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Mercato NBA, Bradley Beal: "Un sacco di squadre chiamano per prendermi, non è un segreto"

PAROLE
©Getty

Intervenuto in un podcast con JJ Redick, la stella degli Washington Wizards ha parlato apertamente degli interessamenti per lui sul mercato: "Ci sono squadre che stanno chiamando e facendo delle offerte per capire se possono prendermi, non è un segreto. Ormai sono un paio di anni che ci provano. Per me non è una distrazione, ma un segno di rispetto"

Alla fine del mese di novembre potrebbe aprirsi il mercato dei free agent, e con esso riaccendersi anche quello degli scambi. Non sono tanti gli All-Star teoricamente disponibili sul mercato, e tra questi quello più “raggiungibile” sembra essere Bradley Beal — un po’ perché può diventare free agent nel 2022, e un po’ perché i suoi Washington Wizards sembrano ben lontani dal poter competere per il titolo. Beal nelle ultime settimane ha espresso la sua volontà di restare, ma anche quella di voler vincere — e se la seconda non dovesse essere attesa dalla franchigia, allora potrebbe anche pensare di richiedere la cessione. “Quando ho firmato l’estensione di contratto l’ho fatto perché la squadra venisse costruita attorno a me, ma mi sono anche lasciato la flessibilità per poter essere libero di andarmene se le cose non dovessero andare nel verso giusto” ha detto Beal nel podcast di JJ Redick, The Old Men and the Three.

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E la guardia di Washington sa quanto è richiesto sul mercato: “Ci sono squadre che ci stanno provando. In molti stanno chiamando chiedendo di me e facendo delle offerte per vedere se riescono a prendermi. Non è un segreto, ci stanno provando ormai da un paio di anni. Per me non è una distrazione: quando ero più giovane forse sarebbe potuto esserlo, ma ora lo prendo come un segno di rispetto e una motivazione per continuare a lavorare come faccio e ad essere un professionista. So qual è il mio valore e di essere apprezzato anche da altre parti — specialmente da squadre che vogliono vincere il titolo”. Il riferimento sembra essere ai Los Angeles Lakers (che però avrebbero problemi ad accontentare le richieste di Washington), anche se Beal non ha fatto esplicitamente nomi — anche perché ogni contender vorrebbe poter contare su un giocatore del suo calibro. In ogni caso, il presente di Beal si chiama Washington, specialmente con l’atteso ritorno di John Wall in campo, ma le opzioni sembrano essere tutte sul tavolo: “Abbiamo un buon rapporto con l’organizzazione e la dirigenza. Se fanno qualcosa, ce lo comunicano. O se io volessi andare via, mi sento libero di comunicarlo a loro”.

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