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25 maggio 2019

Playoff NBA, il retroscena: acceso diverbio tra James Harden e Chris Paul dopo gara-6

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Secondo quanto riportato da The Athletic, le due stelle degli Houston Rockets hanno vissuto momenti ad alta tensione dopo l’eliminazione per mano dei Golden State Warriors. Le divergenze sarebbero nate per lo stile offensivo della squadra, con CP3 a richiedere maggior movimento di palla anche a coach Mike D’Antoni

L’estate alla ricerca di una nuova anima degli Houston Rockets è appena cominciata. Dopo la cocente eliminazione per mano dei Golden State Warriors e i cambiamenti nello staff tecnico di coach Mike D’Antoni (con cui stanno trattando il rinnovo di contratto), la franchigia texana dovrà fare dei ragionamenti anche sull’identità della squadra che vorranno mettere in campo nella prossima stagione – a partire dal rapporto tra le due stelle, James Harden e Chris Paul. Secondo quanto riportato da The Athletic, infatti, c’è della tensione tra i due: dopo la sconfitta in gara-6, i due All-Star hanno avuto un acceso diverbio che è arrivato fino allo spogliatoio. Lo stesso Mike D’Antoni, intervistato sempre da The Athletic, non ha smentito il litigio tra le due superstar: “Ci sono sempre discussioni tra di noi su quale sia il modo migliore in cui giocare. A volte è un po’ troppo di questo e un po’ poco dell’altro. Penso che sia normale. Succede anche che i media siano un po’ troppo avidi di scrivere qualcosa che in realtà non è un problema”. L’oggetto del contendere era la distribuzione dei palloni nel corso della partita, un argomento di cui CP3 (ma non solamente lui) aveva già discusso animatamente con Mike D’Antoni nel corso della stagione, chiedendo un maggior movimento di palla in attacco. Uno stile che D’Antoni conosce benissimo e che preferisce avendolo sostanzialmente “inventato” nei suoi anni ai Phoenix Suns, ma che ha dovuto abbandonare per permettere al talento di Harden di emergere prepotentemente, culminando nel premio di MVP dello scorso anno e nella clamorosa striscia da 32 partite consecutive sopra quota 30 punti.

Una striscia che, è bene ricordarlo, ha salvato la stagione dei Rockets nel momento più difficile, quando Paul e Clint Capela erano alle prese con infortuni che rischiavano di tenere i texani fuori dai playoff. Lo stile di isolamenti ripetuti e continuativi di Harden, insomma, ha pregi e difetti: trovare un equilibrio tra le situazioni in cui dà il suo meglio e quelle in cui anche il resto dei compagni riescono a brillare è difficilissimo, anche se è quello che vorrebbe Paul – un giocatore con cui Houston ha un accordo da 120 milioni di dollari per i prossimi tre anni e che ha dato chiari segni di declino nell’ultima stagione. Dopo il loro diverbio – comprensibile vista la tensione accumulata nella serie e la delusione per l’ennesima eliminazione contro una squadra priva di Kevin Durant – i due sono andati in direzioni separate e hanno brevemente tenuto le loro conferenze stampa, ma visto che i Rockets hanno evitato di tenere le tradizionali exit interviews di fine anno, quella è stata l’ultima occasione pubblica in cui hanno parlato. Se e quando torneranno a farlo di nuovo, sarà interessante sapere cosa è davvero successo in quello spogliatoio dopo gara-6 e quale è il loro rapporto.

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