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21 aprile 2019

Playoff NBA, Utah-Houston Gara-3 101-104: Harden disastroso al tiro, ma vincono i Rockets

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Nonostante una prestazione da 3/20 al tiro di James Harden, i Rockets vincono anche gara-3 a Salt Lake City grazie alla difesa e mandano gli Utah Jazz a un passo dall'eliminazione. Non bastano i 34 punti di Donovan Mitchell, costano caro i 13 errori ai liberi

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Utah Jazz-Houston Rockets Gara-3 101-104

Se neanche una prestazione storicamente negativa di James Harden è in grado di portare gli Utah Jazz alla vittoria, allora questa serie è davvero finita. È questo ciò che lascia il terzo episodio della sfida tra gli Houston Rockets e la squadra di Salt Lake City, che non è riuscita ad approfittare di 15 errori consecutivi al tiro di James Harden (peggior striscia di tiri sbagliati nella storia dei playoff) e del suo 3/20 finale per accorciare le distanze. Non che la difesa di coach Quin Snyder non abbia dei meriti per quelle percentuali: i Jazz questa volta hanno eseguito bene il piano difensivo pensato per contenere l’MVP in carica, specialmente con un Royce O’Neale encomiabile nel suo lavoro difensivo, ma non sono riusciti a capitalizzare sui possessi vinti in difesa nella metà campo offensiva. I Jazz infatti hanno tirato con il 41.6% dal campo e sotto il 30% da tre punti, ma soprattutto hanno sbagliato la bellezza di 13 tiri liberi (25/38) — un dato che ha finito per fare la differenza, sprecando un’opportunità d’oro per riaprire la serie. L’unico a creare qualcosa in attacco è stato Donovan Mitchell, che però ha avuto bisogno di 27 tiri per segnare 34 punti (anche 12/17 ai liberi per lui), mentre solamente Derrick Favors (13), Rudy Gobert (10) e Ricky Rubio (10) hanno toccato la doppia cifra. I Jazz hanno anche avuto il tiro per pareggiarla negli ultimi dieci secondi di partita, ma la tripla di un liberissimo Mitchell ha trovato sopra il ferro, condannandoli alla sconfitta.

Harden disastroso per tre quarti, ma 14 nell'ultimo

È in qualche modo shockante che i Rockets siano riusciti a vincere questa partita nonostante un James Harden disastroso: nei primi tre quarti il Barba ha sbagliato tutto lo sbagliabile, con 15 errori consecutivi per aprire la gara che hanno finito per mandare in crisi anche la sua incrollabile fiducia nei suoi mezzi e nelle sue conclusioni. Harden però ha riposto da MVP con un ultimo quarto da 14 punti, sbloccandosi con una schiacciata in campo aperto a 7:32 dalla fine e realizzando poi due triple in step back dal peso specifico incalcolabile, oltre a procurarsi 6 tiri dalla lunetta (14/16 alla fine). Alla fine quindi nonostante un tremendo 3/20 — terza peggior percentuale negli ultimi 30 anni ai playoff: solo Karl Malone nel 1997 con 2/20 e Kenyon Martin nel 2003 con 2/23 hanno fatto peggio con almeno 20 tiri a referto — è comunque lui il miglior marcatore dei suoi con 22 punti, a cui ha aggiunto 10 assist e 6 recuperi, ma ci sono altri cinque giocatori in doppia cifra con Chris Paul a quota 18, Eric Gordon e P.J. Tucker con 12 e Clint Capela e Austin Rivers con 11. Il merito va allora alla difesa, che anche questa notte ha impedito gli avversari di scappare nel punteggio (Jazz mai sopra in doppia cifra) dandosi una possibilità di vincerla non appena Harden avesse ritrovato il suo tocco. Detto, fatto: Houston è sopra 3-0 e avrà la possibilità di chiudere i conti nella notte tra lunedì e martedì alle 4:30.

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