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NBA, Gary Payton è sicuro: "Sono pronto per trovar spazio su una panchina NBA"

NBA
©Getty

"Qualche opportunità per allenare c'è già stata - afferma - ma ora sento che è arrivato il momento". Così "The Glove" si candida a entrare nel coaching staff di qualche franchigia NBA. Un messaggio per le squadre che ancora non hanno un allenatore (Indiana, Houston, OKC, New Orleans) anche se è difficile che si affidino a qualcuno senza nessuna esperienza in panchina. Ma se Steve Nash è finito ai Nets...

Dateli a me! – dice Gary Payton – “Posso aiutarli a crescere, a diventare dei veri giocatori NBA!”. “The Glove” è pronto. “Il guanto”, soprannome che si guadagnò grazie alla sua eccelsa abilità nella metà campo difensiva e che lo ha accompagnato nel corso dei suoi 17 anni di carriera, vuole mettere la sua esperienza al servizio dei giovani talenti. “In passato qualche opportunità per allenare c’è stata, ma non era il momento giusto per farlo. “Ora — afferma con convinzione l’Hall of Famer — quel momento è arrivato”. Un titolo NBA vinto nel 2006 con la maglia dei Miami Heat, due ori olimpici, un passato da commentatore per TNT e NBA TV, Payton sente di essere pronto a far parte dello staff tecnico di una delle 30 squadre della lega. L’obiettivo? Aiutare le matricole — i giocatori che mettono per la prima volta piede nella Lega — e metterle nelle condizioni ideali per esprimere tutto il loro talento. “Sapete che cosa manca a tutti questi ragazzi?”, ha dichiarato a Yahoo Sports. “Manca una persona in grado di dare i consigli giusti, una persona capace di essere mentore e guida per mostrare loro quanto lavoro, determinazione e concentrazione siano necessari per far parte di una squadra di successo”.

L’esperienza da giocatore e il ruolo dei suoi allenatori

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“Me lo ricordo bene, il mio anno da rookie (stagione 1990-1991)”, prosegue Payton. “L’impatto fu piuttosto traumatico, una specie di brusco risveglio. Mi ritrovai all’improvviso ad avere a che fare con tutto ciò che la NBA rappresentava in termini di talento e con un livello di competizione di cui non avevo nessuna esperienza. In estate cominciai a lavorare con grande impegno e serietà per cercare di migliorare ogni aspetto del mio gioco”. Payton – 9 volte All-Star, per due volte nel primo quintetto NBA e per ben nove volte componente del primo quintetto difensivo – sottolinea l’importanza che allenatori come Tim Grgurich, Eric Hughes e George Karl hanno avuto nel corso della sua carriera. “Sono stati loro – afferma – ad aiutarmi e a fare in modo che io potessi diventare un All-Star, un campione NBA e un membro della Hall of Fame”. Giocatore dalla personalità straripante e dotato di una innata attitudine al comando su un campo di pallacanestro, Payton si prendeva sempre cura del miglior realizzatore della squadra avversaria – epici i suoi duelli con Michael Jordan – e quasi sempre finiva per relegarlo ai margini della partita. Se in attacco era comunque tutt’altro che timido (nel 2000 chiuse la stagione a oltre 24.0 punti di media), in difesa era un vero spettacolo: “Il Guanto” inquadrava il suo bersaglio, gli si incollava addosso e lo seguiva come un’ombra, dalla palla a due alla sirena finale.

“Conosco il gioco, voglio condividere ciò che so”

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Per adesso la sua esperienza in panchina si limita alle partite del Big3, il campionato di basket 3-contro-3 creato dal musicista e attore Ice Cube. Una cosa ben diversa dal far parte di uno staff tecnico di una squadra della NBA. La leggenda dei Sonics però è sicura almeno di due cose: “Conosco il gioco – dice – e ho voglia di condividere ciò che ho appreso con chi ne ha bisogno”. Ieri, da giocatore, il suo compito era di limitare il talento altrui e cancellare dal campo l’avversario più pericoloso; oggi, da allenatore in fieri, vuole fare esattamente il contrario: esaltare il potenziale di tutti quei giovani che pensano che arrivare a giocare nella NBA sia la cosa più difficile. Non è così. La cosa difficile è restarci e continuare a migliorare, anno dopo anno. Forse Gary Payton è davvero la persona giusta per farlo capire ai teenager che ogni anno sbarcano nella Lega più ricca, importante e competitiva del mondo.

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