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12 agosto 2008

Olimpiadi di PACHINO / "Sii donna": diciamolo ai maschioni

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Pomodori di Pachino: il premio al peggiore di giornata ai Giochi

La differenza tra le medagliate e un silurato come Montano? Ovvia, ormai sono loro il sesso forte

di PAOLO PAGANI

Ragazze d'oro, ragazzi di bronzo: inteso, però, come faccia. Palmare insomma la differenza tra le medagliate olimpiche della scherma e, 24 ore dopo, il destino di Aldo Montano, campione olimpico di sciabola ad Atene. Brutalmente rimandato a casa negli ottavi dallo spagnolo JorgePina, lui e il suo codino.

"E' probabile che smetta, che faccia festa", ha detto Montano, riferendosi al suo futuro. Perché: finora, almeno negli ultimi quattro anni, cos'ha fatto di diverso? Riassumiamo: un amorazzo da gossip con una certa Manuela Arcuri, che sta allo spirito di sacrificio come Paris Hilton a un direttore d'albergo dell'omonima catena; poi ha partecipato al reality tv La Fattoria, roba da vergognarsi solo a ricordarlo. Già che c'era, ha cambiato look, un'impresa che dev'essergli costata sforzo e pensamenti sfiancanti, a giudicare da com'è arrivato a Pechino.

Interrogato se, in un futuro lontano dalla scherma possa esserci la tv o magari il cinema, Montano ha detto: "Non penso che sia questo il mio futuro. Spero di rimanere nell'ambiente della scherma. Vediamo nei prossimi mesi come riesco ad organizzare la mia vita...". La Vezzali, 24 ore prima e col terzo oro olimpico di fioretto consecutivo infilato al collo, ha invece soffiato leggiadra: "A Londra voglio essere la portabandiera". Capirete che qualche differenza, di carattere oltre che di caratura, c'è. E' giusto la differenza tra sesso forte (le donne) e sesso debole (Montano e i suoi fans). L'uno caracolla tra cinema, tv, o nulla; l'altra prevede già di sacrificarsi in palestra altri quattro anni, da mattina a sera, e magari facendo anche il commissario di polizia.

Valentina, ma anche Giulia Quintavalle e Margherita Granbassi e Giovanna Trillini e (pur senza medaglia, per adesso) Tai Aguero: donne che non piangono se non dopo una vittoria meritata, donne che lottano, donne che ce la fanno sempre e comunque. Possibile che nessuno pensi che sarebbe ora di raccomandare, agli omaccioni italici e muscolosi in procinto di finire sotto gli occhi del mondo, un semplice. "Sii donna, fatti forza"?. E' un suggerimento al Coni.
PAOLO PAGANI
SKY-Sport-web-editor-in-Chief
 

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