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16 gennaio 2019

NBA, Butler e la prima da ex contro Minnesota. Embiid attacca: "Bello vincere contro i titolari"

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Philadelphia travolge Minnesota nella prima sfida dopo la trade e le polemiche tra Butler e i T'wolves. Una partita dominata dai Sixers, che a fine partita provocano gli avversari via social

I SIXERS TRAVOLGONO I T'WOLVES: -42 PER MINNESOTA A PHILADELPHIA

Complicato immaginare un modo peggiore per porre fine a un rapporto con una franchigia rispetto a quello scelto da Jimmy Butler con i T’Wolves. Un mese di agonia, liti, screzi, scontri e sceneggiate che hanno portato alla separazione e alla partenza direzione Philadelphia. Per questo tutti aspettavano la sfida del Wells Fargo Center, da una parte e dall’altra. E i Sixers hanno risposto presente sin dalla palla a due: 83 punti in un tempo per mettere da subito le cose in chiaro, per spazzare via dal parquet gli avversari: “Volevo batterli, così come voglio vincere contro qualsiasi squadra”, prova a minimizzare Jimmy Butler, che a inizio gara ha abbracciato coach Saunders – chiamato a sostituire Tom Thibodeau – mentre è rimasto freddo e distaccato con i suoi ex compagni. “Tutto è andato come immaginavo: ho rivisto alcune persone a me care. Non mi sono fatto trasportare dallo scontro verbale, non mi è mai piaciuto chi prova a fare il duro a parole. Ho gradito molto invece il fatto di averli battuti”. Dall’altra parte invece Dario Saric, Robert Covington e Jerryd Bayless sono stati accolti con affetto dal pubblico, che ha dedicato a loro una lunga standing ovation durante il primo timeout. Sullo schermo le immagini delle battaglie combattute sul parquet in maglia Sixers e un “grazie” che ben racconta come Philadelphia abbia apprezzato il lavoro fatto da alcuni componenti del processo portato avanti ormai da un lustro in Pennsylvania: “Questo significa che la gente ha apprezzato il lavoro fatto negli ultimi tre anni – racconta Saric – mi rispettano e sono rimasti affezionati a me”. Una sfida diversa dalle altre in realtà, come raccontato con onestà da Jeff Teague: “Non è stata una partita come le altre: Jimmy voleva batterci a ogni costo, lo sapevamo bene. Così come Embiid voleva dominare contro Towns. Erano motivazioni diverse da una gara normale, non c’era nulla di ordinario. Era un match che tutti avevano segnato sul calendario e loro ci hanno travolto”.

La presa in giro di Joel Embiid sui social

Un successo così largo poi non poteva che ispirare un provocatore nato come Joel Embiid, che non ha perso tempo e ha subito twittato terminata la partita: “È un onore far parte di questo gruppo di riserve delle riserve ed essere riusciti a conquistare una vittoria contro un quintetto di veri titolari NBA”. Talmente tanto perfetto che lascia intendere un minimo di premeditazione (chissà da quante settimane sognava di poterlo scrivere). Un colpo duro, chiaro riferimento a quanto accaduto lo scorso ottobre, quando Butler ha monopolizzato l’allenamento di Minnesota, sfidando apertamente il gruppo di titolari e scegliendo di giocare con le terze linee. Una partitella diventata un vero e proprio scontro, “ vinto” da Butler che poi continuò a sfidare allenatore e dirigenti anche dopo la sceneggiata. Acqua passata, come sottolineato sempre via social dal diretto interessato, che sceglie di essere più profetico nell’esposizione (ma non meno piccato): “Guardare attraverso il passato verso il futuro”, con una foto della sfida appena conclusa in cui il suo sguardo si incastra perfettamente tra un paio di ex compagni e si rivolge verso Andrew Wiggins - il compagno con cui aveva il peggior rapporto a Minneapolis. Ormai il futuro è altrove, per fortuna di Butler e anche di Minnesota.

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