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NBA, i Los Angeles Lakers chiedono un taglio del 20% dello stipendio ai massimi dirigenti

CORONAVIRUS
©Getty
LOS ANGELES, CA - DECEMBER 18: Rob Pelinka and Jeanie Buss attend Kobe Bryant's jersey retirement ceremony during a basketball game between the Los Angeles Lakers and the Golden State Warriors at Staples Center on December 18, 2017 in Los Angeles, California.  (Photo by Allen Berezovsky/Getty Images)

Anche la franchigia di Los Angeles fa i conti con il coronavirus: la proprietaria Jeanie Buss ha chiesto ai massimi dirigenti della franchigia di decurtarsi lo stipendio del 20% così da proteggere gli altri dipendenti con entrate più basse. Una mossa simile a quella fatta dalla NBA stessa a fine marzo

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Il mondo dello sport è alle prese con l’improvviso calo delle proprie entrate dovuto al coronavirus e tutti stanno cercando di tamponare come possono. Persino i Los Angeles Lakers, una delle franchigie più ricche della NBA, devono farsi i conti in tasca, tanto da richiedere ai propri massimi dirigenti di fare un sacrificio economico riducendosi lo stipendio del 20%. È quello che riportano The Athletic e ESPN, sottolineando come la decisione sia stata presa per proteggere i dipendenti con uno stipendio più basso e garantendo loro il 100% delle loro entrate anche in questo periodo complicato. È una mossa che segue quanto già fatto a fine marzo dalla NBA stessa, che ha ridotto del 20% per circa 100 dei principali dirigenti della lega, e che potrebbe essere seguita anche da altre squadre nelle prossime settimane — soprattutto visto quanto è andato male a livello di “public relations” il goffo tentativo della proprietà dei Philadelphia 76ers di decurtare gli stipendi di tutti i suoi dipendenti, tra cui anche i membri dello staff tecnico. I Lakers sono la seconda franchigia di maggior valore di tutta la NBA secondo la classifica di Forbes a 4.4 miliardi di dollari e sono controllati al 66% dalla famiglia Buss, al 27% dal colosso AEG e al 5% dal miliardario Patrick Soon-Shiong. Lo scorso mese i gialloviola insieme ai Clippers e ai Kings della NHL avevano creato un fondo da 5 milioni di dollari per sostenere i 2.800 lavoratori a ore dello Staples Center, garantendo loro un’entrata anche nei mesi in cui nessun evento si potrà svolgere nell’arena del centro di L.A..

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