canestri decisivi nell'ultimo minuto e mezzo di gioco, chiudendo con 29 punti, 8 rimbalzi e 12 assist e trascinando i suoi al successo. I 30 punti di Karl-Anthony Towns non salvano il debutto casalingo di coach Ryan Saunders. Brutto infortunio per J.J. Barea

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È per partite come questa che Luka Doncic è al secondo posto dei voti dei tifosi per l’All-Star Game, dietro solamente a LeBron James tra le ali ad Ovest. Il modo in cui ha concluso la sua prestazione da 29 punti sul campo dei Minnesota Timberwolves è da applausi: tre canestri per sette punti uno più pesante dell’altro, tra cui la tripla del definitivo sorpasso a 22.9 secondi dalla fine alzandosi in transizione per una conclusione "ignorante", visto che avrebbe potuto far passare più secondi sul cronometro (ne aveva ancora 17 e soprattutto era solo 1/8 dall'arco). Evidentemente però lo sloveno "se la sentiva" e ha avuto ragione, perché sul possesso successivo Derrick Rose ha perso il pallone cercando di passarlo a Karl-Anthony Towns (anche in quella giocata Doncic ci ha messo una mano) e gli ospiti hanno chiuso i conti dalla lunetta per il 119-115 finale, dopo aver rischiato di sprecare 10 punti di vantaggio a meno di sei minuti dalla fine. Per il futuro rookie dell’anno ci sono anche 8 rimbalzi e 12 assist a confezionare una tripla doppia sfiorata di assoluto prestigio, diventando il più giovane con almeno 25 punti e 10 assist dai tempi di LeBron James nel 2004.

Anche la sua tripla del sorpasso - che era stata preceduta da una palla persa sanguinosa - gli ha riservato un posticino nella storia recente della NBA: prima di lui, l’ultimo rookie a segnare un canestro da tre per il sorpasso negli ultimi due minuti di gioco era stato Vince Carter l’1 aprile 1999, quando Doncic era nato da appena un mese. Fino ad adesso Doncic ha la seconda miglior percentuale nelle conclusioni "clutch" (ultimi 5 minuti di partita entro i 5 punti di scarto) dell'intera lega con 57.1%, dietro solo al 63.2% di Victor Oladipo (che però ha quattro tiro meno di lui, 38 contro 42). Insieme a lui anche i 23 punti di Harrison Barnes, i 15 di Dwight Powell (7/7 per cominciare la partita prima di chiuderla con un errore) e i 16 di J.J. Barea, da cui arriva però la peggior notizia della serata per i texani. La guardia di Porto Rico si è infatti infortunata gravemente alla gamba sinistra in quello che sembra poter essere una rottura del tendine d’Achille, un colpo davvero duro per un giocatore di 34 anni sottodimensionato per gli standard fisici della NBA.

Doncic rovina il debutto di Ryan Saunders in casa

La super prestazione di Doncic ha rovinato il debutto casalingo del coach ad interim dei T’Wolves Ryan Saunders. Il 32enne ha accarezzato il sogno di vincere la seconda in fila dopo il successo di tre giorni fa a Oklahoma City, ma non gli sono bastati i 30 punti con 11 rimbalzi di Karl-Anthony Towns, i 21 dalla panchina di Derrick Rose e i 17 di Andrew Wiggins, oltre al resto del quintetto tutto in doppia cifra (10+15 per Taj Gibson, 15 con quattro triple per Josh Okogie e 12 per Jeff Teague). Saunders è stato comunque accolto con un’ovazione da parte del Target Center di Minneapolis, che era solito invece subissare di fischi il precedente coach Tom Thibodeau al momento delle presentazioni in campo dei quintetti: essere il figlio dell’allenatore più vincente della storia della franchigia sicuramente aiuta, ma l’accoglienza così diversa rispetto al passato fa capire come il rapporto tra panchina e spalti fosse ormai definitivamente compromesso.

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