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16 giugno 2019

Mercato NBA, New Orleans Pelicans: un quintetto nuovo di zecca e la 4^ scelta al Draft

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La squadra della Louisiana ha ceduto alla proposta dei Lakers, rinunciando a un All-Star, ma mettendo in piedi un roster futuribile, portando a casa un bel po' di scelte e provando a sfruttare quella dei Lakers tra pochi giorni per trovare dei giocatori funzionali

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Anthony Davis in campo al fianco di LeBron James, con oltre 30 milioni di dollari di spazio salariale per puntare forte su un altro All-Star da convincere a suon di verdoni durante la free agency. Uno scenario allettante, che rilancia le ambizioni da titolo dei Lakers – nonostante resti aperta la questione “come riempiere il roster senza avere altro spazio per firmare nuovi giocatori”. Tutte le attenzioni si sono per questo focalizzate sulla squadra di Los Angeles, lasciando in secondo piano New Orleans che invece sapeva di dover fare a meno del n°23 e ha deciso di puntare forte sul futuro della franchigia, senza disdegnare l’opportunità di mantenersi competitiva sin da subito. Alla colonna portante Jrue Holiday, il GM David Griffin grazie a questa trade è riuscito ad aggiungere da subito Lonzo Ball, Brandon Ingram e Josh Hart, in attesa di mettere le mani su Zion Williamson tra qualche giorno con la fortunata prima scelta capitata in dote alla squadra della Louisiana dopo la Lottery di un mese fa. Un quintetto praticamente già fatto, a cui aggiungere anche i contratti di Solomon Hill e quello di E’Twaun Moore – almeno per il momento, in attesa di altre possibili trade. Un gruppo con una forte identità difensiva, a cui mancano ora come ora costanza nel tiro dall’arco – Holiday in stagione ha chiuso con il 32.5%, mentre i nuovi arrivati via Lakers hanno faticato parecchio dalla lunga distanza -  e un lungo da dover affiancare a Williamson, che permetta al prodotto di Duke di avere spazio in area e di poter attaccare il ferro. Un giocatore insomma che in qualche modo garantisca centimetri, mobilità e impatto fronte a canestro: non Julius Randle, che secondo molti non sarebbe altro che la brutta copia di Williamson. L’ex Lakers e Jahlil Okafor insomma non sembrano i profili ideali su cui puntare (nonostante a livello contrattuale Randle potrebbe esercitare la sua player option da oltre nove milioni), anche perché New Orleans al momento si ritrova in una condizione ideale: con tanti giovani in squadra, un All-Star di riferimento, spazio salariale da poter utilizzare e tante scelte future dei Lakers da poter sfruttare nel prossimo lustro.

New Orleans va a caccia di uno scambio per “piazzare” la scelta n°4 dei Lakers

Un’abbondanza di alternative da percorrere che potrebbero portare i Pelicans a rinunciare alla scelta n°4 al prossimo Draft arrivata dai Lakers, pur di mettere le mani su uno dei profili necessari alla squadra. Tra i talenti più interessanti su cui poter puntare al prossimo Draft ci sono De’Andre Hunter e Jarrett Culver. Il primo è un giocatore moderno, un 3&D che garantisce efficacia dall’arco – nonostante non sia un tiratore puro – e soprattutto enorme consistenza difensiva. Un quintetto con Hunter, Ingram e Williamson potrebbe fare a meno di un lungo di ruolo a protezione del ferro, cambiando sostanzialmente su qualsiasi tipo di avversario. Se i Pelicans sono disposti a puntare sulle ondivaghe capacità al tiro del giocatore di Virginia, potrebbe essere il prospetto ideale. Culver invece è un’ala con percentuale peggiore di Hunter dalla lunga distanza, ma ritenuto da molti come un grande lavoratore e un giocatore in grado di costruirsi un tiro credibile. Generatore d’attacco in maniera individuale, sarebbe un altro talento a cui potersi affidare qualora non si riesca a ottenere un accordo di scambio con altre franchigie. Una delle piste da seguire per New Orleans è quella che conduce agli Hawks, che al momento hanno le scelte n°8, 10, 17, 35, 41 e 44, ma vorrebbero tanto salire almeno in Top-5 per aggiungere un pezzo importante al duo Young-Collins. Un’opzione che porterebbe New Orleans ad allargare ancora di più il proprio numero di scelte, senza risolvere nell’immediato la questione quintetto, ma garantendo ulteriori alternative a una squadra che, senza sbagliare troppe mosse nei prossimi mesi, si candida a essere la franchigia del futuro.

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