NBA, Chris Paul ai Miami Heat: non subito, ma si può fare

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Il veterano ex Rockets non ha in progetto di restare a lungo in Oklahoma e gli Heat sembrano i più interessati per affiancare un'altra star a Jimmy Butler. Ma occorrerà forse aspettare il 15 dicembre, e al giocatore sarà chiesto un grande sacrificio

CHRIS PAUL: GLI SCENARI FUTURI

2019-20: QUINTETTI E ROSTER DELLE 30 SQUADRE

Che le trade che in estate hanno portato a Oklahoma City Chris Paul (da Houston) e Danilo Gallinari (dai Clippers) abbiano lasciato i due giocatori non felicissimi, non è un gran mistero. I due veterani, che vedono approcciarsi la parte finale della loro carriera, non considerano infatti i Thunder una squadra pronta a competere subito per cui una loro eventuale cessione viene da più parti considerata possibile. Il primo nome a finire alla ribalta è quello dell’ex point guard dei Rockets: Miami – che con l’approdo di Jimmy Butler ha dichiarato di voler restare competitiva a Est, senza cedere alla tentazione di una ricostruzione – non nasconde l’interesse per CP3, anche se il suo pesante contratto (124 milioni di dollari per i rimanenti tre anni) spaventa non poco i possibili acquirenti. Una delle richieste di Pat Riley perché i suoi Heat accettino di accollarsi il contratto di Paul – fanno sapere da Miami – è che il giocatore accetti di rinunciare alla player option del suo ultimo anno, che lo pagherebbe 44 milioni di dollari per la stagione 2021-22 a 36 anni già compiuti. Un sacrificio non da poco da chiedere al giocatore, che ovviamente non potrebbe ottenere una retribuzione migliore da nessuna altra parte. La richiesta degli Heat è ovviamente giustificabile dalla volontà di presentarsi alla free agency del 2021 (quella in cui dovrebbe liberarsi Giannis Antetokounmpo e non solo) con libertà di azione, ma accanto a questa Riley e soci vorrebbero anche ottenere il maggior pacchetto possibile di scelte future (dai Thunder o da terze squadre) prima di correre il rischio di aggiungere il contratto di Paul al loro roster. Ben prima dell’estate 2021 ci sono comunque altre date più vicine nel tempo da tenere d’occhio per intuire gli sviluppi di un possibile scambio. Dopo il 15 dicembre, infatti, possono nuovamente essere scambiati i giocatori che hanno firmato nuovi contratti in estate, e questo non fa che aumentare le possibilità di incastro per eventuali trade tra Heat e Thunder. Probabile quindi che Paul si presenti regolarmente al training camp di OKC e che alla guida della squadra dell’Oklahoma inizi la stagione 2019-20, e che per eventuali movimenti di mercato se ne parli o dopo il 15 dicembre oppure addirittura a fine stagione, quando l’ex playmaker di Wake Forest abbia dimostrato di poter ancora reggere ad alto livello un’intera stagione NBA, lontano dagli infortuni che spesso lo hanno limitato nelle ultime annate. Ma non per questo l’interesse degli Heat, e di una vecchia volpe del mercato come Pat Riley, è destinato a diminuire.

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