NBA, Kevin Durant dice la sua sull’infortunio alle Finals e sull’addio agli Warriors

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L'ex superstar di Golden State torna con le parole all'infortunio di gara-5 contro Toronto ("Ci penso ancora spesso") e ne approfitta per dare una stoccata ai tifosi dei Raptors: "Sarà l'unica finale NBA che avranno mai visto". Poi spiega perché Brooklyn e il ruolo di Kyrie Irving nella sua scelta

DRAYMOND GREEN RESTA AGLI WARRIORS

GOLDEN STATE RITIRERA' LA MAGLIA N°35 DI KEVIN DURANT

La prima vera intervista da membro dei Brooklyn Nets Kevin Durant le affida a Chris Haynes, giornalista di Yahoo! Sports che va a trovarlo nella villa losangelina dove l’ex stella dei Golden State Warriors sta lavorando al suo lungo processo di riabilitazione per tornare in campo (“Il prossimo anno? Non lo so. Non penso così lontano, non mi farebbe bene: mi concentro solo sul presente. Chissà cosa può succedere, chissà…”, dice KD). Quello che invece è successo — l’ultima volta che lo abbiamo visto in campo — se lo ricordano tutti bene, con il tremendo infortunio (rottura del tendine d’Achille dopo solo 11 minuti) in gara-5 delle ultime finali che ha messo fine al sogno di un terzo anello, alle speranze degli Warriors e alla sua annata. Un infortunio che ha fatto tanto parlare, dopo la sua assenza nelle prime 4 gare di finale per recuperare da un altro guaio fisico, quello al polpaccio destro sofferto l’8 maggio in gara-5 di finale di conference contro Houston. “Se gli Warriors hanno giocato un ruolo nel mio infortunio? Dannazione, no!”, nega convinto Durant. “Ho sentito anch’io le voci che parlano della pressione fatta dalla franchigia affinché tornassi in campo il prima possibile. Niente di vero. Nessuno mi ha mai detto una parola, durante tutto il processo di recupero. Fin dall’inizio delle finali, l’obiettivo mio e di Rick Celebrini [il capo dei trainer degli Warriors, ndr] era di tornare in campo per gara-5. Son cose che succedono, gli infortuni accadono, nessuno ne è responsabile”, è l’assoluzione completa con cui Durant spera di chiudere un capitolo sicuramente doloroso della sua carriera: “Ci penso ancora, perché il palcoscenico era il più importante in assoluto e per il tipo di infortunio che ho subìto. Ma non posso farci niente: devo incassare il colpo e andare avanti, concentrandomi sul fatto che presto tornerò in campo”. Un ultimo messaggio, però, lo dedica con un filo di acidità a chi — tra i tifosi Raptors — aveva inizialmente esultato al suo infortunio: “Con ogni probabilità saranno le ultime finali NBA che mai vedranno”, il commento alla luce dell’addio al Canada di Kawhi Leonard dopo la vittoria dell’anello.

Perché Brooklyn

Il resto delle parole di Kevin Durant sono rivolte al suo futuro, con una maglia nuova, e una nuova avventura: “Sapevo che se mai avessi lasciato gli Warriors, sarebbe stato per i Nets”, dice. Ma non basta. Perché lasciare Golden State, dopo 2 titoli di MVP delle finali in tre anni e due anelli NBA? “Perché volevo farlo”, la semplice (ed enigmatica) risposta. E perché i Nets? “Perché mi attirava la sfida sul campo, perché hanno i pezzi giusti per puntare in alto e un front office creativo. Mi piace quello che stanno costruendo”, l’analisi dell’ex n°35, che a Brooklyn indosserà il n°7. Scendendo in campo — una volta recuperato dall’infortunio — accanto al suo amico Kyrie Irving, altro grande arrivo estivo. “Fin da quando due grandi amici come LeBron James e Dwyane Wade hanno finito per giocare assieme il ruolo dell’amicizia nelle decisioni di mercato è cresciuto sempre di più ma non è comunque per questo che ho scelto Brooklyn. Io e Kyrie siamo amici, è vero, ma lo saremmo restati ugualmente anche senza giocare assieme, non era necessario diventare compagni di squadra. Ora capita che giocheremo al fianco uno dell’altro, ma non lo avevamo pianificato: è semplicemente successo”. Anzi, succederà — quando a KD sarà dato il via libera per tornare in campo: “Ci vorrà un po’ perché torni al massimo. Ero arrivato a un punto nel mio sviluppo che non avevo mai raggiunto prima, un apice tanto fisico quanto mentale. La mia testa è ancora a quel livello, il mio corpo ci deve tornare. Ma una volta che ci arriverà, tutto andrà bene di nuovo”. Parola di Kevin Durant.

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